Eventi

Ancora giovani per essere vecchi

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di moderare un incontro, organizzato dall’Associazione Nestore, con Carlo Vergani, notissimo medico geriatra, e con Giangiacomo Schiavi, scrittore e vicedirettore del Corriere della Sera, in cui si dibatteva il tema dell’invecchiamento prendendo spunto dal loro recentissimo libro “Ancora giovani per essere vecchi” (distribuito qualche settimana fa nelle edicole insieme al Corriere).

cover“Ancora giovani per essere vecchi” è un agile libro-intervista (ma forse sarebbe più appropriato definirlo un libro-dialogo fra i due autori), che ho molto apprezzato. Oltre ad offrire pagine di gradevole lettura, cosa che non fa mai male, lo snello volume riesce a proporre un panorama molto ampio delle problematiche dell’invecchiamento, coniugando precisione informativa e competenza specifica con un taglio divulgativo. L’approccio è multidisciplinare: i problemi vengono visti non solo sul piano fisico, medico, biologico, ma anche su quello demografico, sociologico e politico, e questo arricchisce. In più si capisce ad ogni pagina che il punto di vista è espresso sì da esperti, ma non distaccati, al contrario da esperti che partecipano intensamente a quanto vanno raccontando.

“Vivere a lungo, vivere bene” è il titolo di uno dei capitoli e, direi, il cuore del messaggio del libro. La massima di Seneca riportata nel libro: “quello che conta è come si vive, non quanto” è facilmente condivisibile, ma subito si porta appresso una serie di interrogativi: come si fa a cogliere appieno l’opportunità di una maggiore longevità che ormai è nei fatti ? quali sono i “segreti” per realizzare l’obiettivo della longevità coniugata con una vita di qualità ? ci sono le condizioni oggi in Italia perché questa aspirazione possa essere realizzata ?

La risposta a queste domande ha naturalmente molte sfaccettature e il dibattito dell’altro giorno è stato ricco di spunti. Ad esempio, è stato detto che conta tantissimo la salute percepita: la qualità della vita, soprattutto durante l’invecchiamento, è spesso più legata al proprio disagio interiore che alle condizioni oggettive; non che acciacchi e malattie non abbiano il loro peso ma innanzitutto conta come ci si sente dentro nel vivere il processo di invecchiamento. O ancora: bisogna uscire dal paradigma finora dominante del vecchio inutile e non più attivo, la longevità va resa attiva, ad esempio attraverso l’esercizio della cosiddetta “cittadinanza attiva”. E per quanto riguarda le condizioni del sistema sanitario, è auspicabile una nuova medicina, una medicina che si occupi delle situazioni croniche e non solo degli stati acuti delle malattie, così come un sistema assistenziale e medico che raggiunga gli anziani fragili nelle loro case e che non sia concentrato solo negli ospedali.

“Vivere a lungo, vivere bene” è un messaggio che per paradosso porta anche a pensare al fine vita. Che fare se si vive a lungo, ma “male”, magari perdendo anche la propria dignità ? E qui, di fronte ad uno dei temi a cui la nostra coscienza oggi è più sensibile, alla domanda posta da Schiavi nel libro: “E’ favorevole all’eutanasia attiva ?”, la risposta di Vergani è precisa: “No, lasciar morire non significa far morire.”

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Senior che vivono insieme

Affollata conferenza-dibattito domenica scorsa, 12 ottobre, all’incontro sul “Cohousing Senior” svoltosi all’interno dell’ Experimentdays Milano 2014, “Fiera dell’Abitare collaborativo”. L’evento, ricco di due giorni di esposizioni e conferenze dedicate a nuovi modi di abitare la città, è arrivato in Italia dopo 10 anni di promozione di nuovi stili di vita legati all’abitare consapevole a Berlino e in Germania.

silversageEvidentemente le nuove formule abitative in vista dell’invecchiamento intercettano anche da noi la curiosità ed un bisogno diffuso dei senior di individuare soluzioni più accattivanti di quelle dell’abitazione monofamiliare a rischio solitudine o di scovare alternative, una volta persa l’autonomia, al rimedio della casa di cura o del badante.

Il dibattito dedicato alle “abitazioni collaborative per senior”, aiutato dal medico Pino Frau e dall’ architetto Francesco Cocco di Abitare Sociale, oltre che dai contributi di numerosi esperti, come ad esempio la svedese Kerstin Kårnekull autrice di un libro sui senior che vivono insieme o il madrileno Rogelio Ruiz, ha permesso di mettere in comune idee su quali sono i problemi più sentiti legati alla scelta di vivere in cohousing ad una certa età, ma anche i “sogni abitativi” per l’invecchiamento di più e meno giovani.

