Posts Tagged: benessere

Non è più l’età di sognare la luna

Forse qualcuno ci è arrivato più presto di me a vivere con serenità. Io ci sono arrivato negli ultimi anni, a cavallo proprio dei sessant’anni. Sono sempre stato un tipo irrequieto, dinamico, con tante idee e iniziative in cui ho sempre messo anima e corpo. Non mi bastava la casa che avevo, anche se era abbastanza grande, così non ho avuto pace finché non sono riuscito ad averne una ancora più grande. Ma quando l’ho avuta non mi diceva più niente. Sul lavoro mi chiedevano tantissimo e io davo tantissimo, però poi mi stancavo subito e andavo alla ricerca di qualcosa di meglio. Nella mia cittadina dove abitavo fino a pochi anni fa mi sono dato da fare per la squadra di calcio locale, fino a diventare il presidente. Quando lo sono diventato a quel punto era diventato solo un impegno che non mi metteva più nessun entusiasmo.  Tutto così. Anche con mia moglie, a cui avevo fatto un filo spietato per anni prima che si decidesse a mettersi con me, dopo ho sempre portato rispetto ma la davo per scontata.
Poi negli ultimi anni c’è stata la svolta…forse davvero l’età aiuta. Ho cominciato a essere contento di quello che avevo, di quello che ero, e a smettere di sognare la luna, perché la luna poi non la raggiungi e se la raggiungi non è bella come l’immaginavi. Continuo ad essere dinamico, non sto mai con le mani in mano, ma non sono più ossessionato dall’idea di raggiungere qualcosa di più. Oramai quel che potevo raggiungere l’ho raggiunto, se mi guardo indietro direi che ho di che essere contento e se guardo all’oggi mi sento appagato. Probabilmente è questa la felicità che si può raggiungere a sessant’anni.

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Consumatori senior

Stiamo diventando, noi senior, il mercato più importante ?

1. La scorsa estate ho perso il mio cellulare, così insieme alla necessità di avere una nuova card mi sono ritrovato a vagliare una serie di cellulari, smartphone e altre diavolerie che mi venivano mostrati nei negozi specializzati.  Confesso, non sono un amante dei prodotti tecnologici, ma quando poi capisci che ti condizionano la vita quotidiana stai attento a quello che compri. Dopo un paio di lezioni prese da mio figlio mi sono sentito pronto per andare a chiedere informazioni nei negozi. Dove ovviamente ho fatto una figuraccia. Nel senso che non avevo mai la risposta  pronta alle domande tecniche che i venditori mi ponevano per capire su quale modello dovevano indirizzarsi. Mentre la loro attenzione era tutta concentrata sul descrivermi le meraviglie di prestazione degli attrezzi che mi volevano vendere, la mia era invece innanzitutto rivolta a quanto numeri e parole sul display fossero abbastanza grandi e quindi sufficientemente visibili anche se per caso non avessi avuto con me gli occhiali.                I venditori erano tutti molto giovani. Qualcuno si spazientiva subito e passava al cliente successivo in pochi minuti, qualcun altro, più paziente, mi spiegava e rispiegava col tono rassegnato. Ecco, anche se erano probabilmente tutti molto bravi ed ero contento di vedere dei giovani che lavoravano, io in quel momento avrei desiderato un coetaneo che avesse il mio stesso retroterra e che quindi potesse capire al volo tutte le mie titubanze.  Per non dire dei prodotti in sé, che se invece di complicarmi la vita con diecimila funzioni me l’avessero semplificata con le dieci per me essenziali, avrei davvero pensato ad un progresso dell’umanità. Eppure non credo di essere l’unico di questa popolatissima generazione ad avere queste esigenze, come mai chi produce e vende telefonini & simili non si è ancora dato una mossa ?

