Posts Tagged: identità

Davvero hai 60 anni ?

Da parte di Nicole48: Hai sessanta anni…veramente??? Così mi rispondono le persone a cui dico la mia età.  Sì, ho superato anche io i sessanta! Ma che bella età ! Sono finalmente serena, non ho più nulla da dimostrare, sono quello che sono! Ho imparato a fatica a volermi bene, a vivere con tranquillità anche la solitudine, anzi sto molto bene anche da sola.

Un matrimonio, purtroppo finito, una figlia e un lavoro di insegnante che ancora porto avanti con passione e di cui sto raccogliendo i risultati e le soddisfazioni.  Alunni ormai adulti mi ringraziano e mi ritengono un riferimento importante della loro vita. E poi…. il tango! scoperto da pochi anni e amato subito.  I viaggi,le letture, il cinema…Che dire ancora…finalmente mi sembra di cominciare a vivere.

Read more

Ci provo

Ho letto da qualche parte che a 57 anni si è al massimo delle proprie capacità professionali, io ne ho 58 quindi non dovrei essere molto lontano dal top, invece per l’azienda per la quale lavoro da tanti anni sono una scarpa vecchia che non serve più.
Ho una laurea in ingegneria, fino a due anni fa lavoravo in produzione e al controllo qualità, poi in azienda è cambiato tutto e sono finito tra quelli a cui non sapevano cosa far fare. Mi hanno chiesto di occuparmi di attività commerciali, ho accettato ma è risultato evidente subito che non ero molto portato per un mestiere che non era il mio.  Adesso stiamo trattando per la mia uscita, che non posso prendere alla leggera. Ho tre figli, nessuno dei tre è autonomo economicamente e vivono ancora con me e mia moglie. Non penso che sia difficile immaginarsi le mie preoccupazioni per i soldi che devo portare a casa.
Che faccio ? mi sono chiesto. Proverò a farmi liquidare bene, questo è poco ma sicuro. Però a parte questo, non voglio pensare che la mia vita professionale sia finita, non voglio per la mia dignità e per non sentirmi morto prima del tempo. Così ho preso una decisione, un vecchio conoscente ha avviato da un anno una nuova piccolissima azienda nel settore dell’illuminazione intelligente, mi ha chiesto se gli do una mano per curare alcune attività di progettazione e gli ho detto di sì. L’azienda praticamente è ancora in fase di avvio e il settore io non lo conosco, quindi i rischi sono tantissimi ed è come andare per mare aperto senza essere un provetto navigatore, però questo è un treno che passa e se non lo prendi al volo poi non è detto che ne passa un altro più bello. Forzando la mia naturale prudenza ho deciso di provarci, l’animo è pesante ma magari questa sfida mi serve anche per rasserenarmi. Almeno lo spero.

Read more

Il posto in autobus

Ti aspetti che ti cedano il posto in autobus ?   Magari ti potrebbe capitare quel che è successo al 65enne Michael Strauss.

Michael Strauss sul New York Times di qualche giorno fa.:  “Più o meno un mese fa, ero in metropolitana sulla linea 1. Stavo leggendo un libro sul mio Kindle usando un’app per iPhone, e mi sentivo perfettamente al passo coi tempi e in forma.

Ero in piedi di fronte a due ventenni seduti. Uno dei due mi ha offerto il posto a sedere. Io l’ho ringraziato, ma ho rifiutato. Era un’offerta gentile, ma di questa offerta la mia autostima ne ha un po’ risentito e, a dire il vero, ne sono rimasto un po’ disturbato.

Lo scorso weekend ero di nuovo sulla linea 1, questa volta insieme a mia moglie e ad alcuni nostri amici. Ero seduto e stavo chiacchierando con un amico anche lui seduto di fianco a me.

Un giovane uomo, mentre usciva dalla carrozza, ci ha apostrofato così: “Alla vostra età, le buone maniere dovreste averle imparate !”

Anche il mio amico aveva sentito quel commento, ma nessuno dei due aveva capito a cosa si riferisse. Quando siamo scesi, ho riferito a tutti gli altri amici cosa era successo e uno di loro mi ha detto che di fronte a noi, in piedi, c’era una donna anziana che cercava di comunicarci con delle occhiate che avrebbe desiderato il nostro posto a sedere. Né io, né il mio amico però l’avevamo notata.

