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Il Giappone è vicino

Lunedì scorso in Giappone era giornata di festa nazionale. Si festeggiava, come ogni anno dal 1996, il Keiro no Hi, la giornata dedicata al Rispetto per la Terza Età. In occasione di questa festività i mass media propongono interviste agli anziani del Paese, Borse e banche sono chiuse e il giorno precedente di prassi il Governo rilascia i dati ufficiali sulla terza età in Giappone.

Dati che quest’anno hanno battuto tutti i record dal 1950, cioè da quando si fa questo tipo di censimento.  In Italia, si sa, viviamo a lungo, più degli altri Paesi occidentali, ma nel mondo la classifica della longevità la vince il Giappone. Al 15 settembre del 2013 i giapponesi di età uguale o superiore ai 65 anni hanno raggiunto quota 31,86 milioni, 1,12 milioni in più rispetto allo scorso anno. Rispetto alla popolazione totale, gli over 65 sono il 25%, mentre gli ultrasettantenni sono 23,17 milioni e rappresentano il 18,2% dei giapponesi. Cinquantaquattromilatrecentonovantasette è l’incredibile numero di ultracentenari, capeggiati dalla signora Misao Okawa di Osaka, che è nata alla fine dell’800 e che oggi ha 115 anni.  Il rispetto orientale per gli anziani è proverbiale e la festa del terzo lunedì di settembre  lo conferma, ma attenzione che questo si sposa con dei dati altrettanto impressionanti, soprattutto per noi italiani, sul fronte della partecipazione al lavoro. I giapponesi over65 che risultano ancora occupati sono 5,95 milioni e il numero è in crescita (240.000 persone in più rispetto all’anno precedente). Insomma, il 27,9% delle persone sopra i 65 ancora lavora e quasi la metà (il 46,9%) degli uomini tra i 65 e i 69 anni continua ad avere un’occupazione lavorativa.  

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