Le Vostre Storie

Rigenerarsi

Scrive Carlo: Un paio di anni fa ho smesso di praticare la mia attività di medico e da allora ho ricominciato a fare il medico. Mi spiego: era arrivata l’età della pensione ma non avevo alcuna voglia di mettere in un cassetto la mia professione. Non dover più combattere con la burocrazia Medici+Africasanitaria e non essere più ossessionato dagli orari, a questo sì ho rinunciato volentieri ed ero contento di togliermi queste scocciature dai piedi. Ma il rapporto con i pazienti è sempre stata la mia vita e a quella non volevo rinunciare. Alcuni amici che lavorano in un’organizzazione di volontariato e che conoscevano questo mio desiderio mi hanno proposto di trascorrere due periodi l’anno in posti del mondo dove c’è un gran bisogno di medici e ci sono centri di questa organizzazione. All’inizio ero molto perplesso, non solo perché temevo di non essere in grado di reggere la fatica fisica imposta da questi luoghi disagiati, ma anche perché la mia filantropia non era arrivata ad immaginare una sfida del genere. Alla fine mi sono fatto convincere e ci ho provato. E’ stata un’esperienza indescrivibile: molto dura ma anche emozionante, con emozioni che non provavo da tanto tempo. Mi sono sentito utilissimo, ho toccato con mano le differenze del mondo, ho conosciuto realtà che mai avrei immaginato esistessero e persino sul lato professionale mi sono accorto che avevo bisogno di migliorarmi, di studiare cose che non conoscevo. Dopo due esperienze di questo genere posso dire che è stato un vero modo per rigenerarmi, non avrei potuto immaginare un passaggio migliore verso la mia stagione da pensionato.  In foto: medici in Africa

Fatti ed Opinioni

Scrivere di sé

Ecco un articolo di Patrizia Belleri, psicologa psicoterapeuta che già in passato ha inviato suoi contributi a I ragazzi di sessant’anni:

TagebuchC’è un momento nella vita in cui si sente l’esigenza di scrivere la propria storia e spesso questo momento coincide con l’età dei bilanci, ma anche della voglia di misurarsi con nuove esperienze.

Perché scriviamo? Per esprimere le nostre emozioni, per fugare paure, per condividere; la psicologia ci insegna che scrivere è anche terapeutico.

Giovanna ha iniziato a prendere appunti dopo ogni seduta di psicoterapia. Pensieri, riflessioni, sogni hanno pian piano preso forma, fino a diventare un libro: la storia di un percorso, e la testimonianza di come si può uscire da un disagio. Oggi quel libro è per lei il simbolo della conquista di una vita nuova, anche a sessant’anni.

Marta è giunta in psicoterapia con una richiesta drammatica: elaborare il lutto del suo unico figlio, morto improvvisamente a 36 anni. L’età, la difficoltà a comunicare con il marito chiuso nel proprio dolore, la distanza geografica dalla nuora e dalla nipotina contribuivano a imprigionare Marta in un limbo di dolore e solitudine senza via di uscita. Un giorno mi espresse il rammarico per il fatto che la sua nipotina, rimasta orfana ad appena quattro anni, non avrebbe mai saputo nulla del padre e anche la mamma le avrebbe raccontato ben poco, avendolo incontrato poco prima della sua nascita. Le proposi di scrivere. Avrebbe potuto raccontare la storia di suo figlio, lei che lo aveva conosciuto meglio di chiunque altro, e il suo scritto sarebbe stato un dono da lasciare alla nipote: la biografia del suo papà. Marta accolse con riluttanza la mia proposta, ma poi il progetto prese forma e, pagina dopo pagina, avvenne un piccolo miracolo: far rivivere attraverso la scrittura il figlio perduto dette significato a una vita che sembrava ormai priva di speranza.

Le esperienze di scrittura introspettiva sono numerose e l’avvento di internet ne ha favorito l’evolversi grazie ai blog. Maria Cristina, una frequentatrice de I ragazzi di sessant’anni, nel suo blog Le parole per dirlo, parla di letteratura, delle sue passioni e anche della malattia: “finalmente sono riuscita a venir fuori dal silenzio e a parlare del mio cancro, un’avventura iniziata nell’autunno del 2011.”

