Posts from: agosto 2013

Buona estate !

Cari amici, è ora anche per I ragazzi di sessant’anni di prendersi un periodo di riposo.

Auguri a tutti di un sereno agosto e arrivederci a settembre.

Enrico

In foto: acquerello di Sandro Conti, Le stagioni/estate

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Coppie stagionate

Sergio e Serena si conoscono da trentasette anni. Amici comuni li presentarono, ma non fu subito colpo di fulmine. Solo dopo un anno Cupido scoccò la sua freccia e altri mesi trascorsero prima di decidersi a rivelarsi. Poi tutto seguì in fretta: convivenza, matrimonio, primo figlio, secondo figlio… e problemi di casa, di lavoro, economici, di salute, familiari, di educazione dei figli, di tradimento, tutti bene o male affrontati insieme. Oggi Sergio e Serena hanno 60 anni e si fa fatica a distinguere la loro vita dalla loro coppia. Hanno condiviso trentacinque anni di vita, si conoscono reciprocamente come nessun altro e da un pezzo hanno trovato un buon equilibrio nell’affrontare insieme la quotidianità, il che dà loro una sicurezza a cui non vorrebbero certo rinunciare. Soprattutto se presi separatamente, riconoscono subito che il loro rapporto non offre più né misteri né sorprese e che le palpitazioni di cuore se capitano non sono più dovute all’emozione per il partner ma a ben più prosaici motivi. C’è affetto, c’è complicità, c’è sesso moderato, c’è la soddisfazione di aver cresciuto insieme i figli: a Sergio e Serena sembra molto ed obiettivamente è tantissimo, hanno ragione ad essere soddisfatti. Però è Serena, più abituata a riflettere sul loro rapporto, che porta a galla un’inquietudine sul loro futuro, un interrogativo su come saranno i prossimi anni per se e per il ménage: “Adesso che stiamo ancora lavorando entrambi e che uno dei figli è ancora in casa faccio fatica a vedere dei cambiamenti tra me e Sergio, ma non mi piace l’idea che ormai tutto quello che c’era da scoprire è alle spalle e che davanti c’è solo un tran tran senza passione o peggio solo malattie e vecchiaia. Io vorrei imbattermi ancora in cose nuove, in emozioni, in scoperte che mi facciano sentire viva. E la mia speranza è di trovare tutto questo ancora con l’uomo della mia vita”.

Questo è il punto, quel che dice Serena è proprio la sfida principale delle coppie stagionate di oggi, per lo meno di quelle non in via di separazione: dare vitalità ai decenni successivi che si prevede si vivranno insieme. Se Serena e Sergio, e insieme a loro tutti i senior nelle stesse condizioni, pensassero a come è andata alle generazioni che li hanno preceduti, probabilmente scoprirebbero che l’inquietudine manifestata da Serena allora non era molto diffusa. Alla stessa età, intorno ai sessant’anni, si veniva da trenta – quarant’anni di matrimonio e la prospettiva accettata da quasi tutti era, nella migliore delle ipotesi, di trascorrere una serena vecchiaia insieme. Come per tutti gli altri aspetti dell’esistenza, anche per la coppia non si pensava di avere davanti a se altri vent’anni di vita attiva, da inventare, da progettare, da rendere interessante, prima di sperimentare la vera vecchiaia. Oggi invece, così come non ci si considera particolarmente fortunati se a settant’anni si è ancora pienamente autonomi e vitali, allo stesso modo non ci si considera pienamente appagati se la vita di coppia da senior si limita alle abitudini di convivenza, al sostegno reciproco e alla solidarietà in caso di bisogno. Si è più ambiziosi, giustamente! Ma non è scontato che si trovino risposte all’esigenza di rivitalizzazione della coppia e alla ricerca di nuovi assetti ed equilibri nella vita insieme.  Come ad ogni passaggio importante, la coppia può rigenerarsi oppure può frantumarsi e la crescita delle separazioni dei senior fa capire subito che le risposte da cercare non sono facili.  Le inquietudini e le speranze di Serena sono quelle di molti senior !  In foto: una coppia senior

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E perchè no ?

Scrive Gioindel: Se i tempi cambiano e la storia ce lo insegna perchè non debbono cambiare le regole?
Ho sessantadue anni, da 2 in pensione dopo aver prestato servizio nella polizia municipale per oltre 39 anni.  Potrei pensare a me stesso ma non mi viene possibile perchè la realtà che mi circonda affettuosamente non me lo consente …e allora…..siccome la salute fino ad oggi invece me lo consente, io dico che le regole vanno cambiate.
Dovremmo rientrare in logiche diverse, cambiare cultura sul lavoro e sulla società in genere, pensare che tutto quello che prima era normale non lo è più. Io sono cresciuto in una famiglia di 14 persone (11 figli, genitori e nonna), ho conosciuto la crisi nella mia infanzia e non mi fa paura, ma ritengo che affrontarla nella maniera giusta sia la cosa più corretta, dalle famiglie al governo che sostiene questo Paese.
E’ qui che divento pazzo, sentire ogni giorno parlare tante persone che ricoprono cariche istrituzionale e parlare un linguaggio diverso dalle persone che ci rappresentano.QUESTO MI FA PAURA.
Bisogna essere ottimisti, ma ci deve essere consentito.

Caro Gioindel, il tuo messaggio mi lascia aperte delle curiosità. La tua voglia, da 62enne, di non curarti solo di te stesso e di pensare a cambiamenti per la società mi sembra ammirevole. E anche il sentimento di paura che provi di fronte ad autorità che parlano un linguaggio troppo distante lo trovo comprensibile. Ma mi rimane forte la curiosità di capire in cosa consisterebbero i cambiamenti di regole che auspichi. Cordialità. Enrico

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