Posts Tagged: amore

Padroni del proprio tempo

Per caso ho trovato questo interessante blog, mi presento mi chiamo Angelo e ho 65 anni, fisicamente mi difendo, quello che vorrei comunicare a quelli che hanno la mia età, è quello di fiori sull'acquafare tesoro di tutte le esperienze fatte nel proprio tempo, dico proprio e non nel tempo rubatoci da molte vicisitudini negative che la vita ci ha fatto affrontare.

Vivere il proprio tempo è essere sempre se stessi e non quello che il sistema vorrebbe che fossimo, essere se stessi significa dare veramente per ciò che siamo per ricevere ciò che vorremmo, cioè L’amore. L’amore non ha tempo ma percepirlo nel nostro tempo può fare miracoli, in ogni senso. Un saluto caloroso a tutti voi. Angelo

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Una brutta storia…

… di cui sono io il responsabile. Primavera dell’anno scorso: l’associazione di cui faccio parte organizza tre giorni di viaggio ad Assisi e ci andiamo in trenta, giovani e meno giovani, il più anziano ha 78 anni, il ragazzo più giovane 24. Il clima tra noi è bellissimo, c’è un’atmosfera fuori dal comune, quasi incantata. Io di anni ne ho 66, credo di portarli burrascabene e in quei giorni mi sento particolarmente vitale. Scherzo con tutti, faccio battute, aiuto chi ne ha bisogno. E mi accorgo che una delle donne del gruppo, vent’anni meno di me, è particolarmente piacevole e intrigante. Anche lei non è indifferente al mio stato di grazia di quei giorni, mi si avvicina spesso, parliamo molto, c’è intesa. Potrei fermarmi a questo stadio e in effetti mi passano per la mente pensieri saggi, tipo che alla mia età bisogna andarci cauti o che a casa mi aspetta una moglie a cui voglio bene. Invece sono proprio preso dal sacro fuoco e perdo completamente la testa per questa donna. Quando la gita finisce e torniamo a casa, passo settimane in cui non mi riconosco più, il pensiero fisso è per lei, continuo a chiedermi come ci si può innamorare alla mia età, trovo scuse in continuazione per non stare a casa la sera. Non mi importa niente né del passato né del futuro, è importante solo il presente e quello che sto vivendo. Mia moglie ovviamente si accorge che è successo qualcosa e non so mentirle. Sta molto male e subito mi chiede di trovarmi un altro posto dove andare a dormire. Passano pochi giorni e succede il peggio: la donna di cui mi sono innamorato sparisce, non risponde più alle telefonate, agli sms, alle mail, chiedo agli altri dell’associazione e nessuno ne sa più nulla, a casa sua dove vive da sola non risponde nessuno. Desaparecida. Anche in associazione sono preoccupati e le sue amiche non ho fatto in tempo a conoscerle. Passano due settimane di angoscia e di paura, poi mi avvisano che è ricomparsa. Mi precipito, e lì mi affronta dicendomi quel che ormai temevo: ci ho pensato, dovevo essere da sola per pensarci per questo sono andata via, io non sono innamorata di te e non credo che la nostra relazione possa avere un futuro, mi spiace. Insomma, mi scarica e io passo dalla disperazione più nera all’autocommiserazione. Perdo chili e la faccia mi diventa scavata. Mia moglie non vuole più sentir parlare di me e trovo ospitalità da un vecchio amico. Dopo qualche altra settimana il sentimento prevalente è che mi sento un cretino, un cretino che si è andato a buttare in una situazione che poteva solo finire così. Intanto rifletto anche su come il rapporto con mia moglie fosse fragile, inaspettatamente fragile dopo tanti anni di matrimonio. E così i giorni passano. E io a questo punto non riesco più a guardare avanti.

