I ragazzi di sessant'anni » Fatti ed Opinioni » Esperimenti di co-abitazione

Esperimenti di co-abitazione

“Non vogliono immaginare il loro futuro né con badanti né in case di riposo né nella solitudine della loro casa. E’ il momento giusto per lanciarsi in un investimento sulle nuove soluzioni abitative per i baby boomers! Il fenomeno sta esplodendo: sono tantissimi i 50enni e 60enni che si stanno chiedendo come e dove abiteranno nei prossimi anni. Cercano degli spazi, delle comunità non invasive dove ci sia completa autonomia ma anche rapporti umani e servizi comuni.”  Così provava a convincermi qualche giorno fa un amico di qualche anno più giovane che non vedevo da qualche tempo e che era ispirato dalla ricerca di settori di business dalle buone prospettive e dalla sicura crescita.  Credo che l’analisi del mio amico sia corretta per molti versi: è vero che i senior, soprattutto quelli ancora in forma, quando pensano al loro futuro lo fanno con una certa inquietudine e storcono il naso alle ipotesi delle badanti e delle case di riposo. Bisogna però vedere quanto è forte la motivazione a 55, 65 anni, a cambiare la propria abitazione attuale e a cimentarsi in qualche forma di  co-abitazione che, per quanto non invasiva e vantaggiosa, pone non pochi punti di domanda.   Se si guarda a quel che succede in altri Paesi, ad esempio negli Stati Uniti, pare proprio che la tendenza segnalata dal mio amico sia vera, ma non dobbiamo mai dimenticarci che l’Italia spesso sfugge alle tendenze quando c’è di mezzo la casa e la famiglia. Secondo quanto riferisce Sally Abrahms, che scrive di baby boomers e di invecchiamento, negli USA il numero di persone che vogliono vivere in share housing e di proprietari di case che vogliono condividere l’abitazione è in forte aumento e tra questi la parte del leone la fanno le donne over 50 che cercano soluzioni abitative insieme a coetanee. Un esempio è dato da Louise, Karen e Jean che hanno messo in comune le loro sostanze, hanno acquistato una casa insieme e della loro esperienza parlano in un libro dal titolo eloquente: “My House, Our House”. Louise, psicologa, era pronta ad andar via da casa sua quando i suoi figli sono diventati grandi; Karen, di lavoro consulente e per questo obbligata a continui viaggi, ha aderito all’idea, felice di aver qualcuno che abita casa sua quando lei è via e che le curi il gatto; Jean, infermiera, si era lasciata col marito e dopo un periodo in affitto ha pensato che fosse meglio la soluzione in comune. “E’ come vivere con due meravigliose sorelle” dice una di loro.  Certo è importante che via sia qualcosa di più di un feeling positivo, dato che i soldi che hanno messo in comune, e che continuano a condividere mese dopo mese per le spese, non sono pochi. Senza contare la necessità di una convinta adesione alle regole comuni. Per dirne una, hanno stabilito che nessuna di loro abbia ospiti notturni per più di sette giorni consecutivi.

La scelta di Louise, Karen e Jean è sicuramente impegnativa. In altri casi i vincoli possono essere minori. In ogni caso, è fondamentale la forza delle motivazioni che spingono in questa direzione. Un simpatico video <http://video.corriere.it/co-abitare-torino-esperimenti-convivenza-collettiva/788c961a-d437-11e2-9edc-429eec6f64c6>, girato in Italia, a Torino, e con protagonisti non dei senior, ma dei trentenni che hanno fatto una scelta di cohousing, mostra quali possono essere le motivazioni forti che spingono a realizzare questa idea: socializzare, trovare degli amici, condividere momenti di vita, aiutarsi, trovare e dare solidarietà, migliorare la qualità della vita, aggregarsi… sono queste le parole d’ordine che escono dalle testimonianze delle persone del filmato.

Sono motivazioni che, unite a quelle economiche (che valgono a tutte le età, sia in America che da noi), possono spingere anche un senior a fare un’esperienza di convivenza collettiva?                 In foto: Louise, Karen e Jean nella loro casa

    1 Comment

  1. Viviane Paolini
    2016/04/16 at 0:25

    Molto interessante. E un articolo fatto di diverse situazione che possono aiutarci a prendere la decisione più difficile della nostra vita.
    Vorrei sapere se c’è un cohousing per me.

    Grazie
    Viviane

    Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>