Posts from: giugno 2012

Viaggi e dintorni

La cartolina d’altri tempi del sessantenne prevedeva una persona che preferiva la sedentarietà al viaggio, la rassicurazione che viene dai luoghi conosciuti rispetto alla scoperta di mondi nuovi, l’immobilità allo spostamento.

Sono, queste, preferenze tuttora manifestate in modo evidente dalle persone che hanno raggiunto la vecchiaia, ma che non si attagliano per niente alla maggior parte dei senior 55-70enni di oggi. E in alcuni casi neppure ad ottantenni ancora vitali e in salute. Una mia amica cinquantenne cha vorrebbe ogni tanto lasciare la figlia piccola alla mamma ottantaduenne non riesce mai nell’intento dato che la “nonnina” ogni volta è in viaggio nei posti più lontani del mondo. Insomma, la vita nuova dei senior è sempre più spesso all’insegna della mobilità.         Che tipo di mobilità ?  Ce n’è di tutti i tipi.

Partiamo dalla più semplice: il movimento fisico. Camminate, escursioni, biciclettate da soli o in compagnia. A volte è soltanto la mezz’ora per evitare l’arrugginirsi di ossa e giunzioni, altre volte è passione che occhieggia al professionismo (avete presente i gruppi di cinquanta-sessantenni che scorazzano in bicicletta sulle strade statali e provinciali attrezzati di tutto punto, o i baldi settantenni che un passo dopo l’altro macinano i più impervi sentieri di montagna?)

Oltre al movimento fisico, lo spostamento è anche trasferimento da un’abitazione ad un’altra.  L’80% degli italiani abita in casa di proprietà e in aggiunta non sono pochi quelli che hanno la possibilità di frequentare anche altre abitazioni: i più benestanti (che sono in proporzione più numerosi tra gli over 55 che nel resto della popolazione) possiedono anche una seconda casa,  molti hanno qualche parente (con annessa abitazione) che in qualche momento dell’anno li ospita al paesello d’origine, altri hanno amici che li invitano, qualcuno non rinuncia a qualche giorno in albergo Che sia un avanti e indietro per il weekend o che sia uno spostamento una tantum di qualche giorno o settimana, fatto sta che chi può non disdegna per niente nemmeno questo tipo di spostamento, senza particolari remore per i disagi connessi.

E poi c’è il viaggio vero e proprio. Il low cost prenotato in largo anticipo evitando l’alta stagione, qualcuno con la formula tutto compreso e qualcun altro con il “fai da te”, nella capitale europea o verso qualche meta lontana o provando la crociera, i senior viaggiano. Visto l’aria di crisi che tira, viaggiano con meno soldi a disposizione e con più attenzione a quante volte si tira fuori di tasca il portafogli, ma nell’insieme la voglia di viaggiare resiste.

Zainetto e scarpe comode, il senior, anche quello che apprezza la tranquillità e si crogiola nell’impigrirsi, non pensa che sia ancora arrivato il momento di limitarsi a guardare il panorama dalla poltrona di casa sua.

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La vita è un dono sempre

Da parte di Anna Maria: Ho 76 anni, sono andata in pensione a 65, senza la legge Fornero, sposata con due figli. Ho fatto l’imprenditrice per 27 anni dopo i due figli, e aver cercato, inutilmente, di entrare nell’insegnamento. Ho comunque lavorato in una multinazionale e per fortuna non ho rimpianti di non aver fatto l’insegnante. Mi pare strano questo parlare di felicità, che leggo costantemente, ma la terza età, ha sentire di altro genere. Si basa sulla consapevolezza del propio essere sulla serenità, se si è fatto buon uso della propia vita, sul fatto che nulla è ancora compiuto. Personalmente, dopo la pensione, e ancora oggi, è un continuo ricostruirmi nel fisico, con lunghe passeggiate, gite in montagna, nella natura, nello Spirito, seguendo nella crescita le mie nipoti, studiando lingue straniere che aprono mondi sconosciuti, seguendo con serenità la malattia di mio marito, i momenti difficili dei miei figli, e quando tutto questo me lo permette facendo qualche viaggio. Non ho mai cercato la felicità, non ci ho mai creduto.

