Posts Tagged: muoversi

Tenere mente e fisico attivi

Da parte di Sergio: Sono in pensione da 11 anni . Ho sempre occupato con soddisfazione incarichi di grande responsabilità nell’azienda dove lavoravo, ma negli ultimi anni si era molto deteriorato l’aspetto umano, per cui il pensionamento è stata la naturale conclusione. Ho curato tuttavia un distacco graduale dal lavoro perché per 5 anni ho continuato a mantenere un’attività di consulenze private finché, sei anni fa, ho interrotto completamente ogni attività lavorativa.
Ora amministro il mio tempo libero mantenendomi attivo, perché l’attività che mi occupa la mente e il fisico è per me basilare. All’inizio dell’anno scorso sono stato operato di cancro alla gola: il buon esito dell’operazione e i periodici controlli ai quali mi sottopongo mi inducono a vivere con maggior consapevolezza e pienezza la vita.
Mi occupo di giardinaggio, seguo l’arredamento e la manutenzione di casa, mi dedico molto alla lettura e sono un appassionato di viaggi (5 o 6 all’anno), che preparo con cura, documentandomi sui luoghi: mi dà molta soddisfazione prepararmi non solo con le classiche guide, ma anche con la lettura di romanzi, racconti e poesie, che parlano dei luoghi e dei popoli che intendo visitare. Mi appassiona anche l’arte, visito mostre in varie città d’Italia, in compagnia di mia moglie, che mi segue sempre. Inoltre, pratico ancora alcuni sport come motociclismo, tennis e sci. Sono gli sport che mi mantengono in forma fisica e in particolare lo sci mi costringe a diete ipocaloriche all’inizio di ogni anno, per essere sufficientemente agile sulle piste. Infine, da diversi anni dedico buona parte di tempo all’attività di consigliere comunale e dell’Unione del Fossanese, senza percepire compenso alcuno. Così come mi gratifica molto seguire scolasticamente alunni stranieri e mantenere aiuti umanitari e affettuosi rapporti con persone con cui siamo stati in contatto durante la guerra nei paesi dell’ex Jugoslavia.

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Paradisi lontani, opportunità vicine

Ve lo ricordate il luogo comune per cui il sogno degli Americani in pensione sarebbe di andare ad abitare al caldo in Florida ? Ebbene, l’Urban Land Institute  ha scoperto che le preferenze dei baby boomers sono diverse da quelle dei loro genitori e che le aree con la maggiore crescita di over 65enni oggi stanno in posti come North Carolina, Texas, Idaho, insomma non esattamente luoghi che inducono a sognare la bella vita. Dicono gli esperti dell’ULI che i senior americani di oggi sono molto attratti dalle comunità che offrono abitazioni alla portata del portafoglio e con buoni servizi intorno (trasporti, servizi medici, strade pedonali, mostre, iniziative culturali, università, centri di apprendimento, biblioteche, negozi, ecc). Per non dire della forza di attrazione dei nipoti, che inaspettatamente anche nella realtà della dispersa famiglia americana, è diventata una delle molle principali per scegliere un luogo dove vivere. E nel regno della mobilità geografica (negli USA si cambia città nel corso della vita con molta più facilità che nel vecchio mondo) oggi il cambiamento di casa, città e Stato è fatto con più reticenza che in passato.

