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Vivere giorno per giorno?

Da parte di Simone: E’ una lotta quotidiana contro la depressione. Ci sono giorni che vinco e giorni che perdo. Sono di più i giorni che non accetto di rimanere steso al tappeto, nel senso che al tappeto ci sono finito ma cerco tutte le energie che mi sono rimaste nel corpo e nell’anima perché non voglio credere che il sottoscritto, fino poco tempo fa considerato bell’uomo (così mi dicevano), di discreto uomo solo altramontosuccesso, con delle belle qualità, adesso annaspo. Le donne mi guardano ormai come si guarderebbe un paracarro e d’altra parte non è che le fantasie sessuali abbondino. Lasciamo perdere… Sono separato da tanti anni e ho avuto altre relazioni, anche importanti, ma adesso la sola idea di impegnarmi in un nuovo rapporto mi mette il prurito. Pensavo che la mia professionalità costruita in tanti anni di lavoro in una grande azienda mi avrebbe permesso di dare un contributo da volontario in qualche associazione, ma ho scoperto con grande delusione che queste associazioni sono un mondo di potere dieci volte peggiore di quello aziendale e oltretutto meno organizzato. Ci riproverò, ma ormai senza grandi attese… Il momento più difficile è quando mi rendo conto di essere insignificante agli occhi degli altri. Un caro amico mi dice sempre che adesso che siamo in pensione è il momento di vivere giorno per giorno quel che succede godendo delle piccole cose e senza fare programmi. Probabilmente ha ragione lui, anzi sicuramente ha ragione lui perché lo vedo sempre sereno, ma per me è davvero difficile mettermi in questa prospettiva. Io senza qualcosa che mi prende, che mi interessa, che mi chiede di tirar fuori le mie capacità, non sono soddisfatto. Non do la colpa a nessuno. Se alla mia età non sono in pace con me stesso è solo responsabilità mia. E comunque bisogna guardare avanti.  Questa storia é pubblicata anche su Osservatorio Senior.

    8 Comments

  1. giovanna
    2015/05/17 at 11:54

    mamma mia che tristezza, ma cavolo beato te che non hai niente da fare che piangerti addosso, mi dispiace per te uno anche se in pensione, qualcosa lo trova da fare, in giardino, se non si può un balcone, vieni qua che ho una zappa, la noia ..certo che viene la depressione il non aver scopi nella vita, non si può stare tutto il giorno a pensare che un tempo si eravamo importanti e ora non più, a che serve? non ti piace viaggiare? sono i soldi spesi meglio, nuove conoscenze nuovi orizzonti , prova e auguri

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  2. Mariangela
    2015/05/18 at 0:29

    Leggere quanto hai scritto è come se si parlasse di me, simili stati d’animo ed esperienze, stesse considerazioni su struttura di volontariato, eppure sono una donna . Io penso che quello che ci rende tristi è non avere qualcuno che vive anche per noi, una persona con la quale condividere noi stessi e invecchiarci insieme, ci farebbe meno male se arrivasse l’inverno non solo sul nostro volto. Può darsi che non sia troppo tardi, basta incontrare un paracarro al femminile.

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  3. Spyros
    2015/05/18 at 8:28

    Ha ragione Givanna,piangersi addosso non serve.
    Se hai una buona pensione cambia paese o citta,vai a conoscere altri popoli.
    Io ho chiuso la mia attivita 10 anni fa ho lavorato in giro per il mondo ed ora abito in Finlandia da 5 anni e mi sono inventata il mestiere da pasticcera.
    Ciao e tanti auguri
    Spyros

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    • 2015/05/22 at 10:48

      ciao Silvia e Spyros, noi donne siamo molto pratiche e forti, chiaro non è stato facile reinventarsi una vita, oltre la pensione anche rimanere vedove come me, i figli fuori casa, ma per non cadere nella spirale della depressione qualcosa bisogna pur fare, ecco io avendo una grandissima casa, mi sono inventata questo bellissimo lavoro, locazioni brevi ai fini turistici, gente splendida, e sempre indaffarata , ciao e auguri a tutti, giovanna

  4. Silvia Ghidinelli
    2015/05/18 at 10:09

    Secondo me dobbiamo capire che il tempo della pensione dobbiamo inventarcelo, ciascuno con le sue capacità, con i suoi talenti, le sue passioni che non aveva avuto il tempo di coltivare.. E poi provare delle strade, lasciarle, imboccarne altre…finchè si trovano le proprie, magari con l’aiuto di un bravo counsellor. Vedrai che ce la farai!

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  5. Carla
    2015/05/22 at 18:50

    Mah, un po’ Simone lo capisco, io sto aspettando che tra pochi mesi mia figlia se ne vada a studiare all’università e inizio a sentirmi “sola. Condivido anche quel che dice Mariangela, invecchiare condividendo l’esperienza con qualcuno sarebbe l’ideale, ma ci vogliono energie.
    Forse bisogna proprio imparare a vivere per se stessi, e alla giornata, ma non è facile

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  6. 2015/08/24 at 11:14

    56 anni,noi donne tra marito e figli,casa non basta x questo si vive in solitudine,anche se a casa c’è tanto lavoro,ma abbiamo bisogno di altro,soffro di depressione bipolare bisogna uscire parlare,ma se non hai amicizie,altro che depressione,io ho marito malato non posso uscire sono in galera.Mi sento male.

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  7. Mauro
    2015/10/01 at 10:25

    Grande Simone…tu vincerai sempre e non perderai mai. E lascia stare il tappeto, so che cos’è la depressione e se vuoi vincerla devi solo capire che dentro di te c’è un leone nascosto da qualche parte che aspetta solo di uscire fuori. Cercalo quel leone, chiudi gli occhi e guarda dentro di te, senza aver paura del buio. E quando aprirai la gabbia in cui sei rinchiuso contro la tua volontà ruggirai più di prima. Non aspettarti che gli altri ti aiutino, sei TU che devi ritrovare te stesso, in silenzio, ad occhi chiusi…..Ci sono passato anch’io e so che cosa vuol dire. Ce la farai…credimi.

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