2. Nell’alimentare questo blog, vado sempre alla ricerca delle foto con cui corredare i testi.  E’ facendo queste ricerche che mi sono accorto che scovare delle foto di senior è piuttosto difficile.    Provate anche voi. Troverete a migliaia immagini di giovani e di quarantenni e a centinaia immagini di anziani “veramente anziani”.  Ma se il vostro intento è di rappresentare un 55-75enne le cose si complicano.  Anche la pubblicità tradizionalmente propone prodotti attraverso delle figure giovani. Solo recentemente stanno crescendo di numero gli spot in cui i protagonisti sono dei senior e le agenzie specializzate comunque utilizzano ancora con grande parsimonia i modelli delle nostri classi di età.  Ma non stiamo diventando, noi senior, il mercato più importante per dimensione e disponibilità di spesa ?

3.  Qualche giorno fa Pubblicità Italia titolava: “Gli active senior spingono l’economia”, spiegando: “Il Giappone si muove velocemente per meglio rispondere e sfruttare la domanda di una popolazione sempre più anziana e con maggiori risorse economiche tanto che gli over 60 valgono ormai il 44% dei consumi”.  Nello stesso pezzo firmato da Armida Cuzzocrea si diceva:  “Con una struttura demografica molto simile a quella italiana, in cui gli anziani stanno diventando maggioranza, il Paese del Sol Levante si è preparato in anticipo per offrire ai 6,6 milioni di baby boomers che quest’anno gireranno la boa dei 65 anni prodotti e servizi tagliati su misura: come NTT DoCoMo, la compagnia telefonica che ha sviluppato uno smartphone tale e quale a quelli più avanzati, ma con icone più grande e un menu pre-installato dei siti web più utilizzati, o come il department store Mitsukoshi che propone lunghi week end di lusso sul Fujiama…o come i supermercati Family Mart che dal 2010 hanno modificato la loro strategia di marketing per offrire prodotti e servizi ad hoc per gli over 50”.     Il mondo è ormai globale. Di sicuro si stanno attrezzando anche dalle nostre parti. Però non vedo ancora molti esempi di prodotti e servizi pensati ad hoc per i senior.

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Una impensabile terz’età.

Se a diciotto anni, ossia sessanta anni fa, mi avessero descritto la mia terza età, così come è, non ci avrei mai creduto. All’epoca già di un un sessantenne si comincava a dire che era vecchio.

Forse sarà questione di fortuna,ma ora mi trovo a giocare a tennis con amici ottantenni, e che pretendono pure di vincere. Ho smesso di fumare da quaranta anni, prendo una sola pastiglia per il colesterolo, coltivo l’orto, che mi vango senza problemi, ho tre figli, sette nipoti, che sono il nostro orgoglio.

  Questa estate, dei giorni, ne avevamo per casa cinque. Anche questo aiuta a mantenersi attivi. E quando ai nostri nipoti diciamo che siamo stanchi e vecchi, loro di rimando: no! non siete vecchi. E queste parole ci danno nuova carica.

Ho fatto anche 33 anni di petrolchimico con un lavoro di mio gradimento. Mi è stata concessa una moglie straordinaria, la famiglia è cresciuta nell’armonia, che continua tuttora. Riusciamo a vivere più che dignitosamente con la sola mia pensione. Penso di essere stato molto fortunato. Mia moglie 74,e io 78, non ci sentiamo per niente vecchi.

Nella foto in alto: il 73enne Herbert Kessler partecipa ai campionati nazionali americani di tennis. Nella foto in basso: un nonno con nipote.

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Sonno, memoria ed età

Mi hanno tolto una certezza! Ero convinto che una bella dormita fosse un buon sistema per snebbiare la mente e che il ricordo dei nomi, faticoso soprattutto quando sono stanco, potesse migliorare la mattina appena sveglio. Invece pare proprio, e la cosa è un po’ irritante, che l’effetto benefico del sonno sulla memoria svanisca con l’avanzare dell’età.

E’ quel che sostiene Michael Scullin, un giovane ricercatore della Scuola di Medicina dell’Emory University di Atlanta, riportato da FoxNews.

