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Cerco di reinventarmi

Scrive Gloria: Ho 55 anni e mi ritrovo da sola da alcuni anni a causa di un triste evento. Cerco sempre di reinventarmi e mi guardo intorno cercando amicizie, ma mi rendo conto che a questa età è molto più difficile rispetto ad una età più matura, dove esistono strutture per aggregare le persone. Mi piace fare tante cose come sport, amo ascoltare la musica e sto imparando da qualche tempo a suonare uno strumento, Però alla fine malgrado abbia il tempo occupato tra lavoro e gli interessi che mi sono creata, mi rendo conto che mi mancano i rapporti sociali, le condivisioni con gli amici. Perchè poi non si può dimenticare che la mia generazione è cresciuta “nei gruppi” e con i valori di amicizia e solidarietà e tanti ideali, crollati, purtroppo.
A volte quando vado ai concerti da sola o vado in palestra, mi ritrovo con persone più giovani
e mi sento osservata come “uno strano oggetto”….Bisogna fare quello che ci piace per stare almeno un po’ bene e per allontanare la solitudine, ma c’è un po’ di vuoto intorno e di certo i social network hanno contribuito ad allontanare i contatti umani.  In foto: Pablo Picasso, “Amicizia”, 1908.

    9 Comments

  1. Silvia Ghidinelli
    2014/06/24 at 7:56

    Cara Gloria, tutto quello che fai è ottimo, ma capisco le tue riflessioni e la tua difficoltà di fare amicizia. Secondo me il dividere le persone in gruppi d’età è sbagliato, ma è quanto avviene nella nostra società; la famiglia resta per me, anche idealmente, il luogo adatto per il convivere di varie età: mamme, papà, bambini, nonni….., in cui tutti si arricchiscono reciprocamente. Io ho sempre avuto amiche più anziane che ora mi mancano, ma dalle quali ho avuto molto, e poi ho avuto alunni giovani e ora in pensione mi manca anche questo rapporto.
    Ma bisogna andare avanti: sono alunna e docente nell’Unitre della mia città e porto avanti l’idea di non rimanere isolati dal resto. Anche tu puoi iscriverti ad un ‘Università della terza età del tuo territorio: da noi si può entrare anche da giovani ad es. Prova, vedi se l’ambiente ti piace e dai anche tu il tuo apporto. Auguri!

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    • gloria
      2014/06/28 at 10:40

      Grazie per i tuoi preziosi consigli, ma io purtroppo non ho più una famiglia a parte la mia , mamma di 87 anni. Mi mancano i legami profondi, le condivisioni, il divertirsi insieme, coccolarsi e volersi bene (donna o uomo che sia). Parlando di me è chiaro che con la perdita di mio marito (non ho figli) ho perso tutto ma credimi i rapporti con gli altri sono estremamente superficiali ed è come se avessero costruito da un loro percorso dove più di tanto non si può accedere

  2. raffaele
    2014/06/24 at 15:38

    Ciao Gloria. Mi chiamo Raffaele e vivo a Brescia.Separato da 14 anni, due figlie e tre bellissimi nipotini, la mia età? 65. La tua storia mi ha toccato nel più profondo del mio cuore.Hai 55 anni e ancora tutta una vita
    davanti da vivere.Mi dispiace molto quando parli di solitudine, sbagli perché la vita ci riserva sempre delle favolose scoperte quanto meno te lo aspetti, semmai una ti può. capitare domani o fra una settimana , è nascosta dietro l’angolo. Io avevo trovato un amore all’ improvviso ed avevo ricominciato a vivere, il mio mondo era diventato tutto a colori, erano tornati quei bei sentimenti che ormai avevo perso da tempo, affetto , amore e i momenti che vivevo con lei erano pieni di gioia: ero tornato a vivere intensamente, poi a lei sono apparsi sensi di colpa e con tanta mia tristezza la storia é finita

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  3. raffaele
    2014/06/24 at 16:07

    Ciao Gloria. Sono sempre Raffaele. Ti ripeto non disperare , la felicità é nascosta, la devi trovare e avere fede. Non sarebbe meglio l’amicizia di un uomo invece quello di una donna?Prova!!!Hai tutto il tempo per rifarti una vita felice e in buona compagnia. Ciao Gloria e alza la testa.

