Posts from: agosto 2012

Pensioni, tormentone infinito

Dovremmo esserci abituati, sono più di vent’anni che fatta una modifica al sistema pensionistico si comincia subito a parlare di come riformare la modifica. Eppure questa volta, nella mia ingenuità, sono rimasto comunque sorpreso. Ma come ? La riforma Fornero di fine 2011 doveva essere quella che sanava definitivamente gli squilibri pensionistici italiani e che ci permetteva di allinearci alle richieste europee e dei mercati, e già a distanza di pochi mesi c’è chi la mette in discussione ? Non parlo tanto del pasticcio degli esodati, che si è manifestato subito poche settimane dopo la riforma e che sta trovando, strada facendo, una soluzione che si spera deroghi alla regola generale solo per il contingente, non che si protragga per un lustro.  Non parlo tanto di questo, quanto piuttosto delle proposte di modifica che stanno facendo capolino nel nostro Parlamento e delle dichiarazioni spavalde di esponenti di rilievo di alcuni  partiti (anche di quelli che sostengono il Governo) che promettono che dopo le elezioni del 2013 si cambierà ancora (qualcuno ammette che intende fare retromarcia, molti usano l’ipocrita espressione “faremo miglioramenti”, qualcun altro parla di integrazioni). E’ vero che oggi le scelte individuali dei senior non sono più tutte condizionate dalle regole sulle pensioni, ma insomma un orizzonte un po’ più definito sarebbe auspicabile!

Personalmente non sono nelle condizioni oggi di avere chiaro quali sono tutte le proposte in campo e da parte di chi (ma sono pronto a scommettere che neppure gli addetti ai lavori lo sanno con precisione), siamo ad uno stadio in cui le iniziative individuali mi sembra prevalgano su quelle ufficiali di partito. Comunque, pur con informazioni che al momento sono molto parziali, mi sembra utile tener ben distinte due posizioni (al di là dell’espressione “faremo miglioramenti”) che si vanno profilando tra chi propone cambiamenti alla recente riforma.  Una posizione è di chi vorrebbe reintrodurre le pensioni per i 55-60enni con 35 anni di anzianità, con l’eventuale penalità di avere tutta la pensione pagata con il metodo contributivo ma con i costi aggiuntivi a carico dello collettività. La seconda posizione è di chi cerca una soluzione più flessibile e meno rigida all’età pensionabile, lasciando la possibilità di prendere la pensione qualche anno prima o qualche anno dopo rispetto a quella stabilita per legge (66-67 anni), ma penalizzando i primi in modo che non vi siano costi pubblici aggiuntivi e premiando i secondi in ragione degli anni di pensione non goduti.

Vedremo nei prossimi mesi se queste idee e proposte avranno gambe e se risulteranno più chiare nei loro effetti (non solo sui cinquanta-sessantenni, ma anche sul futuro dei giovani e sui conti pubblici). Certo, già fin d’ora si può dire che sono due soluzioni diversissime. Se le applicassi a me stesso, nel secondo caso sceglierei probabilmente di avere comunque l’assegno all’età “normale” (66-67 anni) e quindi dovrei aspettare quasi una decina d’anni prima di riscuoterlo. Nel primo caso invece potrei chiedere subito all’Inps la pensione (dieci anni in più che lo Stato mi sovvenzionerebbe!) e non avrei penalizzazione sull’entità dell’assegno mensile perché metodo contributivo e retributivo nella mia fattispecie fanno una differenza minima. Come se avessi vinto alla lotteria ! Ma poi avrei il coraggio di guardare ancora negli occhi i miei figli ventenni, la cui generazione dovrebbe sopportare il costo del regalo che mi verrebbe fatto ?

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Piccoli piaceri

Scrive Roberto: Mi chiamo Roberto, sono un “ragazzo di sessant’anni” (avanzati) e ho appena finito un piacevole periodo di vacanza e relax. Niente viaggi né avventure. Tre settimane sulle Prealpi lombarde, in una casetta vicino a dove abita mia mamma e dove con mia moglie, e una volta anche con i miei figli, siamo sempre andati a far vacanza. E’ un posto dal bel clima, qualche volta rovinato da troppe piogge, ma quest’anno è andata bene anche da questo punto di vista. Lì mi conoscono tutti, la mattina esci e fai due chiacchiere, trovi sempre qualche vecchio amico che ti invita per una passeggiata, oppure il Pino con cui mi metto a discutere di qualunque cosa, come faccio da quasi quarant’anni come se fosse ieri. A me piace cucinare. Io odio il panino al bar che ogni tanto in città mi capita di dover mangiare a mezzogiorno. Lì invece scelgo io le cose da mangiare, prendo dall’orto (c’è un piccolo orto) le verdure di stagione e ogni giorno mi diverto a preparare qualcosa. E’ una vita troppo semplice ? Non lo so, mi sto domandando se fatta per tutto l’anno mi piacerebbe…

