Posts Tagged: muoversi

Vacanze estive

Parlo con Stefano di questa strana estate che richiede, per lo meno a chi si trova nel Nord e in molte zone anche del Centro Italia, di indossare il golfino e di non dimenticare a casa l’ombrello.

“Macché vacanze! – mi dice il 64enne Stefano – L’estate quest’anno non c’è stata, ma non è solo questione di tempo inclemente, anche l’anno scorso che c’erano invece le solite temperature estive e il solito sole non riuscivo a pensare all’estate come ad un periodo di vacanza. Ormai, da quando non ho più i classici orari e ritmi di lavoro, l’agosto per me è un mese come tutti gli altri, l’unica differenza è che se per caso ti viene in mente di fare un viaggio paghi il doppio. D’estate mia moglie ed io ci spostiamo nella casa che abbiamo fuori città per non soffrire troppo il caldo, cosa che quest’anno avremmo potuto benissimo evitare. Ma anche quando siamo fuori città le abitudini non cambiano e le giornate scorrono come al solito.”

Le vacanze sono interruzione di ritmi e stili di vita, riposo dal lavoro, cambiamento rispetto al quotidiano, scoperta di qualcosa di diverso, momento dedicato alle proprie passioni. Se non c’è niente di questo fai fatica a pensarti in vacanza.  Per Angela, che a 60 anni è ancora pienamente  impegnata nella sua attività professionale, le vacanze estive sono ancora un periodo speciale, di “stacco” dai pensieri e dagli orari quotidiani, ma anche lei, che pure amerebbe molto viaggiare, preferisce programmare le vacanze da turista in altri momenti dell’anno. “Ho la fortuna di poter godere di una casetta al mare di famiglia – racconta Angela – Con i miei fratelli siamo d’accordo che le due settimane centrali d’agosto la uso io. Le vacanze le dedico più volentieri a viaggiare ma per i viaggi mi sembra più furbo prendermi una settimana in periodi meno affollati di turisti. Così le due settimane d’estate smetto di pensare alle preoccupazioni di lavoro, faccio passeggiate e mi dedico a fare la cuoca per i figli che vengono a trovarmi con i nipotini, cosa che durante il resto dell’anno non faccio mai. Anche questa è vacanza.”

Diversa l’esperienza di Regina, 62 anni appena compiuti: “Mai vista così tanta gente in città durante l’estate! – testimonia Regina – Per me è sempre stato proibitivo fare lunghe vacanze durante l’alta stagione quindi sono abituata a passare la maggior parte delle ferie estive in città. Tutto sommato, non mi dispiace: si respira un ritmo più rilassato, ti fai una passeggiata in più in centro e le occasioni per vedere una mostra o per andare a vedere un bel film non mancano. Le vacanze vere sono quelle dello spirito e della mente. E più passano gli anni, più te ne rendi conto!”

Tre modi diversi di vivere l’estate da parte di tre senior.  Che vada ripensato il concetto stesso di vacanza, per i senior ?  In foto: due senior in vacanza

 

Read more

Infantile? Sì, forse, ma viva.

Scrive Elisa: Elisa, abito a Milano, impiegata. Sono capitata per caso su questo sito, fresca di un compleanno che mi ha visto festeggiare 58 anni; a incuriosirmi, fra le varie cose, sicuramente quel viaggio in catamarano tra le isole greche, proposto da un signore Anonimo. Che potrebbe volere di più una sagittariana purosangue? una che ama l’intimità della propria casa, ma sente sempre forte un costante bisogno di vedere il mondo, di relazionarsi con altre realtà e persone? Ho viaggiato molto e continuo a farlo, appena il lavoro me lo consente. Viaggio perché sono curiosa, ma soprattutto per portarmi nei ricordi emozioni forti, quelle che mi può offrire un cielo stellato su una barca in mezzo al mare o il suono di una chitarra attorno al fuoco in una spiaggia lontana. Sono infantile? Sì, forse, ma viva.
Con gli anni do sempre meno importanza al denaro, che pure rispetto, e alle cose materiali. Confesso però di non essere molto brava nel downshifting, diversamente da Silvia. In compenso do molto peso alle parole dette o scritte; una parola a sproposito può essere più tagliente di un coltello e rovinare la bellezza di un rapporto umano.
Inseguo le persone spiritose, che non si prendono troppo sul serio e, anzi, riescono a sorridere perfino nei momenti di difficoltà; nella vita, del resto, difficilmente la gente ti viene a cercare se tieni il muso. Mi apro con facilità agli altri sia quando sono allegra, sia quando soffro, perché sono convinta che faccia bene a me, ma anche a chi mi sta di fronte. Se sono particolarmente triste, porto alla memoria i momenti felici e le fortune godute fino ad oggi, in particolare le scelte libere negli studi e negli affetti. A 28 anni mi innamorai di un uomo molto più grande di me; a mia madre venne un colpo quando lo seppe, ma poi capì che era vero amore e i venti anni di convivenza in seguito lo confermarono.
E quando in auto canto a squarciagola, straziando le canzoni di Baglioni o Vasco, penso che, per fortuna, non mi sente nessuno; allora canto ancora più forte. Infantile? Sì, forse, ma viva.

