Posts Tagged: nonni

Aiuto ho sessant’anni e tra poco vado in pensione

Scrive Alfonsa: “Ho sessant’anni tra qualche mese andrò in pensione. Io abito a Milano e mio figlio vuole che mi avvicini a lui in modo da aiutarlo in caso di prole. Troppi cambiamenti mi stanno mandando in ansia.”

Scrive Enrico: Meglio prevedere gli anni dell’invecchiamento avvicinandosi ai figli o mantenendo le rispettive abitazioni alla distanza di sempre ? Guardare alla pensione come ad un’opportunità per progettare un futuro interessante o come a una fase della vita in cui prevalgono le incognite e quindi le ansie ?   Prendo spunto dal messaggio inviato da Alfonsa  per riflettere su questi interrogativi.  Mi sembra che il punto chiave sia come viviamo il cambiamento. Se lo viviamo come una condizione imposta dalle circostanze o da altri, corriamo il rischio di vedere solo i lati negativi, se invece all’occasione di cambiare (come quando inizia la pensione) associamo dei nostri desideri e dei nostri progetti, una nostra volontà, allora il futuro possiamo affrontarlo sapendo che esistono sì delle incognite, ma che l’esplorazione di un mondo sconosciuto può portare anche delle cose buone.   I figli ci vogliono vicini a loro perchè hanno bisogno di nonni tuttofare ? Se coincide con un nostro desiderio prioritario di fare i nonni o di dare una mano ai figli, perché no ? Se però dove abitiamo adesso stiamo bene e non ci va di cambiare casa, ci si può sempre organizzare per fare i nonni part time concordando ore e periodi. L’importante é fare delle scelte e non sentirsi obbligati. Provare a progettare il proprio futuro anche a sessant’anni è il segreto !

In foto: un dipinto di Michelle Jader su energia in transizione

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Famiglie allargate e disperse

Scrive Margherita: Dunque, questa è la mia situazione familiare: vivo nella zona di Perugia con il mio nuovo compagno (nuovo si fa per dire, stiamo insieme da più di dieci anni), il mio ex marito è rimasto ad abitare a Torino e anche lui ha una nuova compagna. Ci siamo conosciuti tutti al matrimonio di nostro figlio (nostro nel senso di mio e del mio ex marito), due anni fa. Mio figlio sta a Bologna, dove ha studiato, ha trovato lavoro e anche moglie, che adesso é incinta (evviva! sto per diventare nonna!). La secondogenita, ventitreenne, da qualche mese sta facendo un erasmus a Siviglia e nelle ultime chiacchierate via skype mi ha parlato di un certo Carlos che mi vorrebbe presentare… Anche il mio nuovo compagno ha un figlio ventenne dal precedente matrimonio, che abita vicino a noi e che è l’unico che vediamo spesso.
Poi ci sono i nonni e le nonne. Famiglia di gente longeva la mia. Mettendo insieme i genitori miei, quelli del mio attuale compagno e la madre del mio ex marito con cui sono sempre rimasta in ottimi rapporti, arriviamo a ben quattro ultraottantenni, tutti ancora belli vispi.
Perché racconto tutto questo? Perché quest’anno ho avuto l’idea di invitare tutti qui a Perugia per le feste natalizie. Penserete: questa qui ha tendenze masochistiche… Ma no, solo che sono stufa di non riuscire a ricomporre almeno per un momento i pezzi della mia famiglia e le feste di Natale sono la migliore occasione. “Non puoi invitare solo i tuoi figli ? così, per rendere le cose un po’ più semplici…” mi ha chiesto preoccupatissimo il mio compagno. “E poi sei sicura che anche a loro farebbe piacere?” ha incalzato più realista del re. Ho fatto un po’ di telefonate di sondaggio e, guarda guarda, erano tutti d’accordo, anche la compagna del mio ex marito che in teoria mi sembrava lo scoglio più duro da superare. Loro si fermeranno in zona solo una notte (va bene così). Invece mio figlio, che è contento di non dover scegliere se fare il Natale con suo padre o con sua madre, passerà a prendere i nonni a Torino e poi ci raggiungeranno qui per rimanere qualche giorno. Anche mia figlia verrà, se con lo spagnolo o no sarà la sorpresa dell’ultimo minuto… Poi, se sarò sopravvissuta, vi racconterò com’è andata.