Molte persone come Maria Cristina trovano conforto nella scrittura e condividono la propria sofferenza con altri nelle medesime condizioni. Sonia Scarpante, autrice di diversi libri autobiografici, ha fatto della sua malattia oncologica un punto di partenza per dar vita a numerose attività di supporto e di cura per mezzo della scrittura terapeutica.

Numerose sono le esperienze di approfondimento e di sensibilizzazione della scrittura introspettiva, attraverso corsi e scuole specifici.

In Italia, Duccio Demetrio ha fondato la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, una fucina di idee e iniziative, punto di riferimento autorevole sull’argomento.

Specificatamente dedicati ai Senior sono i Laboratori di Narrazione tenuti da Stefania Freddo presso l’Associazione Nestore.

Scrivere, dunque, può rappresentare una risorsa di cui i Senior possono far tesoro per valorizzare e approfondire la conoscenza di sé e anche affinare la capacità di ascolto e condivisione con gli altri.

Le Vostre Storie

Come faccio a riconvertirmi sul lavoro ?

Da parte di Lucia: Sono Lucia, ho 58 anni e sono architetto. Da un anno non mi entra più un lavoro con la crisi che c’è, peraltro dal 2010 sono sola a condurre casa e due figli che studiano a woman-grey-hair-office-co-workersFirenze e non lavorano, con un ex-marito disoccupato che quindi delega tutto a me, fin tanto che ho lavorato. Adesso sono nel panico perche vista l’età, non riesco a ri-convertirmi in altro modo.
Ho fatto la cuoca, la cameriera, la sommelier…ma sono state tutte situazioni molto momentanee. Adesso non ho niente per le mani…e non so come fare.  In foto: una donna senior al lavoro

Fatti ed Opinioni

Il salvadanaio delle famiglie

Tutte le indagini mettono in evidenza che il principale ammortizzatore sociale di questi anni di crisi sono state le famiglie. All’interno delle famiglie, a fronte dei redditi dei più giovani che senior-coppia-e-felice-un-sacco-di-soldispesso non consentono l’autonomia, i redditi e i risparmi degli over50 (fino agli ottantenni e oltre) sono quelli che più contribuiscono alla gestione economica familiare, costituendo il vero salvadanaio delle famiglie. Si sta però facendo strada una preoccupazione crescente sulla capacità di mantenere nel tempo questa “riserva”, sia tra i già pensionati (anche tra coloro che hanno goduto di un discreto benessere ma che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi il patrimonio), sia tra coloro che inizieranno a percepire l’assegno pensionistico dopo i 65 anni. Fino a quando i senior potranno funzionare da “salvadanaio delle famiglie” ?

Fatti ed Opinioni

L’emigrazione dei capelli grigi

Notizia Ansa del 21 agosto 2014, sotto il titolo: “Non solo fuga giovani, nuova emigrazione ha capelli grigi”:

aereo 3“Nel periodo 2007-2013, dall’Italia sono emigrati all’estero in 620mila, quasi il doppio rispetto ai 7 anni precedenti. Solo nel 2013 hanno varcato i confini oltre 125mila adulti. Diversamente dal passato però, il nuovo boom di espatri è trainato da emigrati con i ‘capelli grigi’: negli anni della crisi l’incremento degli espatriati italiani con un’età tra 40 e 49 anni è stato pari al 79,2%. +51,2% nella fascia 50-64 anni. Emerge da una ricerca del Centro studi Cna”.

Da capire se si tratta più di un’emigrazione lavorativa (ad esempio, il tecnico specializzato che viene inviato dall’azienda a lavorare all’estero) o più di un’emigrazione dei pensionati che, come illustravano alcuni dati dell’Inps di mesi fa, si trasferiscono all’estero e lì si fanno inviare la pensione (scelta di vita spesso condizionata da ragioni economiche ma anche dal piacere di trovare luoghi piacevoli dove vivere). In entrambi i casi, testimonianza non solo del periodo di crisi, ma anche della nuova mobilità e iniziativa dei senior.

