Posts from: ottobre 2012

Scripta volant

Forse non ve ne siete accorti, cari ragazzi di sessant’anni che leggete questo blog e che postate su facebook i vostri commenti, ma nel corso dell’ultimo anno siete stati voi i protagonisti di una rivoluzione, quella mediatica.

  Sì, perché la penetrazione di Internet tra gli italiani è schizzata nell’ultimo anno da poco più del 50% al 62% (pensate che dieci anni fa solo il 27,8% utilizzava Internet) e la parte del leone in questo balzo è attribuibile soprattutto ai social media, soprattutto a You Tube (raggiunge il 61,7% di utenti tra le persone con accesso a Internet e quindi il 38,3% della popolazione complessiva) e ancor di più a  Facebook (66% degli internauti che usano questo mezzo nel 2012 rispetto al 49% dell’anno scorso; vuol dire che il 41,3% degli italiani usa facebook!).   Tutti a scrivere dunque, ma non è più come una volta che “scripta manent”, ora “scripta volant”, con post leggeri ed effimeri come solo le parole sapevano essere una volta.

Questi che ho riportato sono alcuni dei dati proposti dall’interessantissimo “Rapporto sulla comunicazione 2012”, appena pubblicato, che il Censis produce annualmente e che quest’anno s’intitola “I media siamo noi”.

Siete stati protagonisti di una rivoluzione, cari senior, anche perché secondo le indagini del Censis in tutte le classi di età si nota un incremento del consumo dei media, ma l’aumento più rilevante è quello che ha interessato i senior.  Il Censis propone i suoi dati dividendo in quattro classi di età (14-29 anni, 30-44 anni, 45-64 anni, 65-80 anni); ebbene, è netto il balzo in avanti della classe di età più anziana tra quelle considerate: “43,4 punti in più rispetto ai soli 2 punti in più per i giovani di 14-29 anni… Tra i tanti luoghi comuni che hanno fatto il loro tempo, c’è anche quello che considera le persone anziane del tutto estranee ai flussi dell’innovazione nel campo della comunicazione”.

Già nel Rapporto dell’anno scorso si leggeva come la “dieta mediatica” (cioè il mix di mezzi di comunicazione utilizzati da ciascuno di noi: televisione, radio, quotidiani, periodici, libri, cellulari, smartphone, internet nei suoi vari e sconfinati utilizzi, ecc:), cambia molto al cambiar dell’età. Da questo punto di vista le due classi di età più anziane confermano una “dieta” più varia di quella delle generazioni più giovani, in particolare una “dieta” aperta a tutti i mezzi. E’ vero che tra gli over 65 c’è un 43,2% che si ciba con diete solo audiovisive (essenzialmente tv e radio) e che l’accesso a Internet, pur essendo cresciuto molto, è ancora un misero 16,5% (tra i 45-64enni si arriva già al 42%) , ma la varietà è data da un consumo di mezzi a stampa (essenzialmente giornali e libri) che i più giovani hanno in misura molto più ridotta.

Insomma, noi senior non ci facciamo mancare un po’ di tv (come fanno tutti, anche i giovani), ascoltiamo la radio (soprattutto dall’autoradio), sempre di più stiamo scoprendo Internet e popolando i social network, ma dedichiamo del tempo anche a leggere libri, quotidiani, settimanali e mensili (anche se sempre meno), il che rende la nostra dieta mediatica la più varia fra tutte.

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Malgrado tutto sono ottimista!

Da parte di Angela: Ho 63 anni, pensione minima, continuo a lavorare anche se non conviene tra tasse e inps che richiede indietro soldi non dovuti, provo rabbia quando vedo i compensi di manager pensionati e con cariche prestigiose e milionarie, ma non ho alternative.

Rabbia perchè, dopo divorzio e una vita non facile, non posso godermi questi anni in santa pace facendo le cose che veramente mi interessano e sono tante!

Ho un carattere allegro e mi incuriosisce conoscere e imparare cose nuove, dall’inglese al teatro ai corsi dell’UNI 3 ecc.ecc , godermi i nipotini, viaggiare e così via.Non è detto che non ci riesca, malgrado tutto sono ottimista e poi riciclarsi mantiene giovani vero!!!!!!!!!!!