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Cambio di stagione

Scrive Mercedes: Sono ottimista di natura. E meno male perchè son dovuta passare sotto le Forche Caudine per molte volte. Ho sessantaquattro anni, tre figli ormai grandi e tre nipoti. Sono divorziata da otto anni da un uomo che ha visto in me i pioli di una scala da usare per lanciarsi in alto. E lo ha fatto, a mie spese ed è stato anche bravo! Io vivo da sola, ma non soffro affatto di solitudine: mi tengo compagnia e mi diverto anche tanto. Faccio delle cose piacevoli, da sempre coltivate con fatica a causa degli impegni lavorativi (facevo la maestra) e familiari. Ho scritto libri per ragazzi, tre raccolte di racconti ed un libro giallo; amo dipingere e disegnare, mi diverto a creare oggetti strani ed inconsueti, perfettamente inutili ma divertenti; amo chiacchierare ed ascoltare, ma non sopporto le banalità. Ho poca autonomia di movimento per dei problemi di salute, ma utilizzo la mia passione per la lettura, così mi “muovo” molto… muovendomi poco. E poi ci sono i due nipoti adolescenti che stazionano da me dall’ora di pranzo a quello di cena. Sono loro la mia finestra su questo strano presente.

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La trasformazione dei nonni

Forse il caso della signora Isabella è eccezionale, però vale la pena di raccontarlo. Isabella ha 80 anni, due figlie quaranta-cinquantenni e tre bei nipotini sotto i dieci anni. Il marito è morto parecchi anni fa, ma non si può certo dire che da lì in avanti la signora abbia sofferto di solitudine e malinconia. Anzi, mentre prima faceva vita abbastanza ritirata, da allora si è intensificata di molto la sua vita relazionale, sia con la frequentazione di vecchie e nuove amiche sia partecipando attivamente ad un paio di associazioni solidaristiche. Ma soprattutto sono molti anni che la signora Isabella viaggia: viaggi in posti vicini e lontani, viaggi brevi di pochi giorni e lunghi di settimane, viaggi a sue spese e ospitata da amici e conoscenti. Mica solo posti sicuri, anche zone difficili dell’Africa e altitudini che da anziani bisognerebbe andarci cauti. Ma Isabella non è preoccupata per i rischi che corre viaggiando, mentre le sue figlie raccontano, tra lo stupore e la delusione, che quando la cercano sono più le volte che non la trovano perché in viaggio di quando invece riescono a raggiungerla a casa. Della “mamma roccia”, come la chiamano, sono orgogliose, ma allo stesso tempo ormai rassegnate che da lei non otterranno alcun aiuto nella cura quotidiana dei bambini. “Ci eravamo illuse – mi dicono –che facesse quel che fanno di solito i nonni coi nipoti, cioè che li tenesse un po’ con sé, che ci desse una mano quando noi siamo a lavorare”.

Ma è proprio vero che è questo ciò che “di solito” fanno i nonni ?  Le indagini finora dicevano proprio così e i commentatori sociali non hanno mai smesso di sostenere che la carenza di servizi per le famiglie con figli fosse compensata dalla presenza dei nonni. Eppure di recente è emerso un dato da una ricerca del Censis che segnala un cambiamento forte di abitudini.

Dice il Censis: “La percentuale di nonni che si occupano direttamente dei nipoti scende dal 35,8% del 2007 al 22,5%, e si contrae dal 17,5% al 9,7% la quota di anziani che si rendono disponibili per il disbrigo di mansioni in casa o di pratiche burocratiche. Aumenta però dal 31,9% del 2004 al 47,9% la quota di over 60 che contribuiscono con un aiuto economico diretto alla vita di figli e/o nipoti.”

Insomma, non sappiamo quanti ottantenni attivi come Isabella ci siano in circolazione, ma sicuramente il modello di comportamento di tanti nonni sessantenni e settantenni non è più quello di una volta: il ruolo che si sta affermando è sempre più di sussidio economico per le giovani generazioni impoverite, però sporcandosi sempre meno le mani con incombenze domestiche, di cura e di servizio. L’affetto verso i nipoti continua a resistere, ma deve coniugarsi con le esigenze di libertà, di movimento e di vita attiva dei nuovi nonni.