Qual è l’Eden più desiderato ? Vivere in luoghi belli, con spazi autonomi e indipendenti associati a parti comuni che forniscano non solo “servizi all’abitare” (il giardino, l’orto, la palestra, la lavanderia, ecc) e alla socialità (come sale comuni), ma anche servizi alla persona (ad esempio, assistenza e sostegno quando servono). La speranza è invecchiare adottando un modo di vivere che si è scelto e non è percepito come obbligato; l’ideale é evitare il ghetto per anziani, sostituito invece da presenze di persone di tutte le età: così si presenta il sogno di chi pensa al cohousing per la seconda parte della propria vita.

Realisticamente la conferenza ha evidenziato però che le distanze per realizzare il sogno sono grandi e numerose: economiche, psicologiche, di offerta del mercato immobiliare, di identificazione dei vicini cohousers, ma è soprattutto un cambiamento culturale quello che potrebbe avvicinare più persone a questa soluzione abitativa: infatti, anche solo immaginare che ci sono alternative alla casa di cura, alla badante, alla solitudine o, nella migliore delle ipotesi, alla famiglia tradizionale che torna ad allargarsi, potrebbe già essere un passo avanti.

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In tournée

Non è necessario essere artisti professionisti per andare in tournée. Può capitare anche a degli appassionati: è il caso del gruppo canoro di cui faccio parte, CantiCorum, che sta per intraprendere un tour scozzese per esibirsi a Edinburgo e nella vicina ex capitale Dunfermline nel corso del weekend. Siamo un gruppo di cinquantenni e sessantenni amanti della musica, canteremo Vivaldi e abbineremo ai concerti un po’ di turismo accompagnato, of course, da qualche bevuta di whisky.

Questo è anche il motivo per cui nei prossimi giorni farò una prova di astinenza da internet e non potrò alimentare il blog. Sarà dura vivere qualche giorno non connesso, ce la farò ?

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I ragazzi di 60 anni all’Università Bicocca di Milano

  Seminario (a cura di)

                           Micaela Castiglioni                      

Presentazione del libro di Enrico Oggioni

      “I ragazzi di sessant’anni”

                 lunedì 3 dicembre, Aula R.Massa, ore 15-18

Introduce Micaela Castiglioni: Le transizioni nell’età adulta

Intervengono

Ottavia Albanese Sviluppo e invecchiamento

Dante Bellamio Ponti, guadi, traghetti

Barbara Mapelli Ragazze e ragazzi di sessant’anni. Ma le storie sono le stesse?

Sergio Tramma L’educazione informale all’invecchiamento

Mauro Vaiani Verso il pensionamento: evasione o liberazione ?

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Senior e volontario

Uno spaccato del volontariato italiano è stato protagonista la scorsa settimana del convegno “Invecchiamento attivo: una sfida e una risorsa per la comunità”, organizzato a Milano da Auser Lombardia, che conta 80.000 soci e 15.000 volontari distribuiti su 430 associazioni locali regionali.

La fotografia offerta dall’associazione è di una popolazione in larghissima misura di 55-75enni che dedicano tempo ed energie a fornire servizi ad altre persone più anziane e bisognose, senza trascurare anche l’attenzione alle famiglie in genere.

  Compagnia a domicilio o presso le case di cura agli anziani soli, accompagnamento delle persone disabili, eventi culturali, corsi per le persone della terza età, ma anche organizzazione di incontri per l’integrazione interculturale e presenza nelle scuole in qualità di nonni che tramandano oralmente la storia ai piccoli: sono solo alcune delle iniziative attivate dai volontari Auser, fino ad arrivare alla telefonia sociale (il noto “Filo d’argento”dedicato agli anziani che vivono in situazioni di solitudine e di particolare fragilità), fiore all’occhiello e motivo d’orgoglio dell’Associazione, occasione anche di una fruttuosa collaborazione con la Regione.

“Non perdere il desiderio di progettare nuove esperienze di vita attiva” e “coltivare speranze, interessi, propositi e progetti” è, nelle parole che ha usato il vice Presidente lombardo Rino Campioni, il modo con cui si dovrebbe concepire l’invecchiamento. Il che naturalmente, ci sembra, può valere sia per i senior volontari che per gli anziani assistiti.