Il paragone con la nostra realtà è difficile: diverso il senso della famiglia, diversa la percentuale dei senior proprietari della propria abitazione, diverso l’attaccamento alla propria terra di origine e alla rete parentale e di amicizie di dove si è cresciuti. L’italiano medio, si sa, meno lo sposti da casa sua e più contento è. Risulta sì in crescita l’interesse per i viaggi e le permanenze lunghe nei luoghi paradisiaci della terra, ma le radici quasi sempre la vincono.  C’è però un aspetto sul quale le esigenze sono simili con quelle dei coetanei senior d’oltreoceano: finché i percorsi di vita sono concepiti con un passaggio dalla fase di vita matura direttamente ad una fase di pensionamento dominata dal tirare i remi in barca e dal far niente in attesa del declino, il paradiso lontano senza intorno troppe infrastrutture, servizi culturali e reti associative funziona bene. Se invece la “vita da senior” è concepita come un ventennio che precede la “vecchiaia vera” e che può essere ancora vivo, impegnato, attivo, intellettualmente e relazionalmente ricco, allora abitare in luoghi che offrono opportunità di studio, di cultura, di vita associativa, di cinema/teatro/concerti/mostre e persino di lavoro, continua ad essere importante.

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Esodata

Da parte di Margherita: ”Comincia un nuovo capitolo: una nuova vita. Spero che sia migliore, anche se ne dubito. Mi manca il lavoro, mi mancano i colleghi, mi manca il rapporto con gli altri; mi sento sola fra la gente, non ho scopi, non ho voglia di fare niente. Passerà, mi devo solo abituare a questa nuova situazione, so che sara’ difficile devo solo riprendere la mia vita in mano e decidere cosa farne. Ho tante cose nella testa ma in questo momento non ho la minima idea di cosa voglio fare.”

Queste parole le dicevo un anno fa , quando ho accettato di stare a casa senza stipendio e senza pensione grazie a ‘Monti ‘, ebbene ragazzi la mia vita e’ cambiata ora faccio quello che voglio e quando ne ho voglia: scrivo, leggo, passeggio nei miei silenzi cerco in tutti i modi di tenermi occupata sia nel fisico che nella mente, penso sia l’unica soluzione al problema: solitudine, noia, e per non dire depressione.  In foto: donna che legge un libro

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Sto bene anche se la salute non assiste

Da parte di Maurizio: Avrei potuto andare in pensione a 58 anni (adesso ne ho 64), ma sfruttando la legge del governo precedente, sono rimasto in servizio per un altro anno con lo stipendio aumentato del 50%. L’anno seguente ho accettato, con vivo entusiasmo, la lauta offerta dell’azienda per interrompere l’attività. Ho potuto così gestire al meglio la ricompensa ristrutturando la vecchia abitazione. Ero felicissimo di essere arrivato alla pensione, ma come spesso capita, coincide con l‘età degli acciacchi. Il glaucoma mi ha tarpato le ali perché non sono più in grado di guidare come vorrei, e mi piaceva molto!
Ora però posso dedicare più tempo alle ragazze del softball che alleno e sono a disposizione del figlio per qualsiasi esigenza. Sono anche impegnato ad insegnare il mio sport preferito ai bambini e alle femminucce delle elementari. Sono sempre stato molto sportivo ed ora trovo soddisfazione nell’insegnare il softball che mi assorbe gran parte della giornata. Stare in mezzo alla gioventù aiuta a rimanere giovani di spirito e ad affrontare le cose con più disinvoltura. L’unico rammarico è non poter frequentare più spesso gli amici, ma palestra, diamante e scuola contribuiscono a farmi giungere a sera stanchissimo.
Devo gestire la quotidianità, compreso cucinare, e le risorse a disposizione. Visto quel che mi costano gli interventi agli occhi, non posso permettermi grandi viaggi, ma solo qualche breve vacanza. Il mese prediletto è luglio perché trascorrere agosto in città (abito a Bologna) è piacevolissimo in quando semi deserta. D’altra parte mi godo la mia “nuova” casa con compiacimento. Non soffro di solitudine e sto bene con me stesso. Mi piacciono le letture tecniche e i programmi scientifici, discutere di politica e sport. Vivo alla giornata, penso poco al domani e cerco di affrontare al meglio i problemi mano a mano che si presentano. Purtroppo la salute non mi sta assistendo, ma cerco di affrontare il problema nel miglior modo possibile.  In foto: il coach della nazionale di baseball under 15