 

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Nonna part time

Quest’estate, dopo tre anni che praticamente mi inventavo scuse, ho detto di sì a mia figlia che mi chiedeva di tenere i nipotini al mare in luglio per quindici giorni. Adesso che sta finendo devo dire che non è andata male… i due pargoli si fanno voler bene e mi sollecitano una gran tenerezza, poi a otto e sei anni non sono nemmeno più da seguire ogni secondo. Però che faticaccia ! Non mi ricordavo più cosa vuol dire star dietro a dei bambini: evitare che si prendano un’insolazione, controllare quando fanno il bagno, far giocare quello più timido e stare attenti a quello più disinvolto che sparisce in continuazione, sedare le risse fra loro, raccattare tutti i pezzi ogni volta che ci si muove, consolarli nelle malinconie serali, e così via…
Oltre a tutto non sai mai se stai facendo le cose giuste, quelle che approverebbe anche la loro madre. Io non sono mai stata una supermamma, figuriamoci una supernonna. I bambini mi sono sempre piaciuti e penso di essere stata promossa all’esame di mamma, però beh… non mi hanno mai preso tutta l’attenzione, come vedevo che succedeva ad alcune mie amiche quando avevamo trent’anni di meno. Do affetto, amore, vicinanza, ma ho anche bisogno di poter respirare senza farmi soffocare da un rapporto assoluto, senza intervalli. Era il mio modo di fare la mamma e anche adesso che sono nonna non sono cambiata. I bambini secondo me capiscono e sono contenti di sentire vicino una persona che li ama e di non avere vicino una persona che finge. Comunque, adesso che ho fatto la nonna a tempo pieno per due settimane, sta finendo. Ho creato un bel rapporto con i miei nipoti e sono pronta per andare a fare una vacanza vera con le mie amiche, destinazione Portogallo.

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In mare

Ringrazio Beppe che mi ha permesso di raccontare la sua storia, dato che lui non ha tempo di scriverla visto che è troppo preso da altre faccende.
Beppe tutte le mattine si alza alle cinque. Una volta non era così, anche lui dormiva fino a tardi, capace di domenica di svegliarsi alle dieci, adesso invece dopo cinque – sei ore di sonno è sveglio come un grillo e sa che è inutile provare a riaddormentarsi. D’altra parte ora ha anche una motivazione forte a non perdere le ore del mattino: all’alba si pesca meglio e lui da qualche anno è diventato un patito della pesca, ma forse più che della pesca dell’andare in mare con la sua piccola, piccolissima barca. Beppe di anni ne ha 64, da quando è andato in pensione – ormai sette anni fa – gli è venuta questa passione. Nato e vissuto in una cittadina sulla costa (non vuole che si sveli il posto preciso, per dare un riferimento diciamo che siamo sulla costa marchigiana), ha un rapporto molto stretto con il mare, anche se fino a qualche anno fa l’aveva frequentato poco perché il suo lavoro era sulla terraferma. Munito di secchio, canna, ami, esche e tutto l’armamentario del buon pescatore, se ne va al porticciolo e nel giro di mezz’ora è in mare. “Vado in mare e mi piace, i colori che trovo quando sono in acqua non li trovo da nessun’altra parte, un po’ di solitudine fa bene e io tutti i giorni mi gusto un pezzetto di libertà”. Difficile che torni a casa senza aver pescato nulla e, come mi dice, “per non dar troppo noia alla moglie” pulisce lui le sue prede e le cucina. E c’è anche l’aspetto salutare ed economico della faccenda: “Se si va al ristorante e si ordina il pesce si spende una cifra e lo si può fare solo una volta al mese, io mangio pesce tutti i giorni, che fa bene ed è buonissimo, e sono sicuro che quel che mangio è sano perché so io cosa metto in padella”.
Nel pomeriggio Beppe si dedica ai nipotini, tre tutti insieme, che porta al parco a giocare. Inoltre qualche giorno alla settimana si presenta alla Misericordia locale per dare una mano. Una vita senza sussulti, quella del Beppe ultrasessantenne, ma piena di piccole soddisfazioni e di tanta serenità. Invidiabile…

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Una donna …semplice

Scrive Nonnarita: Mi presento? Ho 62 anni, sono qui davanti al pc e ho raccolto l’invito a raccontare la mia storia. Non è facile in 20 righe, ma ci proverò.
Sono nata a Perugia,una splendida città di provincia dove sono cresciuta e dove ho vissuto la mia gioventù. Vita semplice, studentessa responsabile, ma non secchiona, belle amicizie e vita spensierata. Poi è arrivato il primo vero innamoramento, mi sono perduta, mi sono poi sposata con lui e abbiamo creato una bella famiglia con tre figli sani e belli, bella professione, sono un medico. Avevo tutto e pensavo che la felicità mi era quasi dovuta e che non potesse mai finire. Poi il terremoto, un problema serio di un figlio, mio marito è scappato dalle responsabilità, se ne è andato con un’altra. Dopo 25 anni di matrimonio, il mondo non aveva più colore, ma ho resistito, ho lottato, cresciuto i miei figli, da sola. Il dolore era urente, si era spezzato il mio sogno e credevo che ormai la vita senza di lui non avesse più un senso.Poi, piano piano, la mia vita è cambiata, mi sono sentita sempre più forte e sicura, buone amicizie e sono andata avanti, cominciando ad apprezzare la mia indipendenza e la mia libertà. Ho lavorato molto, ma con soddisfazione. Poi la perdita di mio padre adorato, ma è stato un dolore dolce, perchè gli sono stata vicina sempre e ora so che lui mi guarda. Vita ora tranquilla: amici, casa, nipotini, burraco. A questa età all’improvviso mi sono innamorata perdutamente di una persona, e ho capito che così non avevo mai amato, con gioia e freschezza. Mi sono sentita ridicola e mi dicevo: “ma alla tua età”. Ma continua e lo voglio vivere senza paura.E’ una storia semplice, di una donna semplice, con una vita un po’ complicata.  In foto: una nonna con nipote.

