Ripartire

La mia vita è stata un susseguirsi di partenze. Ho avuto la fortuna di poter fare quel lavoro che sognavo sin da bambino, ossia vendere viaggi che detto così sembra molto riduttivo. Infatti dietro la parola vendere viaggi si nasconde tutto un mondo fatto di emozioni, di sogni, di paure inconsce da superare. Viaggiare mi ha permesso di conoscere una fetta ripartire-300x169consistente di questo nostro mondo e aprirmi a culture diverse, incontrando gente di tante razze, condividendo con loro momenti molto intensi. A conclusione del 2015, ho attraversato un momento difficile dal punto di vista professionale perché, purtroppo, l’agenzia di cui sono ancora socio, per tutta una serie di motivi ha dovuto chiudere la sua attività al pubblico. Per me è stato un duro colpo e forse anche per un eccesso di stress mi sono ritrovato in quelle situazioni in cui un momento di stanchezza, se non preso in tempo rischia di trasformarsi nelle piaghe dell’anima e della mente. Periodi in cui tutto sembra buio, fermo, senza più via d’uscita, Ma la vita mi ha abituato che dopo un viaggio si può sempre ripartire per un nuovo viaggio e avendo questo nel mio DNA ho ritrovato la forza di ripartire, confortato dalla stima, dall’affetto di tante persone nella famiglia, nelle amicizie, tra i colleghi di altre agenzie e tra i clienti . E così ho ritrovato le mie attività, lo scrivere sul mio blog, il proporre viaggi, la curiosità che non mi è mai mancata.

Questa storia è stata pubblicata anche su www.osservatoriosenior.it

    2 Comments

  1. candia
    2016/09/13 at 10:31

    Ciao,a me è successa la stessa tua storia, purtroppo al mio compagno di vita. Fortunatamente è ripartito,dopo un forte trauma lavorativo,ora va bene.
    e tu come va? fammi sapere ciao
    candia

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  2. margherita
    2016/10/20 at 14:53

    Io credo fermamente nel potere terapeutico di un viaggio dopo una di quelle sonore “botte” che la vita ci elargisce. Credo altrettanto fermamente che se i ragazzi di sessantanni vogliono guardare ad un futuro migliore il segreto, che per fortuna all’estero non è gia più un segreto, è : unirsi, consorziarsi, formare realtà entro le quali mantenere la propria indipendenza ma poter contare su un gruppo con le stesse esigenze per la sicurezza, per intraprendere cose che da soli non si fanno, per compagnia, per sentirsi utili, per stabilire legami e non diventare asociali e perchè no, anche per dividere spese relative a esigenze comuni… è un messaggio da diffondere e approfitto del commento. Margherita

    Rispondi

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