  Biancospino: speranza e buona fortuna !

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Alla ricerca di conferme (impossibili)

“Senza bisogno di scomodare attrici famose e presentatrici televisive che cercano disperatamente di mantenere l’appeal fisico di sempre con il bisturi, ovviamente senza mai riuscirci, è tra i maschi che si annida il peggior virus del mantenimento della prestanza fisica a tutti costi. Indifferenti ai limiti della natura, nelle palestre si vedono ultracinquantenni che sprizzano l’ultima stilla di sudore rischiando l’infarto pur di riuscire  a “tartarugarsi”, sessantenni che fanno a gara per vedere chi riesce a percorrere la maratona in meno di tre ore e mezzo e attempati ciclisti che si dopano pur di riuscire a scalare le Dolomiti e che quando finiscono restano sciroccati per una settimana accuditi da mogli attonite per tanta stupidità”  (dal mio libro “I ragazzi di sessant’anni”).

  Le vipere dicono: “Uomini di mezza età che cercano di evitare una crisi di mezza età”.   Probabilmente c’è del vero. Quando un po’ di segnali ti avvisano che la fase della piena maturità sta sfumando e che stai entrando in una fase di vita nuova, può capitare che ti arrivi forte il bisogno di aggrapparti a qualcosa che fermi il tempo (è una finzione, naturalmente lo sanno tutti, ma il bisogno è troppo forte). E il fisico che non cede, che dimostra di poter ancora confrontarsi con quelli più giovani, è un’ àncora  a cui molti si aggrappano.

Non si tratta di mettere in dubbio l’importanza dello sport e del movimento, certamente sono componenti essenziali per una vita sana del senior, così come non voglio togliere nulla al piacere di chi corre le maratone o va in bici, ma altro è il pretendere dal proprio corpo di dare performance da trentenne quando si ha il doppio dell’età.

Più difficile naturalmente inoltrarsi nei sentieri della ricerca di identità nuove, sia fisiche, sia psicologiche, sia sociali.  Ma non si sfugge: il corpo cambia per tutti, il nostro modo di guardare al mondo si modifica, i figli crescono, per tantissimi la centralità del lavoro fa spazio a nuovi interessi e a nuove attività.  Costruirsi una nuova identità può essere faticoso, ma anche molto gratificante, perché a volte le opportunità che troviamo dietro l’angolo ci fanno scoprire piaceri che non ci saremmo mai aspettati.

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Maternità negata

Scrive Annamaria: E’ volato il tempo. Appena ieri (o così mi sembrava) ero mamma di una piccola e cara bimba a cui ho dedicato tutta me stessa.Ho avuto il duro compito di educatrice visto che x lavoro il padre era quasi sempre assente. Oggi mi ritrovo con una donna al fianco che pur ribadendo il suo amore x me, poco riesce a dimostrarlo…e questo mi fa male. Mi dice che devo recidere il cordone ombellicale e so che ha ragione…ma pensavo che non avendo goduto della sua infanzia, avrei potuto essere coinvolta nella sua vita attuale. Ciò malgrado ho una vita molto intensa, io e mio marito andiamo a ballare e frequentiamo gente…ma daremmo tutto per poter passare con lei quel tempo che ci fu negato. E’ vero, il passato non torna!!

 

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Coppie senior

L’amore resiste senza il fuoco che arde ? Le coppie assestate di cinquantenni che dopo trenta o più anni di matrimonio ne prospettano davanti a sé altri venti o trenta prima di entrare davvero nella vecchiaia, ci riescono a tener vivo il rapporto di coppia ?

Eh sì, perché la nostra società di oggi – così fluida, variopinta e inaspettata – è vero che ci propone le situazioni più disparate: nuovi amori senza confini di età, aumento delle separazioni tra gli over 50 e 60, un numero elevato di senior che vivono da single, famiglie allargate agli ex e ai figli degli ex, eccetera eccetera, ma è innegabile che statisticamente la situazione più gettonata rimane la coppia stabile: cioè quella che si è formata quando si era giovani, che ha condiviso gioie e dolori per un trentennio e che arrivata alle soglie della nuova vita da senior, scopre di non avere davanti un futuro di sola solidarietà (che comunque sarebbe già molto), ma un buon ventennio in cui la coppia va tenuta vitale.