Read more

Ursa minor

Scrive Renata: “Ciao a tutti coloro che mi leggeranno!
Sono una signora sessantenne, di Roma simpatica e giovanile, che pratica pilates e yoga, fa volontariato in una struttura oncologica: da qui ha imparato a vivere con giusto distacco ed a collocare gli eventi nelle opportune priorità.
Perchè mi sono appellata “ursa minor”? vivo spesso nella mia tana, anche se non mi dispiace la compagnia.
Figli grandi, autonome, vivo da sola, potrei dire felicemente, gestendomi i tempi e i modi della giornata secondo il mio criterio, ormai irrinunciabile .
Ci sono altri orsi in giro??”

Read more

Stili di vita all’insegna del benessere

I risultati di un’indagine GfK Eurisko sui Nuovi Senior.

“Generazione Senior – I nuovi stili di vita all’insegna del benessere” è il titolo dell’indagine commissionata dall’Osservatorio Yakult (l’azienda che fa probiotici) a GfK Eurisko. I risultati dell’indagine sono stati presentati e commentati mercoledì sera nel corso di un evento a Milano: al tavolo dei relatori, moderati dalla giornalista Cecilia Ranza, oltre al sottoscritto che raccontava de I ragazzi di sessant’anni e delle trasformazioni nei modelli di comportamento delle generazioni dei 55-75enni, sedeva Isabella Cecchini, direttrice del Dipartimento di ricerche sulla salute di GfK Eurisko.

Lo studio presentato dalla Cecchini è stato svolto a livello nazionale su 1000individui senior con reddito familiare mensile netto di 1500 euro e oltre. I ricercatori hanno indagato per capire chi sono i NUOVI SENIOR, cosa fanno, perché sono più felici dei senior tradizionali, a cosa aspirano, e, soprattutto, che cosa desiderano fare nella seconda metà della loro vita. Le conclusioni di GfK Eurisko sono che I Nuovi Senior in Italia sono 2.400.000 (sui circa 13-14 milioni di Italiani tra i 55 e i 75 anni), sono persone attive e soprattutto sono dedite alla cura di sé: fanno sport, sono attenti a quello che mangiano, utilizzano le ultime tecnologie per comunicare, vanno spesso a teatro e al cinema e ad eventi culturali, hanno una vita sentimentale e sessuale soddisfacente. Rispetto ai cosiddetti senior tradizionali si sentono molto più in forma, hanno più amicizie, più interessi e progetti, meno paura di ammalarsi e meno paura del futuro.

Isabella Cecchini ha accettato di rispondere ad alcune domande che le ho posto su aspetti specifici dell’indagine e sui comportamenti di questa robusta “avanguardia senior”.

In che modo si esprime la maggiore attenzione alla cura di sé da parte dei cosiddetti Nuovi Senior ?

“I Nuovi Senior curano se stessi molto di più rispetto ai senior tradizionali facendo attenzione alla propria bellezza e alla propria salute (più del doppio, 74% vs 33%) praticando sport (vanno in palestra molto di più, con un rapporto di 12 a 1). Inoltre rivolgono grande attenzione all’alimentazione, che viene percepita come elemento fondamentale di prevenzione: il 73% infatti riduce zuccheri, sale, grassi e alcool.”

Cosa caratterizza i Nuovi Senior nell’utilizzo del tempo libero ?