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    • gloria
      2014/06/28 at 11:35

      Ciao Raffaele ti ringrazio molto per la fiducia che mi trasmetti per il futuro. Certamente preferirei la compagnia di un uomo, anche perché ho sempre avuto accanto a me un compagno di vita ed è per questo che soffro terribilmente di solitudine. Inoltre come ho scritto precedentemente alla sig. Silvia i rapporti con gli altri sono superficiali perché ognuno si è creato un percorso di vita dove è difficile accedere. Quello di cui parlavo nella mia storia è la solitudine per una mancanza di rapporti sinceri d’affetto o d’amore, soprattutto di condivisione e per ll passato (i nostri valori e ideali degli anni ’70 improntati sulla solidarietà e a dirti la verità proprio sull’amicizia sono rimasti sempre nel mio cuore come la musica di quel periodo) e per il futuro. Ma oggi il mondo è diverso. E’ tutto più superficiale. Sono Ufficiale di Stato Civile a Roma e celebro matrimoni … uomini di 90 anni con straniere di 25 (caso eclatante finito sui giornali) ma molti altri casi simili. Gli uomini della mia età o poco più, mostrano a mio modo di vedere, una estrema superficialità cercando di rivivere una nuova giovinezza unendosi a donne più giovani che poi finiscono per farli soffrire …Quelli più grandi mi sembrano troppo diversi da me che ho tanta voglia ancora di divertirmi di uscire di viaggiare e fare tante cose,,,Spero che tutto quello che ho scritto non sia altro che un pregiudizio,
      Certo che alzo la testa e mi guardo intorno, ma tutte le sere prima di dormire mi dico “devi volerti bene anche se sei sola, ma in realtà vorrei urlare per il mio dolore…” Ho avuto anch’io una storia con un uomo dopo un po’ di tempo dalla morte di mio marito, durata quasi due anni e finita a causa della sua instabilità emotiva. Dunque dolore su dolore

  4. Bruno
    2014/06/30 at 17:53

    Gentile Gloria

    Nelle tue poche parole ho ritrovato l’”essenza” delle mia solitudine.
    Ho 63 anni ed ho vissuto una adolescenza di “condivisione” (come dici tu) con tanti altri compagni. Poi ho dovuto lasciare la mia Napoli perchè non avevo alcun futuro lì e, spinto da quella che è stata la mia Mamma d’Oro, sono venuto a formarmi un futuro, a cercar lavoro, a far famiglia in provincia di Torino.
    Varie vicissitudini lavorative mi hanno dato un certo numero di “batoste solenni” ma sono ancora qua e comincio ad intravvedere la mia “vecchiaia” in “solitudine” cioè senza quelle compagnie, come dici bene tu, con le quali “condividere interessi, passioni, obiettivi, tempo libero.
    Nel tempo ho cominciato a credere di essere stato irresponsbile della mia attuale mancanza di “amicizie”; forse perchè sono esigente (come mi hanno detto in tanti); forse perchè penso che nella vita, anche in quella da “pensionato”, bisognerebbe avere degli scopi, degli obiettivi e non solo lasciarsi vivere…..ma come si fa se intorno non vedi nessuno ?

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    • gloria
      2014/07/01 at 14:17

      ciao Bruno,
      credo che certamente la mancanza di amicizie dipende molto dalle aspettative del rapporto che desideriamo costruire. Le aspettative di legami, anche amicali, sono per me abbastanza profonde, forse anche utopistiche a causa dei valori profondi legati alla mia adolescenza e che hanno dato una certa impronta alla mia personalità. Purtroppo io vivevo in un’isola felice con mio marito e, visto il rapporto simbiotico che avevo con lui, mi curavo poco di avere gente attorno, anche perché a parte il lavoro avevamo mille cose da fare…D’altronde adesso stare accanto e vedere coppie mi fa male e preferisco stare da sola. Mio marito è morto a 53 anni nel giro di tre settimane per un brutto male e dopo quello che è successo mi sono detta che DEVO VIVERE e soprattutto DEVO AVER FRETTA DI VIVERE perché può succedere qualsiasi cosa e ogni attimo è importante. Non ci sono figli né nipoti.
      Allora potrei viaggiare, avere avventure, divertirmi ecc , ma in realtà queste cose non mi intessano e resto nel mio guscio a coltivare i miei hobby, cercando come ho scritto di reinventarmi. Mi scrivi: “bisognerebbe avere degli scopi, obiettivi, ma non vedo nessuno intorno”. I miei hobby sono solo un modo piacevole per trascorrere il tempo e bisogna comunque averli proprio perché come dici tu, non ci si deve lasciar vivere e questo indipendentemente dall’avere accanto qualcuno. I rapporti come ho scritto in precedenza, mi sembrano piuttosto superficiali e ad esempio le mie colleghe rimaste sole,, separate e non, o si occupano della famiglia, o (incredibile a credersi) chattano con meetic alla ricerca dell’amore perduto oppure non fanno altro che visitare mostre e musei…(un po’ di gioco no?)Ho provato a contattare i comitati di quartiere ed impegnarmi un po’ nel sociale, compatibilmente con il lavoro, ma mi sono sentita rispondere che non esiste più niente, quelle persone sono tutte morte…. Forse vivo sulla luna o c’è bisogno di una lente di ingrandimento per vedere gente che ci piace; io per adesso vado avanti ed alzo la testa sperando sempre di migliorare il mio futuro, ma sono assillata dalla fretta di cambiarlo per i motivi di cui ho parlato sopra. Per adesso solo in fondo al cuore maledetta solitudine…Ma dove sono i centri di aggregazione per i cosiddetti “giovani pre o di sessant’anni”?

