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Inquieta, ribelle, forse folle o forse no

Scrive Laura60: Dopo gli anta si manifestò la mia “follia”, almeno così qualcuno la chiamò, così l’avrebbe chiamata mia madre se fosse stata in vita. La follia forse era solo un modo, l’ultimo che inconsciamente mi rimaneva per essere ascoltata, capita, accontentata e sì, io volevo solo essere “accontentata”ogni tanto e che si capisse che siccome mi comportavo da madre, donna, moglie quasi perfetta e ci credevo in questo allora avrei voluto ogni tanto uscire da questi schemi…non per fare cose che potessero nuocere, ma solo per non intristirmi in una vita dove mio marito con l’appoggio anche di mia madre dava la priorità ai figli, ai genitori, al lavoro e sacrifici vari. Essendo poco ascoltata caddi in depressione cosa di cui comunque non do colpa agli altri, magari fa parte del mio dna, ma certamente i mei non mi hanno molto aiutato in questo senso. Ho dovuto cavarmela da sola, attacchi di panico compresi, periodo terribile. Poi le vicende della vita: malattie gravi dei genitori, responsabilità dei figli , tradimento di mio marito, mi portano a darmi coraggio e infatti li affronto alla grande. I figli poi crescono, i genitori non ci sono più, ho perso tanti amici, mi dico basta e riprendo in mano la mia vita…comincio a uscire con qualche amica conosciuta nel web puntualmente, non so perchè, giudicata puttana da mio marito… Non so il perchè, vado a ballare, conosco una persona e mi innamoro, faccio follie anche se con qualche momento d’ansia, ma è come una seconda giovinezza…week end, serate romantiche, comincio a disamorarmi anche se già forse lo ero di mio marito, non frequento più sua madre donna possessiva e autoritaria, insomma mi diverto! Noto con piacere..a 57 anni di piacere ancora..poi il crollo, la cosa si sa, mio marito fa il pazzo, quindi la vergona nei confronti dei suoi parenti.. Anche se si sa che “chi non ha peccato scagli la prima pietra” iniziano anni di inferno, ma non mi lascia, “mi perdona”, un perdono che io non ho chiesto perchè non mi sentivo in colpa, lui poi cambia un po’, capisce anche se non lo ammette apertamente che le colpe sono reciproche, diventa più mansueto e comprensivo con me ed io cambio, divento più gentile e ricomincio a fare “la donna per bene che tiene in piedi la famiglia”.  La persona di cui ero invaghita sparisce, soffro la mancanza ma poi dimentico. Ora la situazione in casa, con una figlia di 35 anni che vive con me e l’altro fuori, è tornata alla normalità o quasi, ma io non rinuncio ai miei piccoli svaghi “leciti”. Non fequento altri uomini però, anche se a volte mi pesa perché mi toglie tempo ad altre cose con cui mi sentirei realizzata, ad esempio ho l’hobby delle foto. Cerco cmq di accontentare la famiglia dove del resto io non lavorando penso sia anche mio dovere dare il mio contributo.Però, e adesso concludo, da un po’ di tempo gli attacchi di panico anche se a periodi sono ricominciati. Beh, avrei voluto scrivere: “e vissero tutti felici e contenti”… no:  “e vissero tutti SERENI e contenti delle piccole cose che la vita, che è dura per i più…ci offre”

    4 Comments

  1. giovanna
    2014/01/18 at 10:22

    non pensare di essere l’unica,questa e la storia di moltissime donne,solo che tu hai saputo raccontare molto bene e sinteticamente tutti gli stati d’animo belli e brutti che siano, non rinunciare a vivere

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  2. 2014/01/18 at 18:32

    Da circa una decina di anni ( ne ho 66 ) mi trovo in condizioni…. diciamo bianco e nero..alti e bassi… anzi -bassissimi-. una delle tante situazioni che si vengono a creare …mia moglie ha dovuto assistere i genitori fuori e lontano… io sono stato da solo a casa
    (con una figlia di 20 anni e passa) circa sette -otto mesi all’anno nell’ultimo decennio…e la solitudine non è gratificante se non la si sa affrontare. Ora mi trovo ad un bivio che non so veramente dove andare a parare….questa è la prima volta che ne parlo… ho sempre tenuto dentro di me’ tutto… a volte è veramente difficile dopo circa 42 anni di matrimonio….

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  3. 2014/01/19 at 12:47

    Decidi di vivere come preferisci , non puoi accontentare tutti , sacrificarti , e poi deludere te stessa ! Vivi come ti senti di vivere perchè se sbagli poi non te ne danno in cambio una nuova per ricominciare !

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  4. Nicole
    2014/02/13 at 14:51

    L’unica cosa è non sacrificarsi, pensare a se stessi, la vita è una e quando ce ne accorgiamo è troppo tardi. Ognuno di noi, a qualsiasi età, ha diritto alla felicità…

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