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Danzare

“…Di recente a queste due dimensioni (cognitivo ed emotivo) si è aggiunto anche lo sviluppo motorio, che ormai si è scoperto essere determinante per invecchiare bene… si è cominciato a dire: mi raccomando, camminate. Anzi, l’ultima è: danzate ! Ma non è solo una moda, è una cosa seria. Ci sono tanti studi che dicono che questa attività è veramente decisiva. Danzare significa fare del movimento libero corporeo, ma anche socializzare, ascoltare la musica, svilupparsi cognitivamente avendo la possibilità di parlare, di dialogare…. Insomma, lo sviluppo va sempre pensato insieme cognitivo, emotivo e anche motorio.”

(tratto da E. Oggioni, “I ragazzi di sessant’anni”, Mondadori, maggio 2012, “Il punto di vista della psicologa: conversazione con Ottavia Albanese”, pag. 188)

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Vegetale Umano

Ho voluto abbinare la storia ricevuta da Maria con un commento lasciato da Daniela ad una storia precedente. Maria per parlare di sè intitola la sua storia “vegetale umano” e basta questo per capire il suo stato d’animo. Daniela avverte la possibilità di cadere in depressione e l’addebita alla situazione generale. Che sia derivante da una situazione esterna o da una voragine interiore, certo in entrambi i casi è alto il rischio di vivere la prossima fase di vita al ribasso, senza accorgersi delle possibilità che l’esistenza ci offre sempre, persino quando non le cerchiamo e anche quando la solitudine la fa da padrone.

Maria: Sono una sessantenne da poco anagraficamente, ma con una vita e una storia di almeno ottanta. Dopo non aver vissuto la mia adolescenza, essendomi sposata giovanissima, ho dedicato e costruito la mia vita aggrappandomi alla famiglia ed ai due figli ; da anni sono vedova , e mi ritrovo con una voragine dentro incolmabile , e senza altri interessi , che ho sempre cercato di programmare nella mia mente , ma non riesco a trovare con la forza fisica e con il cuore. Sono stanca di sentirmi ripetere da tutti , compresa la terapeuta, devi reagire, ma non ci riesco, forse sono anormale , o come dicono, è l’amore che può tutto e io amore non ce n’ho. Aiutatemi !

Daniela: Tra due mesi saranno 57, sono single senza figli con cane, un lavoro statale, il mutuo ecc. e forse di anni me ne sentirò anche qualcuno in meno ma la situazione che viviamo non risparmia nessuno e a quasi sessantanni può farci cadere facilmente in depressione.

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35 storie

Sono ben 35 “le vostre storie” che finora, in meno di due mesi, avete inviato

al blog “I ragazzi di sessant’anni” e che sono state pubblicate.

Ognuna con una sfaccettatura diversa.

Grazie e continuate ad inviarle.

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al massimo…..continuerò a camminare

Scrive Stefania: 57 anni, sposata e due figlie, un lavoro, i problemi di tutti, mutuo, qualche acciacco, i kg in più che non vorresti, ma con ancora tanto da fare e da dire e la voglia di mettermi in gioco. E allora ?

  Allora a camminare e a scoprire quei monti che con qualche anno in meno si ignoravano, su e giù con il fiatone all’inizio, con la paura di non farcela, ma poi con la soddisfazione di esserci arrivata.

Me lo diceva la mia mamma: davanti hai una strada, cammina non arrenderti, tutte le sfide ti faranno più forte. Ora giorno dopo giorno scopro che sono io e voglio camminare in tutti i sensi per raggiungere una vetta.

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Coppie over 50 di lungo corso

Se ti sei sposato, o hai cominciato a vivere insieme, verso i 22-25 anni (questa era l’età preferita dai baby boomers), senza che il tuo rapporto sia naufragato, a 55 anni hai già trascorso insieme 30 anni e davanti a te ci sono con buona probabilità altri 25-30 anni da condividere.