Imbarazzante avere 65 anni come il sottoscritto e viaggiare in metropolitana ! “

Read more

Gli older people visti dai media

Domani 8 novembre a Londra verranno premiati, nel corso della manifestazione “The Roses – Older People in the Media Awards 2012”, i media che negli ultimi tempi hanno meglio rappresentato anziani e senior.

Nalla shortlist dei possibili premiati si va dall’articolo giornalistico di Stylist sul perché si è impauriti dall’invecchiamento, al programma radiofonico di BBC Radio4: “You and Yours, positive ageing”, al programma televisivo della BBC1 “The town that never retired” che racconta dell’esperimento di tenere al lavoro le persone in età da pensione di un’intera città.

Ma non mancano i programmi informativi e di consigli, né le migliori interpretazioni cinematografiche come quella di Judi Dench nella parte di Evelyn in “The Best Exotic Marigold Hotel” o quella di Michael Caine  nella parte di Alfred in “The dark knight rises”.

Tra tutti, il nostro favore alle fotografie per come le persone avanti negli anni vedono se stesse  http://www.theenglishgroup.co.uk/blog/2012/04/13/reflections-elderly-people-as-they-see-themselves/         In foto un esempio.

Read more

Alla ricerca di conferme (impossibili)

“Senza bisogno di scomodare attrici famose e presentatrici televisive che cercano disperatamente di mantenere l’appeal fisico di sempre con il bisturi, ovviamente senza mai riuscirci, è tra i maschi che si annida il peggior virus del mantenimento della prestanza fisica a tutti costi. Indifferenti ai limiti della natura, nelle palestre si vedono ultracinquantenni che sprizzano l’ultima stilla di sudore rischiando l’infarto pur di riuscire  a “tartarugarsi”, sessantenni che fanno a gara per vedere chi riesce a percorrere la maratona in meno di tre ore e mezzo e attempati ciclisti che si dopano pur di riuscire a scalare le Dolomiti e che quando finiscono restano sciroccati per una settimana accuditi da mogli attonite per tanta stupidità”  (dal mio libro “I ragazzi di sessant’anni”).

  Le vipere dicono: “Uomini di mezza età che cercano di evitare una crisi di mezza età”.   Probabilmente c’è del vero. Quando un po’ di segnali ti avvisano che la fase della piena maturità sta sfumando e che stai entrando in una fase di vita nuova, può capitare che ti arrivi forte il bisogno di aggrapparti a qualcosa che fermi il tempo (è una finzione, naturalmente lo sanno tutti, ma il bisogno è troppo forte). E il fisico che non cede, che dimostra di poter ancora confrontarsi con quelli più giovani, è un’ àncora  a cui molti si aggrappano.

Non si tratta di mettere in dubbio l’importanza dello sport e del movimento, certamente sono componenti essenziali per una vita sana del senior, così come non voglio togliere nulla al piacere di chi corre le maratone o va in bici, ma altro è il pretendere dal proprio corpo di dare performance da trentenne quando si ha il doppio dell’età.

Più difficile naturalmente inoltrarsi nei sentieri della ricerca di identità nuove, sia fisiche, sia psicologiche, sia sociali.  Ma non si sfugge: il corpo cambia per tutti, il nostro modo di guardare al mondo si modifica, i figli crescono, per tantissimi la centralità del lavoro fa spazio a nuovi interessi e a nuove attività.  Costruirsi una nuova identità può essere faticoso, ma anche molto gratificante, perché a volte le opportunità che troviamo dietro l’angolo ci fanno scoprire piaceri che non ci saremmo mai aspettati.

Read more

Maternità negata

Scrive Annamaria: E’ volato il tempo. Appena ieri (o così mi sembrava) ero mamma di una piccola e cara bimba a cui ho dedicato tutta me stessa.Ho avuto il duro compito di educatrice visto che x lavoro il padre era quasi sempre assente. Oggi mi ritrovo con una donna al fianco che pur ribadendo il suo amore x me, poco riesce a dimostrarlo…e questo mi fa male. Mi dice che devo recidere il cordone ombellicale e so che ha ragione…ma pensavo che non avendo goduto della sua infanzia, avrei potuto essere coinvolta nella sua vita attuale. Ciò malgrado ho una vita molto intensa, io e mio marito andiamo a ballare e frequentiamo gente…ma daremmo tutto per poter passare con lei quel tempo che ci fu negato. E’ vero, il passato non torna!!

 

Read more

Consumatori senior

Stiamo diventando, noi senior, il mercato più importante ?