Oggi i 50-60enni sanno che il loro futuro, prima della vecchiaia vera, può essere attivo e pieno di opportunità. Questo vale anche per la coppia. Come ho provato a raccontare nel mio “I ragazzi di sessant’anni”, l’arrivo della fase di vita nuova è un momento in cui nella coppia si rimettono in discussione gli equilibri (di tempi, di spazi, di autonomie) faticosamente trovati in precedenza. La libido è in calo, eppure la sessualità, una volta negata a questa età, oggi è vissuta con più naturalezza. Spesso si può far conto su una buona dose di complicità, solidarietà e comprensione reciproca, e tutte le ricerche dicono che maschi e femmine in procinto di andare in pensione hanno aspettative positive di maggior intimità col coniuge, però non basta: senza rispondere insieme al desiderio di scoperta, di mistero, di esplorazione, che nei sessantenni di oggi non si è ancora sopìto, il rischio che la coppia senior si inaridisca è molto alto.

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Rinato !

Scrive Massimo: Io ne ho 61. Se l’anno scorso avessi letto queste pagine avrei pensato che erano tutte frottole: in quel momento l’idea che si potevano iniziare cose nuove mi sarebbe sembrata una provocazione. Stavo male e mi sono dovuto sottoporre ad un delicato intervento chirurgico, mi domandavo se sarei sopravvissuto… Sono sopravvissuto, e non solo, adesso la penso come voi, che questo è il momento giusto per guardare avanti e buttare il cuore oltre l’ostacolo. I medici mi hanno rimesso in sesto e poi dentro di me è scattato qualcosa, ma come, mi sono detto, posso ancora studiare la storia medievale (vabbè, interessa solo a me, ma è la mia passione da sempre), posso riscoprire gli amici, senza esagerare ogni tanto fare qualche viaggetto, godermi le colline di dove ho casa che mi piacciono tanto, mi sono persino messo a studiare chitarra. L’importante è non guardare la carta d’identità e non pensare di avere imboccato il viale del tramonto perché invece le cose belle sono tantissime. In questo periodo mia moglie e mio figlio mi sono stati vicino, è stato molto importante e sono molto riconoscente, oltretutto se penso che per tutta la vita di lavoro li ho abbastanza trascurati. Anche la parola amicizia, che non sapevo più cosa fosse, è tornata. Spero che anche i miei coetanei, senza bisogno di passare dalle mie disavventure di salute possano riscoprire queste cose importanti della vita.

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Cosa leggono (e scrivono) i senior ?

Paolo Polettini, 60 anni, è membro del comitato organizzatore del Festival Internazionale della Letteratura di Mantova, tra i più affermati del genere. Il Festival (vedi foto qui sotto) si svolge dal 1997 ogni anno per cinque giorni all’inizio di settembre e mira ad instaurare un rapporto diretto tra scrittori e pubblico esplorando nuove modalità di confronto.    Il punto di osservazione privilegiato di Paolo Polettini mi porta ad intervistarlo su lettura e scrittura dei senior.

 Cosa leggono i 55-75enni ? Quali sono le loro letture preferite ?

Quel che si vede al Festival è che il pubblico di questa età si appassiona soprattutto ai temi forti, strutturali, quelli che sollecitano la passione civile.  La saggistica prende perché c’è ancora molta voglia di capire.

Poi c’è un fenomeno che vale per tutti, e cioè che ciascuno cresce con i propri scrittori: intendo dire che le proprie preferenze, anche quelle rivolte a chi scrive romanzi, si formano durante l’adolescenza e la gioventù, quindi la tendenza è a preferire gli scrittori che si sono amati da giovani. I nuovi scrittori fanno più fatica ad inserirsi tra le letture delle persone di questa fascia di età, mentre sono meglio recepiti dai giovani lettori.

Inoltre, non vanno dimenticate le letture che nascono dalla curiosità e che spesso richiamano passioni antiche: penso ad esempio al verde, alla cucina, alla musica.

 

Chi sono i lettori di questa fascia di età ?

Sicuramente le donne leggono di più degli uomini, anche tra i senior.