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Spero che continui così

Scrive Daniele: Mi considero fortunato. Ma proprio tanto ! Una di quelle fortune più uniche che rare ! Se mi chiedi perché, ecco il motivo: ho 62 anni e tutti me ne danno cinque – dieci di meno, da tre anni godo di una pensione non da ricconi ma che mi permette di vivere tranquillamente. In più ho messo da parte qualcosa mentre lavoravo e ho comprato un appartamentino in un paese di montagna dove vado molto spesso, perché abito a un’ora dai monti e sciare mi piace ancora da morire. Una giornata sulla neve, col sole, una bella discesa, una polenta al rifugio, se capita innaffiata da una bevuta con gli amici, ma cosa vuoi di più dalla vita? Guardi il panorama dalla cima delle montagne e rimarresti lì incantato tutto il giorno. Le ossa e i muscoli ancora funzionano a dovere, la testa anche (mi sembra). A sciare posso permettermi di andare nei giorni che c’è poca gente e infatti evito i weekend, nei quali invece mi rintano in casa a leggere. Ogni tanto ho anch’io i miei problemi e i miei pensieri ma poi basta una giornata sui monti perché mi torni il buonumore. Qualche volta, molto di rado, mi vengono anche dei sensi di colpa pensando a tutti quelli meno fortunati di me, però, sono sincero, mi passano subito…

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L’attività fisica consigliata ai senior

Secondo molti addetti ai lavori, ad esempio l’ACSM (American College of Sport Medicine) o esperti personal trainer laureati in scienze motorie, un buon allenamento per una persona senior può essere costituito da:

attività aerobica: 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, come camminare, correre, ballare, nuotare, jogging, acquafitness, bicicletta, tennis, da svolgere divisi in 30 minuti per 5 giorni (nel caso non si riesca a svolgere 30 minuti continuativi si potrebbero dividere ulteriormente in sessioni di 10 minuti per 3 volte) oppure 20 minuti al giorno di attività aerobica elevata (7-8 su scala di 10) per 3 giorni a settimana.

attività di forza e resistenza muscolare: sono indicate attività come esercizi con macchinari e/o pesi, Tai Chi, esercizi callistenici (cioè esercizi di movimenti semplici e spesso ritmici fatti senza l’uso di strumenti), da svolgere con 2 sessioni di allenamento a settimana con 8 a 10 esercizi di 10-15 ripetizioni che coinvolgano i principali gruppi muscolari.

attività di mobilità articolare: occorrerebbe eseguire esercizi di stretching e movimenti che permettano di raggiungere la massima escursione articolare con frequenza di almeno 2 giorni a settimana e intensità moderata, con movimenti statici anziché balistici.

Come si vedrà su questo stesso blog fra qualche giorno (in occasione della presentazione dei dati dell’indagine sulle buone e cattive pratiche dei senior realizzata da “I ragazzi di sessant’anni”) le attività fisiche che i senior da parte loro ritengono più efficaci sono innanzitutto le camminate e le pedalate.