Come l’individuo, anche la coppia sperimenta una novità derivante dalla aumentata longevità in salute: molti anni in cui non si è più la classica “coppia adulta”, ma non si è nemmeno ancora una “coppia di anziani”. Anche per la coppia dunque, 15-20 anni di vita in più da inventare, senza modelli da copiare.

Si è ancora vitali, pur con energie calanti.  Si è ancora aperti al mondo, capaci di godersi le piccole cose del presente e di guardare avanti al futuro, pur con desideri affievoliti ed entusiasmi controllati. La libido di solito non se n’è andata del tutto e sessualmente si rimane moderatamente attivi.  E spesso si gode di più tempo per la vita di coppia di quando gli impegni lavorativi e familiari erano più intensi.

Che cosa cercare nella coppia in questa fase della vita? Se la coppia è di lungo corso (malgrado il numero crescente di separazioni anche dopo i 50 anni, è questa la formula che rimane statisticamente più diffusa) ed è stata capace di mantenere un rapporto affettivo, è probabile che in questi anni si possa far leva su una facile intesa, su una certa complicità e solidarietà, su una agevole comprensione reciproca. Già raggiungere questo è una grande impresa e un gran successo !  Ma probabilmente c’è una sfida ulteriore per la coppia senior: far sì che possa essere anche l’occasione di nuove esplorazioni e nuove scoperte insieme.

L’argomento “Vent’anni di più in coppia: una diversa vita relazionale e affettiva”  viene approfondito nell’omonimo capitolo del libro “I ragazzi di sessant’anni”.

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La mia vita la rivivrei tutta !

Scrive Orensanna M: Ho 66 anni, un marito (siamo sposati da 36 anni), 5 figli e 5 nipotini. Sono stata molto fortunata perchè sono riuscita a coniugare famiglia e lavoro, un lavoro che mi piaceva molto.
Per 35 anni sono stata assistente di Antropologia all’Università “La Sapienza ” di Roma occupandomi, tra l’altro, di Antropologia dell’Invecchiamento!
Da un paio di anni sono in pensione ed ho riscoperto tutta una serie di hobbies che, per questioni di tempo, avevo accantonato; ad es. faccio dei lavori all’uncinetto, abilità manuale che ho imparato da mia nonna.
Faccio parte di un’associazione che si chiama Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile ed in questo modo mantengo il contatto con i ragazzi cercando di trasmettere amore per la cultura e la lettura.
Dato che sono nonna di cinque nipotini di età compresa tra 8 ed 1 anno ho cominciato a scrivere per loro una serie di storielle con dei buffi personaggi che sono animaletti umanizzati.
Le mie giornate sono quasi più frenetiche adesso di prima ma va bene così!

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Come tenere in forma la memoria

(liberamente tratto e tradotto da  http://www.senior.com/living/maximize-your-memory-secrets-of-success-from-the-usa-memory-champion/ )

Cominci a preoccuparti se ti sei dimenticato dove hai parcheggiato l’auto o non ricordi più i nomi di tutti quelli che conosci ?

Qui di seguito i suggerimenti del due volte Campione USA di Memoria, Nelson Dellis:

1. Tieni in esercizio l’ippocampo (la parte del cervello che supporta la memoria a breve) leggendo, dedicandoti ad attività creative artistiche, facendo le parole crociate,  imparando una nuova lingua o imparando a suonare un nuovo strumento

                

 

 

 

 

2. Concentrati su quel che vuoi ricordare e rendilo interessante: ad esempio, associa il nome di una persona ad un’immagine; quanto più l’immagine è interessante e oltraggiosa, tanto più facilmente ricorderai il nome

3. Segui una dieta per un cervello in salute: ad esempio, i cibi ricchi di DHA omega 3 (come il pesce) aiutano la salute del cervello e la memoria

4. Tieni il fisico in allenamento: mezz’ora al giorno di attività fisica aiuta il formarsi di nuove cellule.

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Apprezzo lo spirito del libro, ma …..