Il sonno, sostiene Scullin, ha molto più impatto sul magazzino della memoria dei giovani che non su quella dei senior. Infatti, nel corso di una ricerca è emerso che i giovani, dopo una notte di sonno, hanno reagito ad una serie di test di memoria molto meglio che prima del sonno, mentre per le persone più avanti negli anni non vi è stata differenza sostanziale di risposta tra prima e dopo la notte di ristoro.

Fino ad oggi molti studi avevano confermato che una bella dormita ha davvero un effetto positivo sul livello di memoria, ma il problema è che, come spesso accade, tutti questi studi erano stati condotti su ragazzi in età scolastica e non su persone più mature.

Invece nella sua ricerca Scullin ha sottoposto ai test 57 persone tra i 18 e i 22 anni e 41 persone tra i 60 e gli 84 anni. A tutti ha proposto un esercizio di memoria: comunicava a ciascuno coppie di parole (ad esempio la parola “progetto” associata alla parola “fiume”), mandava a dormire e 12 ore dopo verificava se ad una parola (ad esempio la parola “progetto”) la persona si ricordava a quale altra parola era associata (nell’esempio alla parola “fiume”).

Malgrado dormissero grosso modo le stesse ore di sonno, i senior registravano poi una performance di memoria più bassa. Una differenza significativa emergeva in termini di ore di sonno profondo (più alta per i giovani che per i senior), ma questa evidenza secondo il ricercatore non basta a dire che qui sta la ragione della diversa efficacia del sonno sulla memoria delle persone avanti negli anni.

Insomma, era così comodo farsi una bella dormita ed essere convinti che poi si poteva far brillare la mente ! Ora sarò invece costretto ad inventarmi qualche altro metodo (quale?) che mi tenga in forma la memoria.

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Piccoli piaceri

Scrive Roberto: Mi chiamo Roberto, sono un “ragazzo di sessant’anni” (avanzati) e ho appena finito un piacevole periodo di vacanza e relax. Niente viaggi né avventure. Tre settimane sulle Prealpi lombarde, in una casetta vicino a dove abita mia mamma e dove con mia moglie, e una volta anche con i miei figli, siamo sempre andati a far vacanza. E’ un posto dal bel clima, qualche volta rovinato da troppe piogge, ma quest’anno è andata bene anche da questo punto di vista. Lì mi conoscono tutti, la mattina esci e fai due chiacchiere, trovi sempre qualche vecchio amico che ti invita per una passeggiata, oppure il Pino con cui mi metto a discutere di qualunque cosa, come faccio da quasi quarant’anni come se fosse ieri. A me piace cucinare. Io odio il panino al bar che ogni tanto in città mi capita di dover mangiare a mezzogiorno. Lì invece scelgo io le cose da mangiare, prendo dall’orto (c’è un piccolo orto) le verdure di stagione e ogni giorno mi diverto a preparare qualcosa. E’ una vita troppo semplice ? Non lo so, mi sto domandando se fatta per tutto l’anno mi piacerebbe…

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8° Convegno mondiale sull’invecchiamento attivo

A partire da domani 13 sino a venerdì 17 agosto avrà luogo a Glasgow, in Scozia,  l’8° World Congress on Active Ageing <http://www.wcaa2012.com/>, importante appuntamento in cui esperti di varie nazionalità parleranno di benessere e di attività fisica, così come di capacità cognitive e di condizioni di salute. Relazioni scientifiche, testimonianze dirette e dimostrazioni concrete comporranno il menu del Convegno.  Gli abstracts delle relazioni sono pubblicati sul Journal of Aging and Physical Activity (JAPA).

“This world congress will celebrate the diversity of ageing, the benefits and availability of physical activity and exercise opportunities for those entering old age.  It is especially targeted to those in the transitional phase with a highlight on the oldest and frailest population.  Scientists, practitioners and experts from a range of professional interests and disciplines will come together to promote Active Ageing.   
The congress will be of interest to those working in the biological, behavioural and social sciences as well as the fields of medicine, physical and recreational therapy, health, sport and exercise sciences, health education, leisure and recreation and the social and caring services.”