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Coppie senior: sesso e intimità cercasi

Sono tante le coppie di senior che dopo molti anni di matrimonio rinunciano al sesso ed evitano persino di parlarne. E’ l’argomento che, in tono leggero e divertente, la 63enne Meryl Streep e il 65enne Tommy Lee Jones ci propongono nella commedia “Hope Springs”, uscita settimana scorsa negli Stati Uniti e in programmazione nelle sale cinematografiche italiane a partire da ottobre  (per vedere il trailer in italiano http://www.youtube.com/watch?v=ZAW1mpQLMQA).

Kay e Arnold, i due protagonisti, sono la classica coppia annoiata da tanti anni di matrimonio, che si tiene lontana da intimità e sesso. Per dire, l’emozione che riescono a darsi per il trentunesimo anniversario della loro unione è che si regalano la sottoscrizione ad un nuovo canale tv. Finché le insistenze di lei, che non si dà pace per la situazione, li porta in una cittadina del Maine dove si cimentano in una piccola olimpiade settimanale di recupero dell’intimità sentimentale e fisica.

Storia leggera, che ha però immediatamente conquistato il cuore della critica americana. Non manca chi sfotte ipotizzando la nascita di un filone “Viagromedy”, ma ad esempio il Washington Post l’ha definito “a minor miracle of a movie”. Non stiamo parlando di un gran film, ma quel che colpisce è l’operazione (coraggiosa?) di portare sullo schermo un tema tabù senza cadute volgari.

Immediati i commenti anche degli esperti. “In una società dove la mancanza di sesso tra marito e moglie è considerata un deficit – dice ad esempio Pepper Schwartz – per gli uomini un deficit di virilità, per le donne di desiderabilità, può essere umiliante far saper che il sesso e l’intimità non fanno più parte del proprio matrimonio”. E così le donne non ne parlano volentieri con le amiche, gli uomini men che meno. Figurarsi all’interno della coppia. Anzi, prosegue la Schwartz, si tende a rinchiudersi emotivamente, a mettersi sulla difensiva e a dormire il più lontano possibile l’uno dall’altra.

 

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Richiesta di storie

Cari amici, dalla redazione di un noto programma televisivo mi è arrivata la richiesta di storie che vedano protagoniste persone in pensione che fanno ancora cose utili alla società, così da poterle intervistare per le trasmissioni d’autunno.

Invito chi di voi è interessato sia a proporre la propria storia sia a farsi intervistare, a scrivermi alla sezione “Contatti” di questo blog.

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8° Convegno mondiale sull’invecchiamento attivo

A partire da domani 13 sino a venerdì 17 agosto avrà luogo a Glasgow, in Scozia,  l’8° World Congress on Active Ageing <http://www.wcaa2012.com/>, importante appuntamento in cui esperti di varie nazionalità parleranno di benessere e di attività fisica, così come di capacità cognitive e di condizioni di salute. Relazioni scientifiche, testimonianze dirette e dimostrazioni concrete comporranno il menu del Convegno.  Gli abstracts delle relazioni sono pubblicati sul Journal of Aging and Physical Activity (JAPA).

“This world congress will celebrate the diversity of ageing, the benefits and availability of physical activity and exercise opportunities for those entering old age.  It is especially targeted to those in the transitional phase with a highlight on the oldest and frailest population.  Scientists, practitioners and experts from a range of professional interests and disciplines will come together to promote Active Ageing.   
The congress will be of interest to those working in the biological, behavioural and social sciences as well as the fields of medicine, physical and recreational therapy, health, sport and exercise sciences, health education, leisure and recreation and the social and caring services.”

Il Convegno si tiene ogni quattro anni e si aggiunge, nell’anno che l’Unione Europea ha dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra generazioni, a numerose altre manifestazioni su temi analoghi che si stanno svolgendo in molti paesi europei. In Italia una importante manifestazione sull’argomento, dal titolo Festival delle Generazioni, si svolgerà a Firenze il prossimo 13 e 14 ottobre.