….. non mi trovo del tutto d’accordo.

Peter racconta la sua storia e commenta il libro “I ragazzi di sessant’anni”:
Caro Oggioni, Lei “scarta” dalle sue ricerche i pensionati che passano il tempo al bar a giocare a carte. Mi viene da pensare che – dopo i vari scenari da Lei evocati, – alcuni comprensibili, alcuni scioccanti – forse siano loro i più felici di tutti!
Sono inglese con moglie italiana, da 30 anni residente in Italia. Figlia unica che ha abbandonato il nido a 18 anni (come si fa da noi). La mia vita lavorativa, per la maggior parte in banca, è durata 49 anni. Ho lavorato per 7 datori di lavoro in 7 paesi diversi e sono arrivato ad un passo della dirigenza. Però, ora basta! A 66 anni non voglio più sentire parlare di lavoro. Anzi, trovo angosciante l’idea di continuare a lavorare dopo il pensionamento. Io non ho progetti. Vivo la giornata.
Una catasta di libri da leggere, qualche bella musica classica, un’oretta navigando, scrivo ogni tanto un articoletto in inglese per i blog di viaggi, una passeggiata al mare (se mi va, ma niente sport). Tutto qui. In estate seconda casa in collina. Non mi annoio per niente e il giorno si riempia tranquillamente. Ritengo di aver guadagnato il riposo (non mi vergogno a dirlo) e un po’ di “dolce far niente”, concetto questo completamente ignorato dal suo libro.

Risponde Enrico: Caro Peter, chi scrive un libro si sorprende che poi qualcuno lo legga per davvero. Quindi, innanzitutto grazie per averlo letto e doppio grazie per averlo commentato. A me fa molto piacere confrontarmi con chi l’ha letto.    Le dico subito che non ce l’ho per nulla con chi si è guadagnato il riposo e aspira al “dolce far niente”, ci mancherebbe ! Solo, mi sembra che la novità di oggi stia nel fatto che un numero crescente di over 55 e over 65 desidera avere una vita attiva e può farlo grazie a discrete condizioni di salute. A me questo piace come prospettiva di vita, e quindi effettivamente lo spirito che aleggia tanto nel libro che negli articoli di questo blog è in favore del senior che non tira i remi in barca aspettando che passi la giornata.  Il fatto è che rimanere attivi non significa necessariamente continuare a lavorare (forse da qui nasce la nostra differenza di vedute).  Per alcuni l’essere attivo significa continuare a lavorare e trovare soddisfazione in questo, ma per tanti altri può significare passioni, movimento, divertimento, volontariato, aiuto familiare, nuove imprese e altro ancora.   Nel suo caso, dopo 49 anni di vita lavorativa, sarei rimasto stupito se mi avesse scritto che aspirava a proseguire lungo gli stessi binari. Però forse (forse) leggere cataste di libri e scrivere articoli per blog di viaggi sono passioni. Lei è fortunato perché vivendo alla giornata senza far alcun progetto la riempie comunque di interessi che le piacciono e si gode una nuova libertà. Ma non è così per tutti. Faccio mie le parole di Silvia, una frequentatrice del blog che ha lasciato in questi giorni il seguente pensiero commentando un altro articolo: “La pensione è fasciata da spensieratezza, libertà, gioia……ma il vero significato lo vedi quando vivi i primi mesi dopo l’euforia. Non puoi confidarli a nessuno, ti guarderebbero come un alieno… La libertà, dopo la schiavitù al lavoro di una vita, è difficile da vivere; alcuni, profondamente schiavi, si cercano un altro padrone…  Sarebbe bello poter fare dei corsi per imparare insieme a gestire la libertà e a trovare le proprie strade, il proprio Io, il proprio benessere, in una vita senza sveglia mattutina, ma non per questo senza un fine”.

Cordialmente.  Enrico

P.S. una curiosità: quali sono gli scenari scioccanti che ho evocato nel libro ?

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