Il Convegno si tiene ogni quattro anni e si aggiunge, nell’anno che l’Unione Europea ha dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra generazioni, a numerose altre manifestazioni su temi analoghi che si stanno svolgendo in molti paesi europei. In Italia una importante manifestazione sull’argomento, dal titolo Festival delle Generazioni, si svolgerà a Firenze il prossimo 13 e 14 ottobre.

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Non mi tingo più

Ti guardi intorno e scopri sempre più capelli bianchi e grigi, non tinti dal parrucchiere e portati con orgoglio.

Moda? Scelta di campo? Scelta estetica? Distinzione generazionale?

Forse un insieme di tutte queste ragioni.

Tante le opinioni lasciate dagli amici sulla nostra pagina facebook: “ogni capello    bianco e ogni ruga una esperienza vissuta….”, “è coerenza, mi fanno abbastanza ridere gli ottantenni neri corvini…la natura è natura, si nasce…vive e muore il più dignitosamente possibile…”, “è avere il coraggio di essere come si è, liberandosi dagli orpelli della vanità”, “i capelli bianchi denunziano saggezza”, “sono eleganti”, “è semplicemente distinzione generazionale con qualche tocco di modernità”, e così via, anche se non manca chi vede nei capelli al naturale una forma di esibizionismo gratuito.

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Lo sport dei senior

“L’inattività fisica ? Uccide quanto il fumo” titolava pochi giorni fa un articolo di Eva Perassi su Corriere Salute riprendendo uno studio scientifico riportato da The Lancet. “Ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell’inattività fisica” è l’allarmante notizia. In particolare, con l’età si opta per stili di vita più sedentari e questo riguarderebbe soprattutto le donne.  “Ci si dimentica di svolgere anche il minimo indispensabile di attività fisica quotidiana. Pari, sostengono gli esperti, a circa 30 minuti di passeggiata blanda almeno 5 giorni a settimana, o a 20 minuti di sport almeno 3 volte a settimana”.

Il sito my-personaltrainer.it spiega con dovizia di particolari che i benefici derivati da una costante attività fisica nella terza età migliorano una serie di organi e di funzioni fisiologiche, in particolar modo quelle dell’apparato locomotore, cardiocircolatorio, respiratorio e nervoso, senza dimenticare i miglioramenti sulla capacità di autocontrollo, di concentrazione, sulla capacità volitiva e di rilassamento.

Ma sarebbe sbagliato pensare che chi fa un po’ di sport e di attività fisica tra i senior sia incentivato solo da una speranza di invecchiamento in salute. La motivazione oggi probabilmente più forte per dedicarsi ad uno sport (sia pure in forma blanda) è la ricerca di benessere. “Faccio sport ergo mi sento bene” è la nuova certezza indubitabile. Il wellness prima di tutto !

Quali sono secondo te gli sport più adatti per un over 50-60 ?  Tu quale sport pratichi ?

Nuoto ?

Corsa ?

Ciclismo ?

Camminate a passo sostenuto ?

Ginnastica in palestra ?

Tennis ?

Golf ?

………..

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Al Caffé della Versiliana

Ieri pomeriggio al Caffè della Versiliana Claudio Sottili ha condotto un incontro con Mauro Mario Mariani (professore di nutrizione biologica), Stefania Bambini (biologa nutrizionista) ed Enrico Oggioni (autore de “I ragazzi di sessant’anni”), in cui si è dibattuto, tra l’altro,  di quali sono i princìpi di alimentazione che favoriscono un buon invecchiamento in salute e di come le scelte di alimentazione, per le generazioni dei baby boomers, rispondano innanzitutto ad un’esigenza di benessere e di mantenimento della buona forma fisica e mentale.  Con l’occasione M.M. Mariani ha presentato il suo metodo 3EMME ed Enrico Oggioni il suo libro “I ragazzi di sessant’anni”.