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Giro di boa

Da parte di Lucilla: Ho cinquantasei anni e sono al giro di boa…… Ne avevo ventotto quando è nata la mia prima figlia ed ora sono qui a casa sua, ad aspettare la nascita del suo primo figlio. Lei ha la mia stessa età di allora, in mezzo c’è una vita, la mia.  Il tempo é volato; ho cresciuto i miei tre figli da moglie divorziata e  la mia vita e stata piena, faticosa ma densa di cose belle e di esperienze. Il tempo è volato e solo adesso mi rendo conto che sono “una vecchia signora” anche se vivo come vent’anni fa e la mia testa non registra il cambiamento. Ho sempre saputo che i figli ci costringono a fare i conti con la realtà.
Non so bene come far combaciare i pezzi, come interiorizzare l’idea che in questo gioco di carte che é la vita adesso devo passare la mano. Credo che ci dormirò su: come dice Rossella O’Hara , domani è un altro giorno.

Cara Lucilla, magari nel frattempo il nipotino è nato e tu sei stata risucchiata nel vortice che sempre accompagna la nascita di un piccolo. Mi sembra che l’evento ti stia dando la bella opportunità di riflettere sui tuoi cambiamenti e sulle fasi della vita.  Non vedrei però necessariamente questo evento come un “gioco a somma zero” (finora è toccato a me, adesso devo passare la mano e tocca a mia figlia). Conosco alcuni nonni e nonne della tua età che provano una grande gioia per la nascita di nipotini, che si rendono conto che il tempo passa e inizia una nuova fase, ma che contemporaneamente hanno una vita piena di presente e guardano al futuro ancora sentendosi di giocare al rialzo.

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Conversazione

L’altro giorno ho avuto una conversazione con un trentenne.  Abbiamo chiacchierato e discusso di giovani che faticano a trovare un’occupazione (non è il suo caso, dato che lavora, ma è molto solidale con i suoi coetanei meno fortunati) e di cosa possono fare persone in là con gli anni (noi insomma) per superare questa situazione. Non è stata una conversazione facile, avevamo categorie mentali diverse e, forse, entrambi due teorie da dimostrare, piuttosto distanti tra loro.

La teoria del mio interlocutore è che mancano ancora le politiche per i giovani e pure quelle per gli anziani, ma che gli anziani (il suo vocabolario non prevede alternative a questa definizione) sono privilegiati e dovrebbero fare cose che servono a tutta la società e in primis ai giovani. Pur condividendo la diagnosi che i baby boomers sono generazioni “privilegiate”, o più semplicemente fortunate, gli ho fatto presente che capivo la difficoltà, dalla sua prospettiva di trentenne, di distinguere condizioni diverse all’interno della categoria che chiama “gli anziani”, ma che senza questa distinzione si rischiava di non capire la realtà di oggi: un conto sono i veri anziani che soffrono condizioni di fragilità e che hanno bisogno di supporto, altro sono i sessantenni (e oltre) che godono di buona salute e hanno energia e vitalità da vendere.

Siccome la discussione riguardava il versante pubblico del problema e non quello privato, non si è parlato dell’aiuto concreto e affettivo di molti genitori nei confronti dei loro figli grandi, ma del ruolo sociale degli uni e degli altri. Su questo abbiamo proprio fatto fatica a capirci.

C’è stata la riforma delle pensioni – gli ho detto – si lavorerà fino a 66-70 anni: dalla prospettiva di un giovane dovrebbe essere un bel passo avanti sapere di dover versare meno contributi per pagare delle baby pensioni e mettere invece in salvo la propria pensione futura.  Eh no – è stata la sua replica – se lavori più anni togli possibile occupazione ad un ragazzo e adesso è questo il bene più prezioso. Già – ho contro obiettato – però fino a poco tempo fa la pensione troppo presto al 55-60enne di oggi veniva vista come una delle principali iniquità tra generazioni. E poi non è scontato che se tieni al lavoro un sessantenne lo togli ad un ventenne, dipende dalle formule che adotti (vedi esempi nord europei e proposta Perugina).

Comunque è vero che molti verso i 60 anni oggi sono già in pensione, eppure sono attivi e vitali. Tra questi, sul fronte del  lavoro sono parecchi quelli che proseguono con collaborazioni o con attività autonome e invece sul fronte delle attività socialmente utili abbondano quelli che si dedicano al volontariato o che danno un aiuto familiare essenziale per gli equilibri domestici, anche quelli economici. Ma pure questo non è piaciuto al mio giovane interlocutore: se prosegui a lavorare e ad avere un reddito che sommi alla pensione sei doppiamente riprovevole, se invece fai volontariato può andare, ma è la conferma che tutto è lasciato alla iniziativa e al buon cuore degli individui e che mancano invece politiche di sostegno.

Ahimè, ci siamo salutati avendo ciascuno scalfito poco la propria idea di partenza.

La solidarietà tra generazioni è un valore che sposavamo entrambi, ma tradurlo in valutazioni e preferenze univoche non è risultato affatto scontato.