Le Vostre Storie

E sogno ancora

Scrive Nina: Ci siamo conosciuti nel 2000 ma non ho creduto alle sue parole. Cinque anni dopo mi sono resa conto che era tutto ciò che avrei mai potuto desiderare dalla vita; abbiamo avuto una Julie-De-Waroquier-Un-raggio-di-sole-300x300stupenda storia d’amore che lui ha voluto troncare in giugno quando mi ha detto che per me non c’era più tempo. Ora non vivo più e cerco di darmi una motivazione per aprire gli occhi la mattina ed affrontare il mio mondo: i nipotini, i figli, i miei genitori, il mio lavoro ma soprattutto la mia solitudine. E’ come se il tempo fosse scaduto e rimane solo una ingombrante solitudine da vivere e non ho più la forza di guardare avanti. Riesco solo a piegarmi su me stessa cercando di andare avanti. Di amici alla mia età è difficile trovarne, condividere interessi senza essere fraintese , quasi impossibile. Spero in un raggio di sole.  In foto: Juile De Waroquier: Un raggio di sole

Fatti ed Opinioni

Vacanze estive

Parlo con Stefano di questa strana estate che richiede, per lo meno a chi si trova nel Nord e in molte zone anche del Centro Italia, di indossare il golfino e di non dimenticare a casa l’ombrello.

“Macché vacanze! – mi dice il 64enne Stefano – L’estate quest’anno non c’è stata, ma non è solo questione di tempo inclemente, anche l’anno scorso che c’erano invece le solite temperature estive e il solito sole non riuscivo a pensare all’estate come ad un periodo di vacanza. Ormai, da quando non ho più i classici orari e ritmi di lavoro, l’agosto per me è un mese come tutti gli altri, l’unica differenza è che se per caso ti viene in mente di fare un viaggio paghi il doppio. D’estate mia moglie ed io ci spostiamo nella casa che abbiamo fuori città per non soffrire troppo il caldo, cosa che quest’anno avremmo potuto benissimo evitare. Ma anche quando siamo fuori città le abitudini non cambiano e le giornate scorrono come al solito.”

Le vacanze sono interruzione di ritmi e stili di vita, riposo dal lavoro, cambiamento rispetto al quotidiano, scoperta di qualcosa di diverso, momento dedicato alle proprie passioni. Se non c’è niente di questo fai fatica a pensarti in vacanza.  Per Angela, che a 60 anni è ancora pienamente  impegnata nella sua attività professionale, le vacanze estive sono ancora un periodo speciale, di “stacco” dai pensieri e dagli orari quotidiani, ma anche lei, che pure amerebbe molto viaggiare, preferisce programmare le vacanze da turista in altri momenti dell’anno. “Ho la fortuna di poter godere di una casetta al mare di famiglia – racconta Angela – Con i miei fratelli siamo d’accordo che le due settimane centrali d’agosto la uso io. Le vacanze le dedico più volentieri a viaggiare ma per i viaggi mi sembra più furbo prendermi una settimana in periodi meno affollati di turisti. Così le due settimane d’estate smetto di pensare alle preoccupazioni di lavoro, faccio passeggiate e mi dedico a fare la cuoca per i figli che vengono a trovarmi con i nipotini, cosa che durante il resto dell’anno non faccio mai. Anche questa è vacanza.”

Diversa l’esperienza di Regina, 62 anni appena compiuti: “Mai vista così tanta gente in città durante l’estate! – testimonia Regina – Per me è sempre stato proibitivo fare lunghe vacanze durante l’alta stagione quindi sono abituata a passare la maggior parte delle ferie estive in città. Tutto sommato, non mi dispiace: si respira un ritmo più rilassato, ti fai una passeggiata in più in centro e le occasioni per vedere una mostra o per andare a vedere un bel film non mancano. Le vacanze vere sono quelle dello spirito e della mente. E più passano gli anni, più te ne rendi conto!”