“Amano trascorrere il proprio tempo libero cercando stimoli sempre diversi in ambito culturale. Frequentano cinema, teatro e musei: ci vanno il triplo rispetto ai senior tradizionali (73% vs 28%), e leggono tanto (più del doppio rispetto ai senior tradizionali) a scapito della tv, che guardano la metà del tempo rispetto ai coetanei più tradizionali”

E che rapporto hanno con la tecnologia ?

“Sono anche molto attivi nell’uso delle tecnologie e dei social network: ad esempio negli ultimi tre mesi si sono collegati il doppio a internet rispetto ai senior tradizionali (51% vs 27%) e usano il triplo i social network 22% vs 7%)”.

Read more

Tutto é possibile

Perché censurarsi e vedere sempre innanzitutto le difficoltà e i limiti legati all’età?

In questi due brevi messaggi Luisella e Anonimo ci raccontano i loro progetti di viaggio e vacanza: tutto è possibile !

Scrive Luisella1951: “Il viaggio in India lo accarezzo da quando ero giovane ma per una ragione o per l’altra non sono mai riuscita a realizzarlo. Quelle terre, quella gente, quella cultura, continuano ad essere un mio sogno e mi spiace troppo l’idea di rinunciare a conoscerle. Adesso però ci riuscirò, sembra assurdo che organizzi questo viaggio proprio ora che faccio un po’ fatica  a camminare, ma mi rimarrebbe un rimpianto troppo forte se rinunciassi. Quindi partirò, in fin dei conti ce la posso fare, non va bene mettersi da sola dei limiti, se troverò un’amica che ha voglia di viaggiare con me sarà meglio, se no mi infilerò in qualche gruppo e me la caverò. Luisella1951″ In foto: Judi Dench e Celia Imre nel film Marigold Hotel.

Scrive Anonimo: “Sono pensionato, appassionato di vela e viaggi. Ho un catamarano di 12 mt e vorrei organizzare un gruppo di otto persone per navigare in Grecia da Giugno a Settembre cambiando vita anche per soli 4 mesi. Rispondete. Sono in pensione da poco.”

Read more

Il rinnovo della patente

Per la prima volta ho dovuto rinnovare la patente con scadenza cinque anni e non dieci, un segnale inconfondibile che devo cambiare la prospettiva con cui guardo al futuro. L’esame per il rinnovo l’ho fatto venerdì scorso. Io ci vedo e ci sento ancora discretamente, gli occhiali li devo usare solo per leggere e la tv l’ascolto con tacca 20, quindi sarei dovuto andare al rinnovo nella massima tranquillità; invece un po’ di irrazionale inquietudine prima della visita c’era.  Non era solo l’esame per la patente, nell’intimo mi sembrava anche un check su come sto invecchiando…  Arrivato all’agenzia presso la quale si teneva la visita, ho trovato davanti a me tre persone con cui, nell’attesa, ho fatto due chiacchiere per scoprire che l’inquietudine non era solo mia. C’erano: un 63enne dall’aria giovanile e spavalda che si esercitava nel leggere a distanza di quattro metri i santi del calendario appeso al muro, una signora che direi sulla settantina che chiedeva lumi se era meglio o no dichiarare al medico esaminatore un po’ di problemi artritici condizionanti il movimento e un signore sicuramente over80 accasciato su una sedia che diceva di aver avuto il rinnovo due anni fa. Costui era il primo della fila, e anche se tutti facevamo rumorosamente il tifo per lui, però a occhio nudo si capiva che la sua sarebbe stata un’impresa disperata. Infatti, quando l’hanno chiamato ha avuto bisogno del sostegno degli altri per alzarsi dalla sedia, si è mosso con gran fatica e non dava segno di sentire il vicino che lo sollecitava: “Avanti, tocca a lei!”  E’ tornato sui suoi passi dopo pochi istanti, il medico non aveva avuto dubbi nel negargli il rinnovo e stringeva il cuore sentirlo borbottare: “E adesso come faccio a muovermi da casa?”  A me e agli altri due in attesa invece è andata liscia, per qualche altro anno potremo guidare. Che poi io utilizzo l’automobile sempre meno, più passa il tempo più preferisco i mezzi pubblici. Però in certe occasioni l’auto serve proprio e non fatico ad immaginare il senso di menomazione che si deve provare il giorno che ti tolgono il permesso di guidarla.