Questa storia é stata pubblicata anche su www.osservatoriosenior.it

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Alice si meraviglia

Scrive Ilaria: Sono una donna di 64 anni. Ho dedicato la mia vita all’insegnamento e allo studio, all’approfondimento di tante problematiche che via via si presentavano sul mio percorso. Ho amato alcuni uomini, ma per un motivo o l’altro alla fine ci si allontanava. Lo ammetto, dopo poche storie fallimentari giovanili, non mi sono più impegnata tanto.
les_amoureux_sur_bancDa un anno sono in pensione e mi occupo a tempo pieno dei miei genitori molto anziani e bisognosi di assistenza.
Essendo abbastanza sola e costretta in casa, ho cominciato a iscrivermi a qualche socialnetwork.
Ho conosciuto un uomo che mi ha conquistato al telefono e con mail dolci ed appassionate. Il giorno in cui dovevamo conoscerci, la mattina mi rivela nella mail che aveva sognato che mi perdeva, mi allontanavo come la sua adolescenza. Ci siamo conosciuti. Ci siamo piaciuti. O meglio lui a me è piaciuto fisicamente. Dopo però son finite le lettere appassionate. Al secondo incontro ho capito di trovarmi di fronte ad un narcisista (mi è sempre interessata la psicologia). Ora mi sembra di essere tornata agli amori tormentati di gioventù. Da una parte vorrei interrompere la relazione perché temo che mi farà soffrire, dall’altra penso che sono abbastanza matura (e vaccinata) per accoglierlo anche se ad intermittenza.    Cosa voglio? Un futuro da condividere.

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E sogno ancora

Scrive Nina: Ci siamo conosciuti nel 2000 ma non ho creduto alle sue parole. Cinque anni dopo mi sono resa conto che era tutto ciò che avrei mai potuto desiderare dalla vita; abbiamo avuto una Julie-De-Waroquier-Un-raggio-di-sole-300x300stupenda storia d’amore che lui ha voluto troncare in giugno quando mi ha detto che per me non c’era più tempo. Ora non vivo più e cerco di darmi una motivazione per aprire gli occhi la mattina ed affrontare il mio mondo: i nipotini, i figli, i miei genitori, il mio lavoro ma soprattutto la mia solitudine. E’ come se il tempo fosse scaduto e rimane solo una ingombrante solitudine da vivere e non ho più la forza di guardare avanti. Riesco solo a piegarmi su me stessa cercando di andare avanti. Di amici alla mia età è difficile trovarne, condividere interessi senza essere fraintese , quasi impossibile. Spero in un raggio di sole.  In foto: Juile De Waroquier: Un raggio di sole

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Nuovi orizzonti

Scrive Nicole: Francese, quasi 62enne, da molti anni in Italia, prima per lavoro in un’azienda francese a Roma poi per matrimonio in Liguria. Mi sono sposata a 40 anni con un piccolo imprenditore di 14 anni più grande, commettendo l’Errore della mia vita: licenziarmi. Infatti, dopo 2 anni, mio marito è fallito. Eravamo sul lastrico. Ha aperto un bar, a nome mio, e neanche questo è andato bene con penose conseguenze finanziarie per me. Anziché rimboccarsi le maniche, è scivolato nell’alcolismo. E’ da quel periodo che viviamo da separati in casa, né dormiamo né prendiamo i pasti insieme. Solo l’amore per i miei animali ed il mio orgoglio innato mi hanno dato la forza di andare avanti. Otto anni fa ho trovato un lavoro come operatrice in un call center, lavoro penosissimo e mal pagato ma a tempo indeterminato. Poi, 4 anni fa, ho conosciuto l’amore-passione per un mio coetaneo…non libero. Gioia e dolore insieme ma…vita. Sentirsi bella e desiderata alla mia età è fondamentale, rialza l’autostima. Ora non so cosa sarà della mia vita. Avrò finalmente la forza di lasciare marito e amante per nuovo orizzonti? (ma mai i miei animali). La Fornero mi costringe a sopportare per altri 2 anni l’inferno del call center. Poi, chissà… Leggere Voi è stata una scoperta, bellissima, spero poter scambiare pareri con Voi. Grazie

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Inquieta, ribelle, forse folle o forse no