1. La scorsa estate ho perso il mio cellulare, così insieme alla necessità di avere una nuova card mi sono ritrovato a vagliare una serie di cellulari, smartphone e altre diavolerie che mi venivano mostrati nei negozi specializzati.  Confesso, non sono un amante dei prodotti tecnologici, ma quando poi capisci che ti condizionano la vita quotidiana stai attento a quello che compri. Dopo un paio di lezioni prese da mio figlio mi sono sentito pronto per andare a chiedere informazioni nei negozi. Dove ovviamente ho fatto una figuraccia. Nel senso che non avevo mai la risposta  pronta alle domande tecniche che i venditori mi ponevano per capire su quale modello dovevano indirizzarsi. Mentre la loro attenzione era tutta concentrata sul descrivermi le meraviglie di prestazione degli attrezzi che mi volevano vendere, la mia era invece innanzitutto rivolta a quanto numeri e parole sul display fossero abbastanza grandi e quindi sufficientemente visibili anche se per caso non avessi avuto con me gli occhiali.                I venditori erano tutti molto giovani. Qualcuno si spazientiva subito e passava al cliente successivo in pochi minuti, qualcun altro, più paziente, mi spiegava e rispiegava col tono rassegnato. Ecco, anche se erano probabilmente tutti molto bravi ed ero contento di vedere dei giovani che lavoravano, io in quel momento avrei desiderato un coetaneo che avesse il mio stesso retroterra e che quindi potesse capire al volo tutte le mie titubanze.  Per non dire dei prodotti in sé, che se invece di complicarmi la vita con diecimila funzioni me l’avessero semplificata con le dieci per me essenziali, avrei davvero pensato ad un progresso dell’umanità. Eppure non credo di essere l’unico di questa popolatissima generazione ad avere queste esigenze, come mai chi produce e vende telefonini & simili non si è ancora dato una mossa ?

2. Nell’alimentare questo blog, vado sempre alla ricerca delle foto con cui corredare i testi.  E’ facendo queste ricerche che mi sono accorto che scovare delle foto di senior è piuttosto difficile.    Provate anche voi. Troverete a migliaia immagini di giovani e di quarantenni e a centinaia immagini di anziani “veramente anziani”.  Ma se il vostro intento è di rappresentare un 55-75enne le cose si complicano.  Anche la pubblicità tradizionalmente propone prodotti attraverso delle figure giovani. Solo recentemente stanno crescendo di numero gli spot in cui i protagonisti sono dei senior e le agenzie specializzate comunque utilizzano ancora con grande parsimonia i modelli delle nostri classi di età.  Ma non stiamo diventando, noi senior, il mercato più importante per dimensione e disponibilità di spesa ?

3.  Qualche giorno fa Pubblicità Italia titolava: “Gli active senior spingono l’economia”, spiegando: “Il Giappone si muove velocemente per meglio rispondere e sfruttare la domanda di una popolazione sempre più anziana e con maggiori risorse economiche tanto che gli over 60 valgono ormai il 44% dei consumi”.  Nello stesso pezzo firmato da Armida Cuzzocrea si diceva:  “Con una struttura demografica molto simile a quella italiana, in cui gli anziani stanno diventando maggioranza, il Paese del Sol Levante si è preparato in anticipo per offrire ai 6,6 milioni di baby boomers che quest’anno gireranno la boa dei 65 anni prodotti e servizi tagliati su misura: come NTT DoCoMo, la compagnia telefonica che ha sviluppato uno smartphone tale e quale a quelli più avanzati, ma con icone più grande e un menu pre-installato dei siti web più utilizzati, o come il department store Mitsukoshi che propone lunghi week end di lusso sul Fujiama…o come i supermercati Family Mart che dal 2010 hanno modificato la loro strategia di marketing per offrire prodotti e servizi ad hoc per gli over 50”.     Il mondo è ormai globale. Di sicuro si stanno attrezzando anche dalle nostre parti. Però non vedo ancora molti esempi di prodotti e servizi pensati ad hoc per i senior.

Read more

Parole anacronistiche

Siete appena usciti da un negozio. La commessa si è accorta che avete dimenticato un pacchetto, lasciato sbadatamente su un banco. Vuole ridarvelo, ma non sa che direzione avete preso, così chiede ad altri avventori vicino all’uscio: “Avete visto dove è andata la persona di terza età che è appena uscita ?”….

