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Le bucce di banana del giovane pensionato

Questo articolo non serve a:

-      i pensionati d’oro (quelli d’oro davvero)

-      i tanti che popolano i luoghi di lavoro, che non ne possono più di quel che fanno e che ancora rovistano tra le pieghe della riforma Fornero per trovare una falla che consenta loro di realizzare il sogno di andare in pensione presto, ma che tanto in pensione ci andranno solo verso i 70 anni

-      i baby pensionati e le baby pensionate che ormai hanno superato da tempo il problema

-      i cinquantenni che dal lavoro sono stati espulsi e hanno problemi più urgenti da risolvere.

Si rivolge invece ai tardo-cinquantenni e soprattutto ai tantissimi giovani sessantenni che l’assegno dell’Inps lo ricevono già e si augurano di vivere altri trent’anni, oppure ai pochi loro coetanei che hanno fatto la scelta di ritirarsi dal lavoro retribuito prima del termine pensionistico standard per dedicarsi ad altro.

Vivessero in America, costoro verrebbero chiamati gli “early retired”, quelli appunto che via dal lavoro con una fonte di sostentamento ci sono andati abbastanza presto rispetto agli standard attuali e che hanno davanti a sé, auspicabilmente, ancora un lungo tratto di vita.

Fare l’”early retired” è la condizione più invidiata da quelli obbligati al “late retirement”, ma trova sulla propria strada molte bucce di banana, soprattutto sul versante delle proprie finanze. Ecco alcuni degli errori che, secondo lo statunitense Joe Udo da me liberamente interpretato, l’”early retired” farebbe bene ad evitare. Sono errori (e relativi suggerimenti) d’oltre Oceano, ma che in larga misura vanno bene anche dalle nostre parti.

Spendere troppo, troppo presto

Se a 60 anni gli uomini italiani possono sperare di vivere ancora 21 anni e le donne ancora 26, spendere troppo, subito dopo avere smesso di portare a casa un reddito da lavoro, può essere pericoloso; diciamo che aumenta di molto le possibilità che ci si trovi senza risparmi per gli anni più anziani. Le mie spese di oggi sono coperte completamente da una pensione o devo intaccare il risparmio? E se lo intacco, di quanto è prudente farlo ? Secondo Udo, un prelievo del 4% all’anno dal proprio risparmio può essere ragionevole per chi in pensione ci va tardi, per un “early retired” invece meglio non intaccare il patrimonio di più del 3% nei primi anni.

Dare un taglio netto a qualunque forma di lavoro retribuito

Uno dei modi per non intaccare troppo il risparmio è lavorare ancora un po’ anche se si riceve già la pensione; stesso discorso per chi si è deciso a mollare prima del tempo il lavoro tradizionale full time. In questi casi é un errore non prendere in considerazione il lavoro part time, gli incarichi temporanei, qualche progetto. Tra l’altro, non escludere a priori qualche forma di attività lavorativa parziale può far bene non solo al portafoglio, ma anche al proprio stato d’animo.

Investire in modo troppo conservativo o rinunciare completamente ad investire

I consulenti finanziari sanno che quando ci si avvicina alla pensione, la tolleranza al rischio diminuisce.  Forse nella finanza di oggi è segno di saggezza, ma anche i soldi sotto al materasso non sono indenni da rischi. D’accordo che non bisogna spendere troppo subito, ma l’acquisto di qualche bene durevole può essere utile: la cucina e il salotto comprati trent’anni fa dureranno anche per i prossimi trenta ?

Non considerare i costi medici futuri

Gira una stima di una grossa organizzazione finanziaria, la Fidelity Investments, secondo la quale una coppia di 65enni americani che si ritira a quest’età avrà bisogno di 240.000 dollari (un po’ più di 180.000 euro ai cambi di oggi) per coprire le proprie spese mediche future. E questo senza considerare i casi eccezionali di lunga vita, cioè di quelli che riescono a vivere oltre i novanta o i cento anni. La decente condizione fisica di cui gode oggi un sessantenne può fargli pensare che sarà così per sempre: è un errore, purtroppo oggi la buona salute sta ancora correndo un po’ più lentamente della longevità.

Rimanere passivi

I sogni d’ozio, di spiagge assolate e di mare caraibico, tipiche di quando non se ne può più di stare in ufficio vanno bene appunto solo in quell’occasione. I giovani pensionati hanno bisogno di dare un senso al loro tempo. Dopo il periodo di lavoro pieno, il tempo liberato senza impegni può portare a insoddisfazione e persino a depressione. Bisogna pensarci bene prima di staccare completamente la spina da ogni attività.

    2 Comments

  1. giovanna
    2013/10/23 at 10:20

    e i figli da aiutare? lavorare e vedersi decurtare la pensione? e che dire delle tasse in più? dove scappare?

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  2. emilio
    2014/01/10 at 22:14

    esatto! dove scappare da un paese rapace e insensibile?

    Rispondi

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