Scrive Laura60: Dopo gli anta si manifestò la mia “follia”, almeno così qualcuno la chiamò, così l’avrebbe chiamata mia madre se fosse stata in vita. La follia forse era solo un modo, l’ultimo che inconsciamente mi rimaneva per essere ascoltata, capita, accontentata e sì, io volevo solo essere “accontentata”ogni tanto e che si capisse che siccome mi comportavo da madre, donna, moglie quasi perfetta e ci credevo in questo allora avrei voluto ogni tanto uscire da questi schemi…non per fare cose che potessero nuocere, ma solo per non intristirmi in una vita dove mio marito con l’appoggio anche di mia madre dava la priorità ai figli, ai genitori, al lavoro e sacrifici vari. Essendo poco ascoltata caddi in depressione cosa di cui comunque non do colpa agli altri, magari fa parte del mio dna, ma certamente i mei non mi hanno molto aiutato in questo senso. Ho dovuto cavarmela da sola, attacchi di panico compresi, periodo terribile. Poi le vicende della vita: malattie gravi dei genitori, responsabilità dei figli , tradimento di mio marito, mi portano a darmi coraggio e infatti li affronto alla grande. I figli poi crescono, i genitori non ci sono più, ho perso tanti amici, mi dico basta e riprendo in mano la mia vita…comincio a uscire con qualche amica conosciuta nel web puntualmente, non so perchè, giudicata puttana da mio marito… Non so il perchè, vado a ballare, conosco una persona e mi innamoro, faccio follie anche se con qualche momento d’ansia, ma è come una seconda giovinezza…week end, serate romantiche, comincio a disamorarmi anche se già forse lo ero di mio marito, non frequento più sua madre donna possessiva e autoritaria, insomma mi diverto! Noto con piacere..a 57 anni di piacere ancora..poi il crollo, la cosa si sa, mio marito fa il pazzo, quindi la vergona nei confronti dei suoi parenti.. Anche se si sa che “chi non ha peccato scagli la prima pietra” iniziano anni di inferno, ma non mi lascia, “mi perdona”, un perdono che io non ho chiesto perchè non mi sentivo in colpa, lui poi cambia un po’, capisce anche se non lo ammette apertamente che le colpe sono reciproche, diventa più mansueto e comprensivo con me ed io cambio, divento più gentile e ricomincio a fare “la donna per bene che tiene in piedi la famiglia”.  La persona di cui ero invaghita sparisce, soffro la mancanza ma poi dimentico. Ora la situazione in casa, con una figlia di 35 anni che vive con me e l’altro fuori, è tornata alla normalità o quasi, ma io non rinuncio ai miei piccoli svaghi “leciti”. Non fequento altri uomini però, anche se a volte mi pesa perché mi toglie tempo ad altre cose con cui mi sentirei realizzata, ad esempio ho l’hobby delle foto. Cerco cmq di accontentare la famiglia dove del resto io non lavorando penso sia anche mio dovere dare il mio contributo.Però, e adesso concludo, da un po’ di tempo gli attacchi di panico anche se a periodi sono ricominciati. Beh, avrei voluto scrivere: “e vissero tutti felici e contenti”… no:  “e vissero tutti SERENI e contenti delle piccole cose che la vita, che è dura per i più…ci offre”

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Dopo trent’anni

Scrive Vittoria: “Ci siamo ritrovati dopo trent’anni: eravamo amici e ragazzi un po’ timidi; ora lui è diventato un uomo vero, ma purtroppo sposato e deciso a mantenere saldo il suo matrimonio, nonostante la moglie sia diventata una sorella per lui.

Io sono sola e constato che c’è in lui un affetto sincero. Viviamo a 30 km di distanza, ci sentiamo ogni giorno al telefono e ci vediamo una sola volta alla settimana per due ore. Abbracciarci e baciarci e anche qualcosa in più è bellissimo per entrambi, ma io, sola per il resto del tempo, soffro e vivo nell’incertezza e nel timore che una fine prossima di tutto cio’ mi possa fare molto male. Che fare? Non ho mai capito prima d’ora un rapporto con un uomo sposato. Eppure ad entrambi un rapporto cosi sincero ed appagante anche nel dialogo non era mai capitato. Vorrei opinioni sincere da persone sensibili.”   In foto: Renoir, “Gli amanti”, 1875

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L’amore a settant’anni

Ospito volentieri questo articolo di Patrizia Belleri che commenta il bel libro “L’amore a settant’anni” di Vanna Vannuccini.

