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Salute, prevenzione e stili di vita

Quale delle due ? Siamo diventati ossessionati dalla prevenzione dalle malattie e dall’attenzione alla nostra salute oppure invece finalmente abbiamo fatto nostro un valore positivo, quello della cura di sé e degli stili di vita salutisti, tanto da poter definire una conquista questo nuovo atteggiamento ? 

Tutte le statistiche, le indagini e i dati di mercato segnalano che i comportamenti dei senior vanno nella direzione di prendersi sempre più cura del proprio corpo, di fare in modo sempre più regolare controlli periodici, di non lasciare niente al caso se ci sono di mezzo la salute, il benessere fisico e l’aspetto estetico. “Se l’invecchiamento è inevitabile, cerchiamo di ritardarlo e comunque di viverlo nelle migliori condizioni!” questo sembra essere il messaggio che mandiamo.

Così ci sottoponiamo volentieri all’appuntamento periodico dal medico di base per un controllo anche se non ci sono malanni in corso, alle analisi del sangue e agli accertamenti standard così da prendere per tempo rimedi contro eventuali malattie serie, alla visita periodica dal dentista per lo meno per una pulizia dei denti preventiva: insomma, ogni centimetro del nostro corpo è tenuto sotto stretta osservazione anche se non siamo malati (pare che solo gli occhi, e la relativa visita dall’ottico o dall’oculista, sfuggano a questa regola, chissà perché…). E non si tratta soltanto di controlli in ambito medico-sanitario. Altrettanto diffusa è l’attenzione agli stili di vita: guai ad esempio ad impigrirsi in abitudini troppo sedentarie che peggiorano la condizione muscolare, a non dormire un numero di ore sufficienti per ristorarsi o a prendere l’ascensore per fare solo un piano di scale quando invece, come si sa, salire a piedi farebbe tanto bene al cuore. E non parliamo dei regimi e delle scelte alimentari: dopo migliaia di apparizioni televisive della 67enne Sandrelli, tutte le senior italiane sono diventate sensibili al giusto apporto di calcio che è necessario al corpo e le vendite del famoso yogurt che rinforza le ossa vanno alla grande. Ma anche chi è poco condizionato dalle sirene pubblicitarie, è comunque altamente consapevole degli effetti provocati sul proprio corpo da ciò che mangia e beve: sappiamo che alla nostra età è dannoso, oltre che fonte di pesanti sensi di colpa, esagerare con le quantità, cedere alla doppia porzione di dolce, farsi la pasta asciutta tutti i pasti, e via dicendo; così, ligi al dovere, teniamo la contabilità di vitamine, proteine e carboidrati che ingeriamo, cercando il più possibile di gustare i sapori di una cucina genuina, casalinga e dagli ingredienti doc.

Peraltro, non è detto che controlli sanitari periodici, stili di vita controllati e alimentazione salutare siano abitudini che pesano, anzi molti ne sono rassicurati e sono felici di godere, come conseguenza, di un benessere fisico che si ripercuote positivamente anche sul fronte dell’umore.

Le nuove abitudini dunque possono essere tutt’altro che una fatica o un’ossessione. Anzi, possono essere nuove routines che rendono più armonico il rapporto tra corpo e mente e che si sposano perfettamente con i propri valori e stili di vita più complessivi. E’ quando su tutto prevale invece la paura di invecchiare che le nuove abitudini sanitario-alimentari possono trasformarsi in ossessione. Perché se ci si fa prendere da un deleterio giovanilismo e da un’utopistica speranza di fermare il tempo, allora ogni prevenzione sanitaria, ogni abitudine quotidiana salutista, ogni alimento benefico, si trasformano immediatamente in una prigione in cui si siamo cacciati da soli.

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