L’incontro, registrato, viene trasmesso in questi giorni sulle seguenti televisioni: RTV38, TV Parma, Canale50, UmbriaTV, ToscanaTV, Reteversilia, NoiTV.

Il programma degli Incontri al Caffè del Festival La Versiliana lo si può leggere al seguente link http://www.laversilianafestival.it/Caffe/Programma.asp

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Peggio dei genitori e preoccupati per i figli

Pierpaolo Molinengo ha proposto, su CasablogXP, una sintesi dell‘indagine 2012 sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, realizzata da Doxa ad inizio anno e promossa dal Centro Einaudi in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Quest’anno l’indagine si è focalizzata sui baby boomers.

Tra i tanti dati interessanti, vi è la conferma che i baby boomers sono preoccupati per i figli, che rimangono la vera priorità del loro risparmio, e la mezza sorpresa che sono di più coloro che ritengono di essere regrediti nei confronti dei genitori (condizioni di salute a parte) rispetto a quelli che pensano di essere progrediti.

Dall’articolo di Molinengo:  “Nel confronto con la generazione dei genitori, i boomie che ritengono di essere regrediti (40,9 per cento) nel reddito superano quelli che si giudicano progrediti (20,2 per cento). Questo vale per tutti gli aspetti della vita materiale, salvo che per le condizioni di salute, giudicate comparativamente migliori.
A dichiarare di non essere stati toccati dalla crisi sono il 17,3 per cento degli early boomie, il 17,1 dei median e il 15,6 per cento dei late boomie (la quota sul campione generale è lievemente inferiore: 15,2 per cento). I meno colpiti sono stati i single senza figli (21,2 per cento quelli non toccati), i più colpiti i single con figli (8,6 per cento appena i non toccati). L’1,1 per cento dei boomie ha perso il lavoro nell’ultimo anno.
La vera priorità del loro risparmio sono i figli, i quali nel caso degli early e median boomer si avviano alla vita autonoma. Cominciando dagli early, il 3,2 per cento risparmia per lasciare un’eredità ai figli, il 6,3 per la loro istruzione e il 9,5 per aiutarli nei primi anni di vita autonoma: il motivo ereditario nel suo complesso vale dunque il 19 per cento per questo sottogruppo; sale poi al 20,9 per cento fra i median boomie e scende al 9,3 fra i late, che risparmiano soprattutto per l’istruzione dei figli, ancora in età scolare. 
I non risparmiatori sono il 60,1 per cento (contro 61,3 nel campione generale). I baby boomer risparmiatori sono quindi il 39,9 per cento. Il numero di figli a carico incide sulla capacità di risparmio: i risparmiatori sono il 43,7 per cento fra coloro che non hanno figli. La nascita di un figlio riduce di circa 3 punti la percentuale (da 43,7 a 40,3); il secondo figlio fa perdere altri 4 punti (36,2), ma la vera e propria caduta, di oltre 21 punti rispetto al gruppo precedente, arriva con il terzo figlio (14,6)”.

Un’avvertenza: questa indagine considera baby boomers quelli nati tra il ’51 e il ’76. Per confrontarla con dati americani (che considerano ufficialmente baby boomers quelli nati tra il ’46 e il ’64) e con le classi di età cui si rivolge questo blog, bisogna utilizzare solo i dati riferiti a quelli che vengono chiamati early boomie.

Per chi vuole leggere l’intero articolo http://www.casaxp.it/news/2012/06/21/indagine-sul-risparmio-e-sulle-scelte-finanziarie-degli-italiani-2012/

Il rapporto dell’indagine, a cura di Giuseppe Russo e pubblicato dal Centro Einaudi in giugno, è scaricabile in pdf andando su http://www.centroeinaudi.it/indagine-sul-risparmio/book/17-rapporto-sul-risparmio/8481-indagine-sul-risparmio-e-sulle-scelte-degli-italiani-2012.html

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