Read more

Passioni !

Grande cosa le passioni ! Sia quelle mai abbandonate sia quelle scoperte solo quando ci si è liberati dagli impegni lavorativi. Sono tanti coloro che raccontano al blog delle loro passioni, come ad esempio Peppe49 e Lara.

Scrive Peppe49: A cinquant’anni son salito in mountain bike e non sono piu’ sceso. La passione allenta i sacrifici iniziali, poi la vera passione crea dipendenza; niente agonismo, ma semplice sfida con se stesso.
Ben vengano gli amici per una sana compagnia, oppure in solitudine per mettere in ordine te stesso con tutti i problemi quotidiani. Ora ho 64 anni, tempo permettendo esco 2 o 3 volte a settimana, sono semplicemente sereno.

 

Da parte di Lara: Lavorare la ceramica lo facevo già al dopo scuola. Non per vantarmi, ma ero abbastanza brava e ho conservato tutte le cose che ho fatto e dipinto da ragazzina. Già allora era una soddisfazione molto grande vedere che dalle tue mani uscivano dei begli oggetti. Poi ho abbandonato ma non del tutto, andavo sempre in edicola a comprare qualche rivista che spiegava come fare. Ho ripreso quando sono andata in pensione e mi sono attrezzata: ho trovato dove comprare il materiale da modellare, ho trovato un posto vicino casa con il forno adatto e ho tirato fuori tutta la mia creatività. E’ una passione che mi riempie il tempo e che mi permette di usare mani e cervello insieme.

Read more

Ciclismo oltre i sessant’anni

Scrive Mario: Quando sono andato in pensione, con alcuni colleghi abbiamo iniziato a ritrovarci per delle passeggiate in bicicletta un giorno alla settimana; poi il gruppo è via via cresciuto di numero. Siamo persone generalmente “over 60″, amanti del cicloturismo praticato a bassa velocità, spesso con la formula “treno + bici”. I nostri percorsi, come lunghezza e difficoltà, tengono conto delle nostre età anagrafiche; nei nostri percorsi cerchiamo di vedere il territorio nei diversi aspetti, quali la storia, l’arte e la cultura; non ultimo, teniamo presente l’aspetto enogastronomico, con le soste a pranzo in trattorie tipiche. Nelle nostre gite si pedala in compagnia, si fanno nuove amicizie e si conosce il territorio, percorrendo strade secondarie pianeggianti e a basso traffico, senza correre e fermandosi quando occorre, per godersi il panorama o per scattare delle fotografie. E, dopo aver esplorato la propria provincia, può venire la voglia di allargare gli orizzonti e affrontare un viaggio su due ruote, una vacanza in sella alla propria bicicletta….abbiamo così organizzato alcune pedalate di più giorni.

Nel nostro cicloturismo tranquillo procediamo con velocità che tengono conto di chi può essere in difficoltà, in modo che nessuno mai si senta “l’ultimo”, rimanendo staccato dagli altri.
Nel gruppo si può sempre dare qualcosa e tutti possono farlo, anche solo un sorriso, un aiuto, una risposta gentile, un incoraggiamento, i propri talenti; questo clima favorisce la collaborazione e la condivisione dei compiti: chi guida la gita, chi scatta le foto, chi solleva lo spirito con il suo umorismo, chi aiuta a riparare le nostre biciclette in caso di forature o rotture,…ecc.
A volte mi hanno chiesto: ma a te, non più giovane, chi te lo fa fare di affrontare queste fatiche, di alzarti a volte anche un po’ presto, per raggiungere il luogo di partenza? Un po’ è la passione, un po’ la nostalgia della giovinezza, quando una biciclettata tra amici rappresentava il modo più semplice e spontaneo per stare in compagnia.

Read more

L’estate dei record

E’ stata l’estate dei record atletici dei sessantenni. Molti dei quali non si sono limitati ad un po’ di sano movimento fisico per tenersi in forma, ma si sono cimentati in veri e propri exploits che hanno dell’incredibile. Gli esempi si sprecano e sono stati ampiamente riportati dai media.