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L’ amore della mia vita attuale

Scrive Lora, la cui gioia deriva dai nipotini e dalla fede religiosa: Dopo tante sofferenze della mia vita tortuosa, da sola con un bambino da crescere, ho ricevuto un amore più grande che avrei potuto avere, l’amore di Dio l’ho sempre avuto dalla nascita Lui si è preso cura di me, e non ha smesso.
Adesso vivo un amore indescrivibile, una felicità immensa, quella di avere 2 nipotini che mi amano, io li adoro quando sto con loro quasi ogni giorno, l’amore che mi trasmettono nonostante piccoli riempiono tutti i vuoti che hanno accompagnato la mia esistenza. Non avrei mai immaginato che essere nonna mi avrebbe dato queste sensazioni stupende, grazie a Dio che mi ha concesso questo dono della vita sia prolungandomi i miei giorni, perchè per vari incidenti potevo non esserci da tempo, sia la gioia della grazia di Dio nella mia vita, che fa sì che il mio cuore trabocchi d’amore per tutti, sono disponibile ad aiutare chi ha bisogno perchè ho conosciuto il bisogno, sono molto felice della mia vita attuale, fino a quando Dio vorrà va bene così. In foto: una nonna con nipote

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Senza fine

Scrive Anna: Ciao enrico sono anna, grazie di cuore. ora fate parte della mia vita. Sono una sessantenne. impegnatissima. La mia storia mi sembra infinita,,,,ma l’amore che riesco a trasmettere agli altri mi ricompensa. Solare, sempre pronta per tutti…ma quando sono sola rifletto molto, ho una fonte di energia, una grande fede. In questi giorni ho ripreso in casa mia figlia, con mia nipote sedicenne, per iniziare un nuovo passaggio…spero di avere tanta salute e forza per poter affrontare il tutto. Un abbraccio, alla prossima.  In foto: tre generazioni di donne

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Da quando sono a riposo non riposo mai

Scrive Giuseppe: Adesso sono pensionato. Prima ero un imprenditore con un’azienda nel settore della strumentazione di controllo della temperatura, della pressione, della massa volumetrica, ecc. Da ragazzo ho iniziato come apprendista e sono poi arrivato ad essere operaio specializzato: insomma un inizio partendo dalla gavetta.

Da quando sono a riposo non mi riposo mai. Frequento un corso presso l’Università Bicocca di Milano (politiche sociali), mentre l’anno scorso frequentai corsi di psicologia e pedagogia. Precedentemente all’ Umanitaria unitamente ad un gruppo di non più giovani, frequentai un corso di autobiografia e di scrittura automatica. Nella veste di Mentore, sono diventato amico di Telemaco, ragazzino di nove anni IV° elementare, con lui ho percorso il secondo quadrimestre della classe II° , accompagnandolo nella III° elementare, attualmente al giovedì pomeriggio frequentiamo gli incontri in IV°. Per non farmi mancare nulla, ho incontri settimanali con due stupendi nipoti, dico stupendi non per amor di nonno ma perché sinora hanno sempre dimostrato un grande affetto verso tutti i nonni, sia materni che paterni (questa è una fortuna anche per loro). Speriamo che non incontrino compagnie balorde, anche se i loro genitori sono molto attenti.

Penso che sia normale, alla mia età, augurarsi di poter mantenersi nello stato di salute di oggi ancora per lungo tempo, come disse già una persona autorevole “ non mettiamo limiti alla provvidenza “. Il poter rimanere, unitamente alla moglie che mi sopporta da oltre 52anni, in queste condizioni psicofisiche, sarebbe una fortuna. Un sogno, il poter assistere al dibattito per la tesi di laurea dei nipoti. Posso sperare? Penso di sì, non costa nulla.

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