Tre modi diversi di vivere l’estate da parte di tre senior.  Che vada ripensato il concetto stesso di vacanza, per i senior ?  In foto: due senior in vacanza

 

Le Vostre Storie

Voltare pagina

Scrive Rossella: Tra pochi giorni compirò 55 anni. Non me li sento, non mi sono mai sentita gli anni che ho. Però stavolta mi sento sulla soglia: ho appena chiuso la mia attività lavorativa, gestivo un asilo nido che ha dovuto chiudere in seguito alla crisi economica; mio marito ha perso il lavoro un anno e mezzo fa e non è riuscito a trovare più nulla se non qualche consulenza (era un dirigente d’azienda) e ormai ha sessant’anni. Stando molto attenti alle spese possiamo vivere fino a quando gli daranno la pensione e quindi non siamo disperati. Però mi chiedo quale sarà la mia vita per i prossimi 10-15 anni. Mio marito, che ha già passato questa fase, progetta ingaggi come velista e mi vuole con lui (anch’io ho un passato da velista), ma non mi piace l’idea di andarmene in giro per il mondo con estranei e, forse, rischiare la vita, sicuramente dovermi adattare a ritmi ed esigenze che non sempre mi piaceranno. E poi i nostri figli, tutti tra i 21 e i 25 anni, per un motivo o per l’altro hanno ancora bisogno di noi. Mi piacerebbe realizzare un vecchio progetto di scrivere un libro, perché scrivere è sempre stata una componente della mia vita, ma non voglio ingrossare la schiera degli aspiranti scrittori senza talento. Forse lo farò solo per me, ma … è un momento di grandi interrogativi. Lo so, qualcuno dirà: ma come, puoi permetterti di non lavorare e ti lamenti; fai volontariato (lo farò), dedicati a tuo marito… Ecco, ho la sensazione che sia un momento di cambiamento anche di coppia, adesso che non ci sono più i ritmi professionali: io vorrei fermarmi un po’, lui vuole andare.  In foto: “Sulla soglia”, scatto di Mariarosa Lombardi.

Fatti ed Opinioni

Appassire con stile

Una riflessione e una bella metafora inviata da Silvia Ghidinelli:  “Osservo il fiore di magnolia che mio genero mi ha raccolto dal loro bell’albero e che ho messo nell’acqua in un vaso, solo ieri. Era bella, turgida, gonfia, di un raffinatissimo bianco avorio e profumatissima.

Oggi  i suoi petali sono striati di un bel color tabacco, sempre eretta e sempre profumatissima. E’ bellissima, ma nella mia mente la ricordo bianca e innocente e quella di oggi  mi pare brutta, perché la mia mente la paragona a quella del giorno prima…. Voglio invece apprezzare la bellezza della magnolia di oggi, senza pensare a com’era….

E mi pare che sia così pure  per l’invecchiamento: è il pensiero di come eravamo fisicamente che ci fa sentire spesso inadeguati, da noi stessi e dagli altri. Invece sono belli i senior con le loro rughe, i capelli sale e pepe, con la loro forza interiore, così come la magnolia conserva intatto tutto il suo inebriante profumo. E ringrazio questo blog che ci aiuta ad essere consapevoli di apprezzare il nostro stato di “ ragazzi di sessant’anni” e oltre.”

Le Vostre Storie

Una vita che vive ancora

Da parte di Carlo: Sono del”43 e vado per i 71. Nato con destino agricolo a 30 anni mi sposo e faccio il primo cambio di vita diventando agente di commercio, negli anni progredisco e cambio mentre nascono tre figli. A 51 mia moglie di cui ero innamorato come il primo giorno mi lascia stroncata dal cancro. Due anni dopo ho il bisogno di reinventarmi lavorativamente e ritorno a fare l’agente fino a 60 anni cessando per motivi pensionistici e trovando un rapporto da co co pro che fra vari rinnovi dura fino ai 70 anni compiuti e non mi viene rinnovato all’ultima scadenza per motivi legati alla crisi dell’azienda. I figli sono diventati grandi ed hanno una loro vita com’è giusto, io negli anni ho provato a rifarmi una vita ed attualmente frequento da anni una donna con cui stiamo pensando di convivere..io dovrei sentirmi appagato abito a casa mia ed ho una pensione..ma il fatto di essere fuori dal mondo produttivo mi fa vivere malissimo e le giornate sono interminabili….non ho hobby… le mie amicizie sono rimaste tali ma i rapporti sono rarissimi (ognuno preso dai suoi guai) ho anche provato a cercare una occupazione ma il mio annuncio si perde in mezzo alle migliaia di quelli dei giovani…quando sono con delle persone anche giovani avverto una grande ed affettuosa simpatia nei miei confronti ma poi finisce li; il mondo mi sembra girato dall’altra parte….      In foto: voglia di vivere