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Diversamente giovane

“Il prossimo anno compiro’ Sessantacinque anni, grande festa per una diversamente giovane…!
Sicuramente un’eta’ da bilanci, senza dubbi positivi, che non significa senza problemi ma con problemi affrontati e comunque risolti con vittorie e sconfitte, perche’ bisogna anche saper perdere.
Se dovessi rinascere non cambierei una virgola della mia vita, e la tentazione ci sarebbe!
Ho un marito che conosco fin dai banchi di scuola,un caratteraccio, un lupo solitario che ha avuto la sfortuna di incontrare una gallina da pollaio come me! Con chi potrei cambiarlo, l’equilibrio e’ sempre stato perfetto: io gli tiro da sempre a forza fuori le parole e lui quando e’ necessario non sente le parole di troppo che dico.
Abbiamo sei figli, quale buttare dalla torre? Sono tutti diversi, i lati negativi di uno sono attutiti dalle qualità di un altro, le asperita’ si annullano con le dolcezze e tutti insieme non ci fanno sentire soli!
Non ci sentiamo soli anche perché ci hanno regalato sei nipoti con cui giocare a fare i nonni, siamo sicuramente diversi dai nostri nonni … Forse ! Come ci vedranno loro ?
Fonte di saggezza oppure fonte di….”

(in foto: una famiglia di nonni, figli e nipoti)

Cara Nonna (madre, moglie e sessantaquattrenne) Franca, descrivi un quadro di grande armonia ed equilibrio, che sicuramente i tuoi nipoti respireranno da te.  Promettimi però una cosa: non dire mai loro che sei una “diversamente giovane”…è un’espressione che a me provoca sempre un tuffo al cuore, non vorrei capitasse anche a loro. Auguri, Enrico

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Cari amici

Cari amici de “I ragazzi di sessant’anni”, è il momento per un primo consuntivo dell’esperienza che stiamo vivendo insieme sul blog e sulla pagina facebook, non solo perché sono ormai passati tre mesi da quando ho attivato i due canali, ma anche perché per il resto del mese d’agosto mi concederò di alimentarli e seguirli con un ritmo molto più blando di quanto non abbia fatto finora (anzi per alcuni giorni sparirò proprio e farò una prova d’astinenza da rete).

Io sono rimasto sinceramente e positivamente impressionato da quanta interattività ci sia stata durante queste settimane, da quanto seguito e quanti commenti abbiano reso vivi i due strumenti, e di questo vi ringrazio tutti. Non è stato per me, come qualcuno malignamente supponeva all’inizio, solo uno dei modi per far conoscere il mio libro da cui prendono il nome blog e pagina fb, certo avevo anche questa intenzione, ma è stato anche e soprattutto un piacevolissimo esercizio di confronto di esperienze e di opinioni con le persone della mia generazione. L’idea di fondo, cioè che questa fase di vita sconosciuta ai nostri nonni sia ricca di opportunità, si sta diffondendo grazie al blog, a facebook, al libro e alle varie presentazioni e interviste a cui sono invitato, e di questo sono contento.

  In tre mesi, più di 2.200 amici a cui piace la pagina facebook, con post sempre commentati  e abitualmente visti da 600-700 persone, con punte fino a oltre 4000.  Questo blog (dati google analytics) ha avuto finora più di 3.800 unique visitors, distribuiti in tutte le regioni d’Italia, con più o meno metà dei visitatori che ritornano e con commenti assai interessanti.

La “produzione” è stata da mozzare il fiato: 55 “vostre storie” che mi avete inviato, una cinquantina di articoli che ho scritto sul blog, più di cento post pubblicati su fb e migliaia di vostri commenti tra blog e fb.

Durante questo mese non interrompete i vostri commenti, ogni tanto pubblicherò, soprattutto non smettete di inviare al blog le vostre storie, che sono il sale di queste nostre pagine.

Buona estate a tutti. Enrico

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Passione click

Scrive Lorena: Per tante persone l’estate è il momento del mare, dei monti, dei laghi. Del far niente sotto l’ombrellone o del viaggiare per scoprire cose nuove.

A me queste cose vanno tutte bene, basta che con me ci sia la mia amica fedele: la macchina fotografica. Non m’importa uno strumento sofisticato, è proprio il fotografare, il cogliere l’attimo e le situazioni che mi piace.

Portatemi dove volete, ma lasciatemi il tempo per girovagare da sola e scattare foto.

E’ sempre stato così e ancora adesso, a 57 anni, sotto lo sguardo paziente di mio marito e delle mie figlie, è quello che chiedo.

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