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Ritorno al paesello

Buongiorno. Ho 59 anni e mio marito ne ha 64. Fino a poco tempo fa abitavamo a Verona, che non è una grande città ma ha tutte le comodità che ti servono, è bella e non si fa mancare niente come negozi, spettacoli, servizi… Non è la mia città di nascita, io sono nata in una valle tra le montagne, dove è nato anche mio marito, ma ci siamo trasferiti lì da giovani e naturalmente è lì che abbiamo tutta la cerchia di amici e conoscenti. Racconto questi particolari perché da qualche mese ci siamo trasferiti, dopo lunghe discussioni in famiglia e molti pensamenti. Io da quattro anni ho smesso di lavorare con continuità, dato che mi sono sempre occupata di eventi ogni tanto mi chiamano per qualche progetto, ma praticamente sono molto libera e questo non mi dispiace affatto. Il problema è nato quando ha smesso di lavorare anche mio marito, un anno fa, perché non gli hanno rinnovato il contratto. Prima ha avuto il classico abbattimento che hanno gli uomini quando gli tolgono il lavoro, poi si è ripreso ma con una novità per me funerea: voleva tornare a vivere al paese d’origine. Lì abbiamo la bella casa che ci hanno lasciato i genitori, lì si fa una vita più tranquilla, si è in mezzo alla natura, abbiamo meno spese, queste sono le cose che mi diceva tutti i giorni. Ma andiamo a seppellirci prima del tempo, gli replicavo io che ero scappata dal paesello da giovane perché non ne potevo più del giro chiuso di persone che si frequentava e della mancanza di opportunità. Ala fine gliel’ho data vinta, gli voglio bene e cerco di essere comprensiva con il suo stato d’animo ancora turbato dall’essere rimasto senza lavoro. Però, adesso che siamo qui nel paesello, anche lui tocca con mano che è tutto da inventare: come impegnare la giornata, chi frequentare, cosa fare per non mettere in pensione anche la testa. Ogni tanto ci vengono a trovare i figli, mi fa molto piacere ma di sicuro questo non basta. Avete da darmi dei suggerimenti su cosa fare ? Tornare adesso in città è fuori discussione ma mi mancano le idee su come impiegare bene il tempo qui. Grazie. Luisa    In foto: una coppia senior

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Attrazione fatale

Se vi fate un giro in internet scoprirete facilmente che i siti che promuovo il “ricominciare la vita” in un altro Paese stanno crescendo e che va molto lo scambio di consigli ed esperienze positive riguardo ai posti dove si vive meglio: reinventarsi la vita all’estero sta diventando di moda. E lo sta diventando in maniera evidente anche tra i senior.

Le molle che spingono un numero crescente di senior a diventare dei “residenti esteri” o dei “soggiornanti lunghi” in altri Paesi, o quanto meno a prendere in considerazione l’idea, sono principalmente riconducibili a due fattori: la qualità della vita che ci si immagina possibile nel luogo di destinazione (bellezza del posto, clima favorevole, collegamenti non troppo disagevoli, vicinanza con la natura, facilità di rapporti con la popolazione locale, ecc), oppure ragioni economiche (potere d’acquisto più alto, costo in generale basso della vita nel posto prescelto, fuga dalla tassazione italiana, ecc).

La prima ragione, la ricerca di una migliore qualità della vita, ha mosso nei secoli milioni di persone: senza scomodare le migrazioni storiche, più semplicemente basta ricordare le ondate di capelli grigi provenienti dal Nord Europa che d’inverno transumavano nei posti caldi del Sud Europa. Ora che i collegamenti anche transoceanici sono più a portata di mano, tutto il mappamondo è preso di mira e anche gli italiani non si sottraggono a questo sport.

La seconda ragione, quella economica, in tempi di crisi come ora sta diventando sempre più importante. Poter vivere con un buon tenore di vita con 1000 euro al mese in un posto da cartolina fa sognare più di un sessantenne. E se poi a disposizione si hanno più soldi, non solo ci si può concedere dei lussi, ma si può anche puntare ad un fisco più leggero.

A questo proposito, è istruttivo il bell’articolo pubblicato giovedì scorso da Francesca Basso sul Corriere della Sera (per chi è interessato, lo si può scaricare in pdf andando su http://www.confcommercio.it/home/SALA-STAMP/Rassegna-s1/Nazionale/3-gennaio-2013.pdf o al link http://archiviostorico.corriere.it/2013/gennaio/03/ora_Paesi_europei_corteggiano_gli_co_0_20130103_ffc7043e-556c-11e2-8a75-21dc585b88e4.shtml ), dal titolo “Fisco leggero e offerte su misura, i Paesi alla conquista degli over 65”. La giornalista racconta di soluzioni che prevedono di tassare solo il reddito prodotto nel nuovo Paese di destinazione e non il reddito proveniente dall’estero (cioè le pensioni), oppure che prevedono di offrire la residenza ai cittadini che investono in immobili locali. Sono soluzioni già adottate o allo studio da parte di Paesi come la Spagna, il Portogallo, la Grecia, Singapore, il Costa Rica, l’Uruguay ed altri.