Associazionismo, volontariato, impresa sociale, cooperazione sono le forme con cui il terzo settore dà il suo contributo al welfare.  Un contributo che oggi è diventato decisamente rilevante. Una domanda su tutte: non è che ormai il terzo settore fa supplenza del sistema pubblico, sempre più in affanno di risorse ? Ci ha pensato il prof. Fiorentini, docente di management dell’impresa sociale non profit presso l’Università Bocconi, a sollevare il problema, reclamando che venga quantificato economicamente l’apporto dato dai volontari e ricordando, a titolo di esempio, che uno studio ha quantificato in circa 150 milioni di ore il lavoro dei volontari nell’arco di quattro settimane.  In una prospettiva futura di “welfare universalistico a protezione variabile”, in cui non c’è più la possibilità di “dare tutto a tutti dalla culla alla tomba”, ci si può immaginare – lo prospetta Fiorentini – che le associazioni di volontariato diventino srl senza distribuzione di utili, che vendano i servizi ai cittadini e che trasformino in dipendenti gli attuali volontari. Una ipotesi hard, quest’ultima, che sembra lontana da una cultura del volontariato tutta basata sulle motivazioni valoriali e che, ad oggi, non si preoccupa più di tanto di coniugare sociale con economico.

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Gli older people visti dai media

Domani 8 novembre a Londra verranno premiati, nel corso della manifestazione “The Roses – Older People in the Media Awards 2012”, i media che negli ultimi tempi hanno meglio rappresentato anziani e senior.

Nalla shortlist dei possibili premiati si va dall’articolo giornalistico di Stylist sul perché si è impauriti dall’invecchiamento, al programma radiofonico di BBC Radio4: “You and Yours, positive ageing”, al programma televisivo della BBC1 “The town that never retired” che racconta dell’esperimento di tenere al lavoro le persone in età da pensione di un’intera città.

Ma non mancano i programmi informativi e di consigli, né le migliori interpretazioni cinematografiche come quella di Judi Dench nella parte di Evelyn in “The Best Exotic Marigold Hotel” o quella di Michael Caine  nella parte di Alfred in “The dark knight rises”.

Tra tutti, il nostro favore alle fotografie per come le persone avanti negli anni vedono se stesse  http://www.theenglishgroup.co.uk/blog/2012/04/13/reflections-elderly-people-as-they-see-themselves/         In foto un esempio.

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I giovedì di Nestore

Giovedì 18 ottobre h. 16.00, a Milano presso la Società Umanitaria di via San Barnaba 48, l’Associazione Nestore organizza un incontro dedicato al libro “I ragazzi di sessant’anni”.

L’Associazione, ormai attiva da molti anni con ricerche, incontri, corsi e dibattiti sul tema della transizione dal lavoro al pensionamento, organizza mensilmente i “Giovedì di Nestore”: incontri dedicati a libri e ad argomenti di attualità e di rilevanza sociale e soprattutto interessanti ed affini alla natura e agli obiettivi dell’Associazione.

A presentare “I ragazzi di sessant’anni” e a discutere delle tesi in esso contenute, oltre a me saranno presenti Dante Bellamio, docente universitario, e Mauro Vaiani, formatore. L’incontro sarà moderato da Pier Paolo Bollani, giornalista ed opinionista. Seguirà dibattito con il pubblico.

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Festival delle generazioni

Come evolverà il rapporto tra giovani e anziani da qui al 2020 ?

E’ da una ricerca intorno a questa domanda che prende spunto il “Festival delle generazioni”, che si terrà a Firenze il prossimo fine settimana, da venerdì 12 a domenica 14 ottobre.

E’ il primo evento del genere in Italia, in cui momenti di   riflessione si intrecceranno con momenti di svago, tra Palazzo Vecchio, Piazza Santa Croce, Le Murate e i caffè storici di Firenze.

La manifestazione, organizzata da S3.Studio e promossa da FNP CISL,  è articolata in due convegni, quattro rassegne stampa, tre concerti, una grande mostra fotografica, sei incontri con scrittori, sei incontri con esperti, un mercato delle idee, oltre a cinema, videoclip ed eventi speciali. Moltissimi i nomi noti al grande pubblico.

In un incontro si parlerà anche de “I ragazzi di sessant’anni”: domenica mattina alle 10.30 a Palazzo Vecchio, Enrico Oggioni e Franco Moschini (Presidente di Poltrona Frau), intervistati da Manuela Rafaiani, converseranno di lavoro e fasi della vita.

Per vedere l’intero programma del Festival e per prenotarsi ai vari incontri il link è http://www.festivaldellegenerazioni.it/

 

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