  5. Marina
    2014/07/05 at 9:01

    Cara Gloria, sono la Marina di “Niente frutti” e ritrovo molto di quel che mi attraversa dentro nella tua storia.
    Come vorrei essere messaggera di speranza, come vorrei aver trovato la chiave per aprire quella porta che affaccia sul mondo in cui avremmo diritto – io credo – di continuare a vivere e non solo a sopravvivere, esprimendo il meglio di noi che invece dobbiamo inibire perchè non interessa nessuno. Come vorrei poter aprire quella porta e poterti dire “avanti Gloria, vieni, devi entrare pure tu!”.
    Invece, purtroppo, navigo nel tuo stesso mare, pieno di gente che naviga o ti nuota intorno nella più totale indifferenza. E se hai un crampo, un cedimento e rischi annegare si fa da parte e si allontana. Riuscire a farcela da soli da un lato è importante , ma nel tempo è sfiancante, soprattutto per l’amarezza che procura l’assenza totale di condivisione sia nel bene che nel male.
    Al massimo ti dicono che sei forte, ma è solo un modo per non essere minimamente partecipi della tua vita e inchiodarti alla tua solitudine, dove si aspettano che tu riesca a cavartela alla grande, in virtù della forza che – beata te – possiedi.
    Ed io si, sono forte, sono come quegli animali feriti tanto forti che danno spettacolo perchè così malridotti si ostinano a zampettare, magari solo su due zampe e, contro natura, vanno pure in bicicletta e mille altre cose devono imparare a fare contro natura per gratificare e rassicurare gli umani che hanno intorno.
    Ecco, bene, brava! Traduzione: l’importante è che tu ne stia nel tuo brodo, senza aspettativa alcuna.
    Ecco, mentre ti scrivo queste cose, come quando le penso sento nascere un senso di ribellione dentro accompagnato da un “cavolo, certo che ce la farò!” a dispetto di tutto e di tutti. Non sopporterei di suscitare la benchè minima pena. E allora avanti, tanto non cambierebbe nulla comunque. Ormai, dopo tanti anni, non saprei più che altro tentare per uscire da questo isolamento. Vedo che c’è chi accetta di tutto pur di non rimanere da solo. Io non ci riesco, perchè quando ci ho provato ho capito che non basta essere lì, solo fisicamente in mezzo a persone con cui non è possibile condividere neanche un pensiero: il senso di vuoto e di solitudine si esaspera e vuoi solo scappare al più presto.
    Ma è pur vero che per alcuni le cose vanno diversamente. Allora…speranza e fede…aiutano, si… ma penso sia meglio credere che la nostra speranza siamo noi e in noi dobbiamo avere se non fede – perchè non siamo certo Dio – fiducia.
    Ti abbraccio.

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  6. maretta
    2014/07/10 at 18:48

    ciao Marina, sono Mara di CHE STRANO. Dopo quarant’anni di matrimonio mio marito mi ha lasciato per una giovane albanese. Di una cosa sono grata a mia madre che evidentemente era più lungimirante di me: non vivere mai per una persona ma coltiva le tue amicizie di una volta. Credo che sia proprio questo che mi ha salvato. E ci credi che mio marito mi fa tanta pena? Pena perchè ha perso tutte le amicizie della nostra gioventù (anche volendo non hanno nulla in comune con una persona di 35 anni avendone 65). Lui ha perso famiglia e radici e persone che lo amavano davvero. Alcuni mi dicono di non averne pena ma se è successo probabilmente è anche colpa mia. Io ho un carattere dolce ma non stucchevole e forse lui aveva bisogno di una donna che lo controllasse e lo facesse sentire importante e giovane. Per questo ti dico di essere serena, vedrai che troverai, quando meno te lo aspetti, una persona adatta a te e anche delle amiche. Lasciati andare e parla vedrai che tutto verrà da sè. Dobbiamo imparare da ciò che abbiamo sbagliato e tenere la testa dritta. Io, dopo il mio tumore, guardo tutto con occhi diversi e dico sempre grazie di vedere un tramonto, una primavera e di essere ancora qui con tutte le difficoltà. Tieni duro. Un bacio

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