Le sirene che incantano e spingono alla fuga dall’Italia sono dunque numerose e spiegano perché il fenomeno sta per uscire dalla marginalità.    Eppure… Eppure quando ne parlo con coetanei sento porre queste domande: accetteremmo di vivere lontano dai genitori anziani bisognosi ? o dei figli grandi che dopo attenti studi hanno trovato casa a portata di schioppo ? o di lasciare al suo destino l’odiata ma anche amata Italia ? o di rinunciare alla cerchia di amici, conoscenti e associazioni che abbiamo coltivato nella vita ? Forse per questo il fenomeno è importante ma non diventerà mai di massa.

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Ansie da prestazione

Mia moglie è una patita del ballo. Da anni una sera alla settimana frequenta un maestro e un gruppo di aspiranti ballerini, cimentandosi nelle danze più varie. Di fronte ai suoi inviti ad accompagnarla ho sempre fatto resistenza, finché un paio di mesi fa ho capitolato e mi sono presentato in pista cercando di ricordare i movimenti di quando da ragazzo andavo in balera. Era il momento del boogie-woogie. Faticosissimo ! oltre che difficile. Vale come dieci sessioni di palestra ! Comunque mi sono divertito e così sono ritornato. Settimana scorsa il maestro ha fatto le coppie della serata e io, 58enne, mi sono ritrovato con una ragazza di poco più di vent’anni che avevo già notato perché scatenata. Che dire ? Ce l’ho messa tutta, giravo vorticosamente, le gambe saltellavano, ero concentratissimo, e dopo dieci minuti così, mentre ormai ero in un lago di sudore e senza fiato, la fanciulla mi fa: “perché andiamo così al rallentatore?”. E allora io, punto sul vivo, ho provato ad accelerare ancora di più, ma dovevo avere un’espressione sofferente perché la sciagurata a quel punto mi ha detto: “forse è meglio se ci fermiamo”. E poi dicono le ansie da prestazione…

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Non cambierei la mia vita con quella di prima

Scrive Walter: Ho 68 anni e sono in pensione già da dieci. Lavoravo in banca e allora i prepensionamenti e gli scivoli andavano molto di moda. Il primo periodo dopo aver smesso di lavorare non è stato bello: abituato com’ero ad una giornata costruita intorno al lavoro, non sapevo bene cosa fare del mio tempo e mi annoiavo mortalmente. Ho avuto anche una piccola depressione, ero spaventato all’idea che la mia vita da lì in avanti sarebbe stata senza scopo.
  Poi sono successe due cose che mi hanno fatto rivivere: mi è nato un nipotino con cui trascorro parecchio tempo e ho conosciuto delle persone al circolo sportivo dove mi ero iscritto con cui ho cominciato a giocare a tennis.
Occuparmi spesso del piccolo Niccolò mi ha ridato speranza nel futuro e sono contento quando mia nuora mi chiede se posso stare con lui un pomeriggio. E’ una bella sensazione vederlo crescere e fare il nonno che gliele dà tutte vinte.
L’altra novità importante di questi ultimi anni è stato il circolo sportivo. Il tennis mi è sempre piaciuto e con gli amici che ho conosciuto al circolo ho ripreso a praticarlo con regolarità e con entusiasmo. Siamo tutti più o meno della stessa età e quelli che ci guardano giocare sono sorpresi della lunghezza delle nostre partite e di come riusciamo, alla nostra età, a saltare di qua e di là. Il tennis naturalmente è anche una scusa per vederci tra amici, per ridere e scherzare. Adesso non cambierei la mia vita con quella di prima.           In foto: un senior team di giocatori di tennis di un circolo sportivo

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