Posts from: giugno 2014

Cercare lavoro dopo i 55 anni

Negli ultimi tempi ricevo con maggior frequenza del solito messaggi di over55 che vorrebbero trovare un lavoro e non ci riescono. Ad esempio Alberto mi scrive: “A settembre avrò 58 anni e sto cercando un lavoro da più di un anno…non so più come fare sono disperato…ho sempre fatto il commerciale, vendita, ma sono disposto a fare  qualsiasi cosa…”. Certo, se chi ha una professione commerciale alle spalle fatica a trovare un lavoro allora c’è davvero da preoccuparsi, i venditori da sempre sono tra i più ricercati dalle aziende…

E in un altro messaggio Michela, scoraggiata, mi interpella così: “Le scrivo perché il mio compagno, che è del 1954, cerca un impiego urgentemente. Ha sempre lavorato come camionista, ma anche come musicista e ora lavora “a chiamata” come factotum, ma non sempre gli pagano la giornata (lo chiamano a lavorare in nero)… Non so come aiutarlo… Grazie anticipatamente per i consigli…”  In questi casi vorresti poter aiutare subito chi si trova senza lavoro e non sa come fare per trovarne uno. Invece, dato che non sei un operatore del mercato del lavoro, ti ritrovi solo a provare a raccogliere qualche suggerimento su come presentarti ad un colloquio di lavoro e su come far tesoro dell’esperienza passata, o a dispensare qualche invito a verificare se la propria Regione offre qualche aiuto nei programmi di ricollocazione agli over 55 che cercano lavoro, se vi sono opportunità presso agenzie di somministrazione lavoro vicine a casa, piuttosto che a proporsi come collaboratore a tempo o esterno senza cercare a tutti i costi un rapporto di lavoro dipendente.

Una buona rassegna di suggerimenti la fornisce Betta Andrioli in un articolo pubblicato pochi giorni fa su Il Sole24ore, dal titolo “A 50 anni senza lavoro, ecco come ricominciare”.

Ad esempio, secondo questo articolo, ripartire da se stessi, rimettersi in discussione, proporsi attivamente sono atteggiamenti essenziali per qualsiasi ricerca di nuova occupazione. E nei colloqui di selezione è chiaro che si può valorizzare i propri punti di forza, in particolare l’esperienza in un particolare mestiere o settore, senza nascondere al selezionatore eventuali debolezze, come spesso accade per la conoscenza delle lingue straniere o le competenze digitali.

Certamente il problema è sentito e i dati Censis secondo cui gli over 50 senza occupazione sono cresciuti  negli ultimi sei anni del 146% sono lì a dimostrare che la disoccupazione picchia duro anche su chi sta entrando nella fase di vita da senior ma vede ancora lontana la stagione della pensione. Non tutto però è perduto: se sono tanti coloro che dopo i 55 anni cercano lavoro senza successo, è però altrettanto vero che i dati delle comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro dicono che nel corso del 2013 in Italia sono stati stipulati, con persone di età superiore ai 55 anni, ben 912.570 contratti regolari di lavoro (molti dei quali a tempo determinato), cioè quasi il 10% del totale dei nuovi contratti di lavoro stipulati nell’anno.   In foto: un senior al telefono.

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Cerco di reinventarmi

Scrive Gloria: Ho 55 anni e mi ritrovo da sola da alcuni anni a causa di un triste evento. Cerco sempre di reinventarmi e mi guardo intorno cercando amicizie, ma mi rendo conto che a questa età è molto più difficile rispetto ad una età più matura, dove esistono strutture per aggregare le persone. Mi piace fare tante cose come sport, amo ascoltare la musica e sto imparando da qualche tempo a suonare uno strumento, Però alla fine malgrado abbia il tempo occupato tra lavoro e gli interessi che mi sono creata, mi rendo conto che mi mancano i rapporti sociali, le condivisioni con gli amici. Perchè poi non si può dimenticare che la mia generazione è cresciuta “nei gruppi” e con i valori di amicizia e solidarietà e tanti ideali, crollati, purtroppo.
A volte quando vado ai concerti da sola o vado in palestra, mi ritrovo con persone più giovani
e mi sento osservata come “uno strano oggetto”….Bisogna fare quello che ci piace per stare almeno un po’ bene e per allontanare la solitudine, ma c’è un po’ di vuoto intorno e di certo i social network hanno contribuito ad allontanare i contatti umani.  In foto: Pablo Picasso, “Amicizia”, 1908.

