Ricominciare

Scrive Viola: Ho 57 anni e abito a Roma. Io ci sono nata in questa meravigliosa città e qui ho passato la mia giovinezza, ho trovato un lavoro, che ancora ho, ho viaggiato, ma lontano dall’Italia sentivo una struggente nostalgia per la mia città. Avevo i miei amici, prima si faceva amicizia in una maniera diversa, ci si frequentava e ci si conosceva profondamente. E poi mi sono formata una famiglia. E’ stato un matrimonio infelice e dopo venti anni ho chiesto la separazione. Ma non è di questo che voglio parlare ma di una cosa diversa: a 50 anni mi sono ritrovata sola, con una vita da ricostruirmi da zero. Ed ho ritrovato la mia città e le persone cambiate in peggio; io, che uscivo per la prima volta dopo venti anni di madre di famiglia, vedevo tutti i punti di riferimento dei miei anni 80 spariti. Fare amicizie è una cosa spinosa, è tutto fatto di fretta e superficialmente, le persone non hanno voglia di sorridere e di ridere, si esce come automi senza una vera voglia di stare con gli altri. Io mi sono ritrovata in un ambiente che non riconosco più, e meno male che ho il mio lavoro, ma sono anche una persona socievole. Non mi lamento di nulla, ma mi sto accorgendo che alla mia età è tutto più difficile. Bisogna stare attenti a non essere fraintesi, è triste come dentro sono rimasta la ragazza di tanti anni fa, spontanea e allegra, e invece come bisogna essere disciplinati e un po’ trasparenti nella vita normale. Per la nostra età sembra che si sia fatto molto, ma effettivamente c’è il vuoto assoluto. In foto: amicizia di qualità

    3 Comments

  1. Laura
    2014/04/05 at 15:00

    Non condivido completamente le tue sensazioni, Viola.
    Superato lo shock dell’improvvisa solitudine e della metamorfosi della nostra esistenza, con tempi ovviamente soggettivi, bisognerebbe realizzare quanta libertà di pensiero e di indipendenza ci regala la nuova condizione.
    Concordo che i tempi e le persone sono cambiati, ma credo che bisognerebbe focalizzarsi soprattutto su se stessi, più che su gli altri. Se si ricomincia a coltivare i propri interessi, recuperando il tempo “perso” che avevamo dedicato agli altri, vedrai che si incontrano persone che hanno le tue stesse passioni, che la pensano come te e che sono ben felici di condividere emozioni analoghe.
    Non è mai buona cosa rimanere attaccati al passato, che per altro non era tutto rose e viole, ma sarebbe salubre cercare di cogliere quanto di positivo ci offre la realtà in cui viviamo. Non tutto è vuoto e vacuo se ci guardiamo attorno con positività e tolleranza.
    La saggezza e la maturità che ci regala la nostra età, non dovrebbe rendere la cosa troppo difficile :-)
    Un caro saluto.
    Laura

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  2. Marina
    2014/05/28 at 21:16

    Cara Viola, credo che il disagio di ritrovarsi soli dopo i 40 o 50 anni (oggi posso dire che non c’è molta differenza), sia un bel guaio, perchè l’unica dimensione da single conosciuta risale al periodo della giovinezza, quando era molto più facile fare amicizie e discutere delle cose della vita, trovando possibilità di confronto e di condivisione.
    Da adulti tutti, per ragioni diverse dovute alle rispettive esperienze di vita, sono più smaliziati e freddi, più individualisti ed indifferenti. Credo sia più raro di un terno al lotto incontrare qualcuno che non lo sia. Per cui, le frequentazioni diventano un terreno pericoloso che ci coglie impreparati o non adeguatamente preparati (semprechè esista un modo di preparsi in tal senso) e si finisce col raccogliere amarezze e delusioni che ci portano a rinchiuderci in noi stessi, impedendoci di soddisfare quel naturale e umano bisogno di condivisione, che, a qualunque età, reputo importante quanto nutrirsi e dissetarsi.
    Credo che nè a me nè a te manchino la positività e la tolleranza nei confronti del prossimo a cui fa appello Laura, ma anche queste dovrebbdero essere condivise, altrimenti si finisce sempre contro un muro di gomma o…di granito.
    Come risolvere? Io, almeno, ancora non lo so. Sicuramente ci sarebbero altri fattori culturali e sociali da considerare. Ma la mia perepeppata è durata anche troppo.
    Un caro saluto.

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  3. gloria
    2014/07/10 at 22:02

    Ciao Viola sono Gloria, non so se hai letto la mia storia. Sono quella che cerca sempre di “reinventarsi” per scacciare la solitudine. Mi sembra di ritrovare me stessa nelle tuo vissuto
    Anch’io soffro terribilmente e guardo con nostalgia ai valori degli splendidi anni ’80 e ai tanti amici Mi guardo indietro e soffro cercando di sopravvivere in un mondo di indifferenza e freddezza nei rapporti sociali. Ho perso un “grande amore” (triste evento) e mentre tutti mi reputano fortunata per averlo almeno trovato, io invece provo più sofferenza perché so che esiste e spero sempre di ritrovare l’amicizia e l’amore….I miei diversi interessi colmano i miei vuoti di solutidine e come ti dicevo “cerco sempre di reinventarmi” rincorrendo qualcosa che non ci sarà più. Anche io sono di Roma e ho 55 anni. Però vedi, devi fare i conti anche con il destino perché magari io e te potremmo diventare anche amiche, ma le persone non capitano mai al posto e al momento giusto. Un affettuoso saluto

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