Il ciclo di lettura prevede un picco durante l’adolescenza, poi un avvallamento durante l’età professionale e poi un ritorno quando viene liberato del tempo dagli impegni di lavoro e familiari.   Comunque le donne non abbandonano mai del tutto la lettura

 

  E’ vero che molti senior, oltre a leggere più che nella fase di vita precedente, si cimentano anche nella scrittura ?

Sì, i cassetti sono pieni di scritti: poesie, saggi, romanzi, autobiografie…

L’occasione del tempo liberato dagli impegni spesso fa tirar fuori la voglia di mettersi al computer a scrivere e con l’età ci si approccia di più al racconto.  Sono numerosi i casi di persone di questa età che propongono agli editori i loro scritti, fino ad arrivare a proporsi di fare il corrispondente per il giornale locale, o a pagarsi la stampa di quel che si è scritto.

Probabilmente gioca anche la motivazione di “lasciare qualcosa” dopo di sé e non mancano autori che si sono affermati in tarda età, però bisogna stare attenti a non farsi prendere dalla presunzione di aver qualcosa di interessante da raccontare solo perché si è vissuto molto.

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La vita che volevo…

Da parte di Adelina: La mia vita è una vita intensa e ricca di avvenimenti ma sempre vissuta con la mia famiglia..il lavoro è sempre stato solo per arrotondare uno stipendio, per questo ho sempre dato priorità alla mia famiglia trovandomi lavori mal pagati ma che mi permettessero di gestire i miei figli senza dipendere da nessuno…Ho avuto in periodi problemi gravi di salute ma con il mio carattere vivace e solare sono riuscita sempre a rialzarmi. Ora non faccio più nulla….sono disponibile verso tutti perchè è il mio di essere, ma dedico il tempo più a me stessa. Vivo ad Albisola da 57 anni (i primi dieci della mia vita li ho trascorsi in un paesino, Sassello) quindi Albisola è il mio paese sul mare…adoro il mare ed i boschi e questo è il posto ideale, amo gli animali ed ho un un cane raccolto moribondo…il terzo trovatello nel tempo è speciale per me si chiama Susy…Quest’anno anche mio marito è andato in pensione e finalmente possiamo goderci ore insieme..amiamo tutti e due la bici da corsa e facciamo lunghe pedalate d’estate sulle colline ed in inverno in riviera. La nostra Liguria si presta a tutto, è un posto splendido. Per coronare il tutto ora ci sono due nipotine..la gioia per noi, ma solo per divertirci perchè le incombenze frustranti sono a carico dei loro genitori.. dimenticavo, da due anni scrivo racconti e poesie per diletto personale…Che voglio di più dalla vita dopo sacrifici immensi non voglio spostarmi di un millimetro ma godere ogni giorno della mia vita con mio marito e le persone che mi amano nella mia terra che adoro..un abbraccio a tutti ..Lina (Adelina)

 

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Qui ci sarà lavoro per gli over 55

Cose d’oltre Oceano: il Wall Street Journal suggerisce dove troveranno lavoro gli over 55.

In un bell’articolo pubblicato ieri a firma di Andrea Coombes,  il Wall Street Journal segnala i settori più promettenti negli USA per un over 55 che cerca lavoro.

Cose solo d’oltre Oceano ? Certamente almeno una delle due condizioni da cui prende le mosse la giornalista americana, la demografia, ha una forte similitudine anche con la nostra realtà.  Infatti, tanto negli USA che in Europa, il grosso dell’incremento demografico viene dalla crescita di numero di quelli che sono ormai nella seconda parte della vita. La combinata: maggiore longevità + baby boomers arrivati a cinquanta- sessant’anni, sta producendo i suoi effetti su entrambe le sponde dell’Oceano.    La seconda condizione segnalata dal WSJ, e cioè un atteggiamento più favorevole degli imprenditori nei confronti dei lavoratori anziani, è invece tutta da verificare dalle nostre parti: probabilmente da noi il pregiudizio legato all’età non è tra i più forti al mondo, e sono molti coloro che apprezzano l’esperienza e le competenze accumulate dai senior, ma la sensazione di fondo è che, dopo la riforma Fornero, le imprese siano state colte di sorpresa e non sappiano bene cosa fare di fronte alla necessità di impiegare gli ultra-sessantenni.  Senza contare che da noi, quando si parla di lavoro per le persone della fascia di età 55-64 anni, si trovano almeno quattro gruppi ben distinti di persone: 1) la maggioranza (poco meno del 60%) che sono già pensionati o che non cercano lavoro (ad esempio le casalinghe); 2) quelli che continuano a lavorare volentieri; 3) quelli che si sentono obbligati a continuare a lavorare fino all’età pensionabile spostata recentemente in avanti e infine 4) quelli che vorrebbero lavorare, ma non trovano (a fine giugno il tasso di disoccupazione per questa età era il 5,4%).