C’è un limite di età per innamorarsi e per vivere una sessualità libera e appagante? C’è sempre tempo per amare, ma soprattutto per vivere con significato tutte le stagioni della nostra vita, anche quando si è “vecchi abbastanza da scambiarci gli occhiali al ristorante per leggere il menu”.

Vanna Vannuccini, giornalista attenta alla questione femminile, fondatrice negli anni 70 della rivista Effe, la prima testata femminista in Italia, affronta l’argomento con un tocco lieve, sempre attenta a non scivolare in prese di posizione definitive. 

Questo libro nasce da un incontro tra vecchie amiche, entrambe giornaliste, in una spiaggia toscana, a chiacchierare del tempo che passa e delle amiche comuni, fino a scoprire che molte di loro stanno vivendo amori appassionati e appaganti esperienze sessuali.  Da qui, l’idea di far parlare donne diverse per età, cultura e ceto sociale, raccogliendone le testimonianze. Fanno parte della generazione di donne che per prime hanno studiato e hanno conquistato un posto nel mondo produttivo. Sono state protagoniste di tante rivoluzioni culturali e sociali, hanno scelto il partner con cui condividere la vita e molte hanno avuto anche il coraggio di por fine a  relazioni ormai prove di significato.   Oggi si sono affrancate da una antica abitudine: valutare se stesse attraverso lo sguardo di un uomo.

L’Autrice racconta vicende a lieto fine, o sfociate in cocenti delusioni, e anche contrastate: sì, perché il pregiudizio è duro a morire e spesso i figli, o l’ambiente circostante, giudicano sconveniente l’amore maturo e lo ostacolano.

C’è chi ritrova l’amore dell’adolescenza e scopre una magia: una sorta di “doppia visione”, come la chiama la sessuologa Judith Wallerstein, grazie alla quale si sovrappongono la visione idealizzata dei ragazzi di allora con quella della donna e dell’uomo maturi di oggi: accade a Phil e Sally, che si sono amati cinquant’anni fa e oggi si ritrovano, forti dell’amore di allora, temprati dalle vicende della vita: “Ricominciamo da qui, tutti e due abbiamo il nostro passato, questo è un nuovo inizio per entrambi”. E che importa se i figli li prendono benevolmente in giro.

Non mancano le delusioni, come accade a Caterina. Poco avvezza a padroneggiare il forte impatto emotivo della comunicazione on line, vive una storia d’amore virtuale, fatta di palpitazioni, tormentate attese di e-mail che non arrivano, fino al crollo finale delle illusioni.   E c’è anche chi non riesce a sottrarsi alla potenza del pregiudizio che si fa crudeltà, anche da parte dei figli.  Accade a Domenica, contadina della campagna ciociara, che  vede sfumare da ragazza il sogno del matrimonio per amore e che, quando questo sogno di profila di nuovo a ottant’anni, viene bruscamente riportata alla realtà dai figli ottusi e insensibili.

Le storie parlano dell’amore tra uomini e donne che hanno saputo guardare oltre il pregiudizio secondo cui le rughe e il corpo che cambia non sono compatibili con la voglia e il diritto di amare ed essere amati. Si può riscoprire una nuova stagione dell’amore, soprattutto se questa è sostenuta anche da valori forti, quali la stima, la complicità, la curiosità intellettuale. E’ una stagione tanto più bella e struggente poiché si ha la consapevolezza che il tempo che rimane è poco, e va vissuto significativamente.