Un caso eclatante è quello di  Marco Olmo, 65enne piemontese che ama correre sulle montagna e nei deserti. Si allena camminando e correndo per almeno un’ora e mezzo al giorno, incrementando fino a cinque ore quando è in prossimità di maratone impegnative. Già vincitore di due edizioni, nel 2006 e 2007, della più sfibrante competizione di corsa in montagna, l’ Ultra Trail du Mont Blanc, anche quest’anno, indifferente all’età che avanza, Olmo ha partecipato alla micidiale gara. Per dare un’idea, si tratta di una corsa alpina di 168 chilometri che attraversa Italia, Francia e Svizzera e che non può essere portata a compimento in più di 46 ore (per la cronaca, il venticinquenne francese che ha vinto l’edizione di quest’anno conclusasi pochi giorni fa ha impiegato circa venti ore e mezza, mentre Olmo quando vinse da quasi sessantenne ne impiegò poco più di ventuno).

Non meno impressionante è stata la performance di Diana Nyad, 64enne nuotatrice di fondo statunitense. L’intrepida Diana settimana scorsa è stata la prima persona al mondo a riuscire a fare a nuoto la traversata tra Cuba e la Florida senza gabbia protettiva. Per intenderci, questo vuole dire sfidare squali, meduse e tempeste mantenendo un incredibile sangue freddo. La Nyad, che era al suo quinto tentativo e che dopo l’impresa ha ricevuto pure i complimenti di Obama, è partita dallo Yatch Club dell’Avana ed è approdata a Key West, in Florida, dopo 53 ore di bracciate. Intervistata, ha detto: “Compiuti i 60 anni, volevo darmi una lezione di vita, che non si molla!”

Un altro esempio è quello di Paolo Bartolozzi, 60 anni, origini toscane e oggi abitante ad Ivrea, che si è specializzato nella disciplina del duathlon (prima frazione di corsa di 5 chilometri, seconda in bici di venti e terza di nuovo di corsa per gli ultimi 2 chilometri e mezzo) e che quest’estate ha vinto l’oro ai World Masters Games, tenutisi a Torino. Da sempre sportivo vero, il neo campione del mondo della categoria over 60 si cimentava per la prima volta in questa competizione, ha vinto e ora non ha alcuna intenzione di smettere.

Complimenti a tutti questi campioni ! Ma come leggere queste imprese e questi record, che colpiscono immediatamente per l’età dei protagonisti ? Naturalmente, anche se gli esempi sono numerosi e il fenomeno è in crescita, stiamo parlando di casi eccezionali, di persone dotate di enormi risorse fisiche e sorrette da una passione fuori dal comune. Le sfide che vanno cercando e che vincono sono probabilmente una benzina potente per scaldare i loro animi. Ma anche se parliamo della punta di un iceberg, queste imprese producono fortissima la sensazione che esistono grandi potenzialità sul fronte fisico per tutti i senior, anche per quelli che non hanno coltivato in modo particolare il proprio corpo nel corso degli anni. Sono potenzialità a cui non eravamo abituati a pensare.

L’importante è che la sfida fisica non si trasformi in un’ossessione o persino in illecito. Fa un po’ tristezza la notizia, anch’essa di quest’estate, di ciclisti amatoriali di una certa età trovati positivi al doping. E’ il caso, stando ai resoconti giornalistici, di uno stimato dentista bolognese di 60 anni, che ha partecipato al Giro delle Dolomiti e che a luglio all’antidoping è stato trovato positivo con tracce di eritropoietina e gonadotropina. Caso che è solo l’ultimo di una serie di altri riscontrati nel corso dell’anno e che hanno sempre come protagonisti ciclisti agés: un’architetta di Catania, un funzionario di Pavia, una casalinga di Trento. Molto meglio di questo allora rimanere un po’ pigri, ma soprattutto fare sport dosando in modo intelligente gli sforzi sulla base delle nostre naturali risorse fisiche.

Read more

Manutenzione mentale “fai da te”

Si fa fatica a tener dietro alle tante notizie giornalistiche e ai numerosissimi articoli scientifici che si occupano della memoria, dell’invecchiamento e più in generale di cosa mantiene in buone condizioni le capacità cognitive anche con il passar degli anni. Evidentemente il gran numero di senior (solo in Italia gli over 55 siamo più di 20 milioni), insieme alle paure legate al declino cognitivo, rendono l’argomento di grande interesse per i diretti interessati, ma lo rendono di primaria importanza anche per le strutture pubbliche che dovranno garantire il welfare, così come per le aziende che vedono nei senior il mercato più promettente per il futuro. Senza contare che il mondo scientifico trova proprio nelle neuroscienze e nello studio del cervello uno dei terreni più fertili di nuove scoperte. Insomma, c’è una convergenza di interessi per cui in tutto il mondo avanzato le ricerche e gli studi sull’argomento si arricchiscono giorno dopo giorno.