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Ci sarò anch’io

Scrive Paty: Tra poco ci sarò anch’io, lascerò dopo ben 43 anni la mia amata scuola e a 63 anni d’età sarò … a casa. La novità mi fa paura e mi solletica la mente, potrò dedicarmi di più ai nipotini, avrò più tempo per il mio “cucito creativo” da postare sul mio blog, girerò per la mia città, Milano, e dedicherò più attenzioni al marito e … ai mici di casa.
Ma mi mancheranno tanto le colleghe-amiche, i ragazzi che mi fanno disperare e i problemi lavorativi. Ecco cosa mi mancherà soprattutto, il contatto con gli altri, l’amicizia, lo scambio di idee. Come potrò “ripristinare” tutto questo? Dove potrò trovare altre amiche? Mah, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, ma ogni tanto l’acqua evapora….
Grazie. Paty

In foto: I giardini fioriti di Johan Messely

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Vita attiva ma più leggera

Desideriamo avere contemporaneamente una vita attiva e una vita leggera. Sono due istanze compatibili ?

L’immagine del sessantenne e della sessantenne che trascorrono le giornate ai giardinetti è ormai sfuocata, non corrisponde più alla realtà che vediamo tutti i giorni, che si presenta variegata: chi continua ad avere un’occupazione lavorativa, chi diventa, magari più di prima, il fulcro intorno a cui ruota la compagine familiare, chi già in pensione si ingegna per trovare degli interessi e dei progetti che diano un significato arricchente alla propria esistenza; senza parlare della voglia di mantenere una vita affettivamente ricca e una condizione di corpo e mente sufficientemente in forma.  Il cambiamento è veloce: fino a pochi anni fa qualcuno si limitava a teorizzare di un futuro in cui gli “anziani” avrebbero sperimentato un nuovo invecchiamento attivo; nel giro di un lustro la realtà ci è cambiata sotto gli occhi alla velocità della luce e oggi consideriamo “normale” che la maggior parte dei senior svolga una vita attiva.

Quel che non è cambiato è il desiderio, assai diffuso tra i senior, di abbinare alla vita attiva una vita più “leggera” di quella condotta nei decenni precedenti dell’esistenza. Non si è modificato cioè il desiderio, arrivati all’età da senior, di ridurre un po’ le incombenze, le responsabilità e i ritmi che hanno accompagnato, per tanto tempo, i ruoli lavorativi, genitoriali e sociali coperti quando si era adulti nel pieno della maturità.  Ci si prende sì degli impegni, ma si vorrebbe dosarli in base alle proprie forze. Si continua, magari volentieri, ad occuparsi di figli, nipoti e genitori ottanta-novantenni, purché questo non si trasformi in un vincolo e un obbligo da cui non si sa come uscire. Si continua ad avere un’occupazione, ma le motivazioni e le forze sono diverse e si vorrebbe che venissero tenute in considerazione. Ci si impegna in progetti e in nuove avventure, ma deve essere prevalente il gusto per ciò che si fa e le nuove attività non devono assolutamente diventare una nuova prigione. Insomma, è forte la spinta per una vita più “leggera”, più ricca di desideri appagati e meno densa di doveri.

Sono abbinabili e compatibili queste due istanze, quelle della vita attiva e contemporaneamente più leggera ? Probabilmente dobbiamo sciogliere noi, prime generazioni di senior che sperimentano l’allungamento della vita attiva, il bandolo della matassa. L’equilibrio tra queste due istanze è sicuramente possibile, ma i termini della questione non sono per nulla scontati per chi ci sta intorno e spesso anche noi diretti interessati non abbiamo sufficiente consapevolezza di quale punto di equilibrio vorremmo raggiungere. Forse si può partire proprio da qui, dal cercare di capire quale sarebbe per ciascuno di noi il punto di equilibrio ottimale e dal cercare di raggiungerlo, senza buttarci a capofitto in tutti gli impegni che capitano a tiro, senza accondiscendere a tutte le richieste che ci vengono, ma anche senza rifiutarsi di cogliere le opportunità che ancora possiamo incontrare.

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