“L’immagine che questi rapporti ci richiamano alla mente è quella del raggio verde – quell’ellisse, quel fascio di luce brillante che compare qualche volta sopra il sole al tramonto – visibile per pochi secondi mentre il sole scende sotto l’orizzonte e cade l’oscurità. Ma forse non è solo l’ultimo raggio del sole che tramonta, hanno detto alcune delle donne intervistate: potrebbe essere il primo di un nuovo sole, che illumini rapporti diversi tra uomo e donna. (pag.16).”

Nell’illustrazione: la copertina del libro di Vanna Vannuccini, L’amore a settant’anni, Feltrinelli, 2012.

Questo articolo viene pubblicato anche su http://www.patriziabelleri.it/ e nel blog “I nuovi senior” dell’International Business Times http://it.ibtimes.com/blogs/i-nuovi-senior/

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L’isola che non c’è

Da parte di Daniela: Io 56, lui 65, entrambi serenamente sposati con altre ottime persone, per pura casualità abbiamo lavorato 15 giorni insieme e ci siamo…innamorati? Piaciuti? Amati? Non ne ho idea. Sicuramente abbiamo entrambi voglia di rivederci e di riprovare le sensazioni provate nelle due settimane e specialmente l’ultima sera quando, sfidando mal di schiena e reumatismi, abbiamo fatto le 4 su di una panchina, abbracciandoci e scambiandoci tenerezze e, l’indomani, lui mi ha detto “ieri ti ho amato”. Un vero bacio no, lui non ha voluto, mi ha detto “se ti bacio non me ne vado più ma se ci rivedessimo finiremmo a letto in 5 minuti”. Io non ero del tutto d’accordo ma …. Viviamo molto lontani e tra qualche giorno avremmo occasione di rivederci e, se lo volessimo, sicuramente potremmo passare la notte insieme. Ci stiamo scrivendo dolci sms però non capisco: perché mi scrive che mi pensa troppo e poi però mi manda rari sms? Che ha voglia di sentire la mia voce ma non mi telefona? Che io gli posso scrivere “tutto quello che mi dice l’immaginazione” ma non risponde alla mia domanda” posso usare la tua mail”? (per sms è complicato!) Insomma, come del resto mi succede da 56 anni, io non capisco gli uomini. Cosa spero raccontandovi la mia storia? Che ci sia qualche affascinante 65 enne che mi dia una spiegazione sul modo di amare alla nostra età, un abbraccio a tutti.

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Troppo stagionato?

Da parte di Tiziano: E’ una cosa che mi chiedo in continuazione in questi giorni: sono troppo “stagionato” per buttarmi in una nuova relazione stabile con una donna ? Ne compio 65 tra poco e alle spalle ho un lungo periodo da single, fino ai quarant’anni, poi finalmente mi sono innamorato di quella che è diventata la mia compagna, ma è durata “soltanto” dieci anni e poi abbiamo capito che non poteva continuare. Dopo questo, che per me è stato il rapporto sentimentale più importante della vita, sono tornato a stare da solo. In questi anni non sono mancati dei rapporti affettuosi con altre donne, ma lo sapevo che non ero veramente preso da queste storie. Finché mi è stata presentata da un’amica una persona che ho trovato subito fantastica, con cui ci siamo intesi all’istante e…va bé diciamolo, mi sono innamorato perso. Anche lei ha ricambiato gli stessi sentimenti e stiamo iniziando a frequentarci. Lo so che uno dovrebbe dirsi: sei fortunato, goditela e non farti problemi. Io invece mi faccio venire un sacco di dubbi, perché mi domando se ho ancora l’età per costruire una vera coppia, ad esempio per immaginarmi di andare a vivere sotto lo stesso tetto. Non riesco a nascondermi le difficoltà e le paure di una relazione stabile. Lei ha dieci anni meno di me, è ancora impegnata nel lavoro e la natura alla mia età non perdona, dieci anni di differenza andando avanti saranno tanti. E poi confesso che temo un po’ di senso del ridicolo, ad esempio nei confronti dei suoi figli, nel comportarci come una coppietta di ventenni. E’ vero che a cuor non si comanda ma l’età dovrebbe portare saggezza…  In foto: coppia senior innamorata.

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