Vi piacerebbe che vi descrivesse così, voi 58enni, 63enni, 67enni, 74enni ?  Persona di terza età ?  Oppure preferireste che dicesse: “Avete visto dove è andata la persona anziana che è appena uscita ?”    Oppure ancora: “Avete visto che direzione ha preso il vecchio / la vecchia che è appena uscito/a ?”

Definireste “vecchie” le due persone della coppia in foto ?

Vecchio, anziano, di terza età: sono le parole con cui tradizionalmente sono state definite le persone over 55-60. Parole che, stando alle indagini fatte sull’argomento, non piacciono per niente alle persone di quest’età, perché associate ad immagini che non corrispondono più alla realtà di oggi.  Vecchio, anziano, di terza età evocano la saggezza (e fin qui tutto bene), ma anche un corpo sfinito, una mente poco agile, una panchina del parco e il ritrarsi dal mondo.

E questo invece non va bene per niente perché l’esperienza di chi ha questa età è sempre più di un fisico che resiste, di un’estetica ancora piacevole, di attività e progetti che riempiono la vita, di curiosità intellettuali non sopite.

Le parole di per sé non sono né giuste né sbagliate, dipende se sono capaci di rappresentare una realtà, una situazione, uno stato d’animo. Oggi siamo alle ricerca delle parole adatte a rappresentare la realtà di coloro che stanno, grosso modo, tra i 55 e i 75 anni.

Se si prescinde dal folclore, tipo “diversamente giovane” o “pantera grigia” (ve la immaginate la commessa che chiede: “che direzione ha preso il diversamente giovane?” o “dove le sembra che sia andata la pantera grigia?”), lo sforzo di individuare le parole più appropriate è ancora in corso.

La fanno spiccia gli anglofoni: older people, li chiamano. Dove il comparativo sembra mettere tutti in pace. Ma siamo in Italia, Europa. E allora ci abitueremo al termine ormai ufficialmente adottato dall’Europa, il latino e inglese senior ?

Read more

Cambiamento

Scrive Gianna: Mi chiamo Gianna, ho 56 anni, la mia voglia di cambiare è iniziata dopo due attacchi di panico che volevano farmi capire che…BASTA! Dopo un anno e mezzo di psicoterapia inizio a capire che la Gianna di 56 anni si è allontanata troppo da quella che era e che voleva essere. Senza accorgermene subivo troppe situazioni! Voglia non di cambiare ma di tornare ad essere me stessa! Auguri a me!

Essere se stessi! Una parola!  

Quanti percorsi introspettivi per riuscire a capire cosa si è e cosa si vuole veramente, magari per togliersi la maschera che si è portata per tanto tempo senza troppa convinzione !

Ricostruire o rinnovare la propria identità lo si può fare anche da cinquantenne o da sessantenne (se non sbaglio Carl Rogers diceva che si può affrontare la psicanalisi anche a 75 anni), non è troppo tardi; anzi, per tantissimi diventa un’operazione inevitabile, perché di fianco a possibili percorsi individuali e psicologici ci sono anche le pressioni sociali che ti fanno capire che sei entrato in una fase di vita diversa e ti spingono fortissimamente a rivedere la tua identità sociale oltre a quella individuale.

Auguri Gianna!

Read more

Anziano non mi sta bene

Scrive Lucio:  Buongiorno Enrico. Non so se la mia è una storia, più che altro è uno sfogo.
Qualche giorno fa ero alla filiale di una banca, ho chiesto un’informazione a una giovane impiegata, questa si è allontanata e si è rivolta ad un suo collega (ma io l’ho sentita) dicendo: “quel signore anziano vorrebbe sapere eccetera eccetera…” Ci sono rimasto male che mi dava dell’anziano. Io ho 63 anni, a casa sono ancora quello che porta i soldi in attesa che mio figlio finisca di studiare, mi faccio ancora in quattro tutti i giorni lavorando, ho qualche capello grigio ma non dimostro più dei miei anni. E allora perché mi chiamano anziano, che di solito è come si chiamano quelli che devono essere assistiti ? Dopo l’episodio dell’impiegata ci ho fatto caso: un sacco di volte le persone come me vengono chiamate così. Ma è giusto che quando parlano di me e dei miei coetanei ci chiamano anziani o, se vogliono essere spiritosi, “vecchietti” ?

Caro Lucio, situazioni nuove, parole vecchie… e chi ci rimette è la nostra identità.

Read more