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Più istruito e più ricco? Più longevo

Anche oggi, benché tutti sappiamo che il titolo di studio é sempre meno garanzia di occupazione, vale la regola che chi ha studiato di più ha più probabilità di fare nella vita lavori che danno soddisfazioni economiche. Magari oggi in Italia, nel pieno della crisi dell’occupazione giovanile, questo collegamento è meno evidente, ma tutto sommato la massima “more learn, more earn” (“più impari, più guadagni”), anche secondo tutti gli studi sull’argomento risulta tuttora valida.

Quel che è meno conosciuto è il collegamento tra il livello di istruzione e la speranza di vita: secondo alcune indagini ci sono ben 6 anni di differenza tra l’aspettativa di vita di chi ha la laurea e di chi nessuna istruzione, sei anni a favore dei più istruiti. Intendiamoci, il signor Mario, 89 anni, papà di un mio amico, ex operaio che di sicuro di anni a scuola ne ha trascorsi pochi, ha ancora una salute invidiabile, a casa se la cava decentemente e quasi tutti i giorni va a farsi la sua breve passeggiata. Casi così ce n’è parecchi per fortuna, ma i grandi numeri parrebbero andare in una direzione opposta.  Che le diseguaglianze nell’aspettativa di vita siano dunque più legate al livello di istruzione che al genere ? (Tra uomini e donne, si sa, ci sono circa 5 anni di differenza a favore delle donne).

Anche se in realtà il rapporto tra livello di istruzione e longevità è meno studiato delle differenze legate al genere, non mancano seri rapporti che confermano queste diseguaglianze, con riferimento non solo all’Italia.  Ad esempio, uno studio della Banca d’Italia del 2012 dal titolo “Le diseguaglianze nelle speranze di vita”, al capitolo “Il ruolo dell’istruzione”, segnala che vi sono “con chiarezza divari anche significativi nella longevità tra i più e i meno istruiti e una tendenza al loro ulteriore ampliamento in atto almeno dagli anni 80”.

E un rapporto della Commissione Europea dello scorso settembre sulle disparità sanitarie rileva che “nel 2010 il gap stimato della speranza di vita per gli uomini all’età di 30 anni tra quelli con grado di istruzione più elevato e quelli scarsamente scolarizzati andava da circa 3 anni a ben 17 anni in diversi Stati membri. Per le donne il differenziale era leggermente più contenuto e variava da 1 a 9 anni”. Insomma, nella avanzatissima Europa ci sarebbero Paesi dove se hai studiato tanto vivi 17 anni più di chi non ha studiato !

Che poi l’istruzione di per sé non spieghi queste differenze, questo è evidente a tutti, ma gli esperti di sanità e di demografia non sono completamente d’accordo sulle spiegazioni. La più convincente, a mio vedere, è che il livello d’istruzione, come dicevo all’inizio, è collegato al livello di reddito e al tipo di professione svolta, e questo porta con sé una minore usura fisica, migliori cure nel momento del bisogno e la possibilità di vivere in luoghi più salubri. Non vanno trascurati però altri fattori, segnalati da molti esperti di sanità pubblica, come la quantità di fumo, il consumo eccessivo di alcool o la scarsa attività fisica, che talune ricerche rilevano essere molto diversi tra persone con alta o bassissima istruzione.

Qualunque sia la spiegazione giusta, resta il fatto che ad oggi vale la regola: più sei istruito, più guadagni, più a lungo vivi.

    1 Comment

  1. Davide
    2013/12/05 at 9:56

    interessante anche se parecchi istruiti sono andati presto a miglior vita.

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