Però, come ho già avuto modo di scrivere, se ad oggi sono stati individuati molti fattori ambientali che aiutano nel “mantenere in forma la mente”, nessuno sa seriamente dire come prevenire le malattie mentali della senilità. Notizie come quella che ho riportato ieri sulla pagina facebook collegata a questo blog (per cui alla maggiore longevità sembrerebbe associarsi una maggiore lucidità mentale) fanno ben sperare, ma ci dicono di un risultato positivo senza spiegarci esattamente da cosa esso è dipeso. E anche notizie come quella per cui la perdita di memoria tra i senior risulterebbe assai più frequente negli uomini che nelle donne (è  la conclusione di uno studio di un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, USA, pubblicato sulla rivista Neurology), a parte gettare nello sgomento noi maschi che già facciamo una certa fatica ad accettare una speranza di vita di cinque anni inferiore a quella delle donne, non ci aiuta a capire né perché questo succede, né quali sono i rimedi .

Non rimane quindi che provare a seguire qualche regola di “buona manutenzione” del cervello, sapendo che nessuna previene con sicurezza malattie future e dosando a piacimento tra le svariate raccomandazioni che finora vengono proposte, tutte peraltro con un qualche retroterra scientifico. La lista prevede: una base di “allenamento mentale” (“il cervello è come un muscolo che deve essere tenuto tonico” dicono i fautori di questo approccio), una razione di esercizio fisico meglio se quotidiano (“l’esercizio fisico è in grado di modificare in modo permanente l’efficienza dei nostri neuroni e migliorare la plasticità cerebrale”), una dose abbondante di conversazione e di rapporti umani che rinsaldi la socialità (“fattori ambientali di tipo sociale e affettivo hanno un impatto fondamentale sul nostro cervello”), senza dimenticare una spruzzata di musica a basso volume durante il sonno profondo per chi vuole conservare la memoria seguendo le ultime scoperte dei ricercatori dell’Università di Tubingen. Ma l’ulteriore ingrediente su cui le raccomandazioni si sprecano è l’alimentazione: salute del cervello e dieta – sono convinti in molti – sono legati a filo doppio e quando si va a leggere come preservare la memoria attraverso quel che si mangia, si scopre che si apre un nuovo universo. Ho provato a consultare quattro siti (tre americani e uno italiano) che si propongono come specializzati nel suggerire la dieta migliore per preservare la memoria e ritardare l’invecchiamento cognitivo e, a parte un comune favore per la dieta mediterranea e una comune avversione per un eccesso di carne rossa, i menu proposti contengono ricette fra loro piuttosto diverse, con alcuni ingredienti prevedibili, come olio d’oliva, pesce, frutti di bosco e verdure a foglia verde, ma anche altri inaspettati come frutta secca, semi di girasole, barbabietole, avocado, noccioline, vino rosso, patate e orzo. Con il dito accusatore puntato di volta in volta sui troppi latticini, o sui cibi conservati, oppure sul sale in eccesso o sui troppi zuccheri. Non voglio certo banalizzare il lavoro di chi sta studiando questo approccio, ma per chi, come il sottoscritto, non è né medico né esperto nutrizionista, scegliere tra una dieta e l’altra appare come il dover aderire un po’ fideisticamente ad una religione piuttosto che ad un’altra.

Insomma, per la “buona manutenzione” del cervello, in attesa di regole risolutive, bisogna sapersi districare tra giochi mnemonici, esercizi cognitivi, camminate, nuotate, musica in cuffia mentre si dorme e uscite con gli amici evitando però di andarci a cena perché se cominci a ordinare solo barbabietole, broccoli e semi di girasole ti guarderebbero male. 

Non siamo all’anno zero, ma di strada da fare ce n’è ancora tanta. Per il momento il “fai da te” impera.

Read more