Ciò detto, quali sarebbero i settori nei quali negli USA i senior in cerca di lavoro lo troveranno ? Il WSJ ne elenca alcuni: la scuola, le banche, le assicurazioni, il mondo della sanità e della cura alle persone, i servizi professionali e in generale i lavori fortemente professionalizzati.

Difficile immaginare che in Italia la scuola, le banche e le assicurazioni, mondi dove si apprestano a riduzioni generalizzate, siano approdi futuri per i senior in cerca di lavoro. Più realistico pensare che lo possano diventare il mondo della sanità, i servizi di cura alla persona, i servizi professionali e alcune nicchie dove si possono spendere competenze tecniche molto specifiche.

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Rimanere vivaci di mente

Un’interessante guida, pubblicata di recente dall’ americana AARP e preparata da medici e da esperti di scienze comportamentali, ha indicato cosa ci si può aspettare nei 50, nei 60 e nei 70 anni sui vari fronti fisici e mentali. Ne propongo di seguito un estratto sintetico riferito all’evoluzione delle capacità cognitive e all’invecchiamento mentale.

Le buone notizie

La crescita delle nuove cellule cerebrali prosegue in modo significativo durante i cinquanta e i sessant’anni e anche la capacità di imparare cose nuove rimane elevata. Mentre una volta si pensava che durante i settanta vi fosse una discesa rapida delle funzioni cerebrali, oggi le ricerche mostrano che essa è evitabile e che il rallentamento cognitivo è ottenibile attraverso la stimolazione mentale, l’interazione sociale e l’attività fisica.  Tra l’altro, si è scoperto che gli istinti profondi rimangono ben vivi anche se si invecchia: ad esempio, in uno studio i settantenni se la sono cavata bene come i giovani sotto i 30 anni quando si è trattato di prendere decisioni di tipo intuitivo.

Le notizie meno belle

Sperimentiamo tutti che con l’età arriva un ritardo nell’accedere alla memoria, ma anche questo, che pure era considerato un fenomeno intrinsecamente legato all’età, è spesso evitabile o riducibile. Coloro che fanno un esercizio regolare hanno un ippocampo più grande (la regione del cervello responsabile della memoria e dell’apprendimento), il che aiuta a mantenere una mente brillante.  Quindi, ad esempio, se per caso ci troviamo in cucina senza avere alcuna idea del perché ci siamo andati, rilassiamoci. A partire dai cinquanta, queste dimenticanze possono succedere perché la trasmissione degli impulsi nervosi tra le cellule rallenta un po’, ma raramente è un segnale di qualcosa di serio, salvo che proprio ci succeda di continuo.  Proseguendo con l’età, parte dei nostri circuiti cerebrali “si spengono”, ma la maggior parte di noi compensa con altre parti del cervello e con l’esperienza, quando dobbiamo prendere decisioni.

Preoccuparsi o no? I medici rilevano che molti sessantenni sono preoccupati per i rischi di Alzheimer: in realtà il rischio a questa età non è molto alto, se è vero che meno del 5% di chi ha contratto questa malattia è sotto i 65 anni. Il rischio cresce più avanti: le statistiche dicono che le malattie chiamate di “demenza senile” si diffondono soprattutto dopo gli 80anni e ancor di più dopo gli 85. Insomma, il declino cognitivo sembra essere un vero problema per chi è nella quarta fase di vita, non ancora per la gran parte di coloro che stanno vivendo la terza, che attraverso esercizio cognitivo, relazioni sociali e attività fisica possono mitigare l’invecchiamento mentale.

In foto Daniel G. Amen, noto psichiatra e neuroscienziato, che ha scritto  “Mente in forma a ogni età”

 

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