Posts Tagged: ottimismo

Far crescere i rapporti con gli altri

Da parte di Dea: Ho lavorato per oltre 30 anni come segretaria presso un centro di formazione professionale di Rimini, un lavoro che mi piaceva molto perché a contatto con i giovani e con le continue innovazioni richieste dall’economia e dalla società.
La famiglia e il lavoro sono state le realtà più importanti della mia vita, molto impegnative ma piene di soddisfazioni, di gioie, di incontri, di affetti, di futuro, di speranze!
Negli ultimi anni di lavoro, a causa della malattia di mia madre che si andava sempre più aggravando e alla nascita di una nipotina, ho visto la possibilità di andare in pensione come un’opportunità per dare una mano in famiglia e non ho avuto il tempo di sentire il distacco dal mondo del lavoro in quanto subito presa dai nuovi impegni.
Dopo un anno dal mio pensionamento in seguito alla morte di mia madre, mi sono ritrovata a gestire molto tempo libero e ho colto l’occasione per cercare di realizzare un po’ di quelle attività che avrei voluto fare durante la mia vita lavorativa ma non ne avevo il tempo.
Nei momenti di difficoltà ho sempre avuto vicino persone che mi hanno aiutato e dalle quali è stato molto più quello che ho ricevuto che ciò che ho dato.
Ora che sono in pensione sento che è importantissimo cercare di mantenere relazioni positive con i miei famigliari e parenti, amici e nuove persone che ho occasione di conoscere negli ambienti che attualmente frequento (volontariato, associazionismo, culturali ecc..).
Il fatto che anche mio marito è in pensione ci dà la possibilità di passare molto tempo insieme e accrescere le relazioni con le famiglie dei nostri figli che sono tutti e due sposati. Ogni gesto d’amore e d’impegno anche se piccolo non va mai perso e produrrà senz’altro dei frutti, questo mi spinge a continuare e a proporre l’impegno volontaristico anche alle persone che incontro.

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Un’alba nuova

Scrive Alberta: Un anno fa ho subito un intervento al cuore importante. Dopo 61 anni aveva bisogno di una manutenzione straordinaria e per fortuna, e bravura dei medici, è andato tutto come previsto. Prima dell’operazione ero in preda all’ansia, anche se sono credente la fede non mi bastava per calmarmi, pensavo che la mia vita fosse  finita. Poi i primi mesi successivi all’intervento ero così debole che a malapena riuscivo a badare a me stessa. Quindi con pazienza le cose sono migliorate e le mie giornate hanno riacquistato un po’ di colore. I parenti mi hanno aiutato moltissimo e le amiche mi sono state sempre vicino e con il tempo ho potuto frequentarle di più. Una mattina di qualche mese fa mi sono svegliata e ho avuto un pensiero chiarissimo: “ma questa è un’alba nuova, è come se fossi nata un’altra volta!” Non sono mai stata particolarmente ottimista, più che altro realista, ma da allora tutto quello che faccio lo vedo in una luce positiva, mi sembra di ricevere quotidianamente un dono bellissimo. Appena posso faccio delle passeggiate nei parchi o nei boschi e il contatto con la natura mi riempie di gioia e di gratitudine. Evito gli sforzi pesanti e i pasti troppo impegnativi (adesso con il Natale devo stare attenta!) ma posso tranquillamente dedicarmi a cucinare che è una delle mie passioni e poi mangio le cose sane che ho preparato. Ogni tanto, accompagnata dalle mie amiche, mi permetto anche di uscire di sera per andare a qualche spettacolo. Cosa posso chiedere di più ?

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Sentirsi liberi

Luca non ha voluto scrivere la propria storia, ha preferito raccontarmela: oggi, a 62 anni, si  trova improvvisamente in una dimensione di vita tutta nuova rispetto al suo percorso precedente. Da una parte deve decidere cosa fare della sua attività professionale a cui si dedica da più di 30 anni ma che è arrivata ai minimi termini per via della crisi economica, dall’altra parte sta ri-sperimentando da poco tempo una vita a due con sua moglie dopo che il secondo dei figli se ne è andato di casa e si è reso autonomo anche economicamente. Che per Luca sia un momento di  cambiamenti importanti è fuor di dubbio, d’altra parte è consapevole che è arrivata un’età che offre ancora tanto ma che difficilmente si ripropone come la semplice continuazione degli anni precedenti. Luca si interroga sul proprio futuro e sta pian piano mettendo a fuoco una straordinaria verità: che non è “costretto” a vivere nel modo in cui ha vissuto fino ad oggi, né in un altro modo che qualcuno gli impone, ma che ha al contrario la grande opportunità, per la prima volta da tanto tempo, di reimpostare la propria vita in base alle proprie esigenze. Semplicemente, è libero di scegliere. Certamente Luca è un fortunato: della moglie con cui vive è ancora innamorato, i figli se la cavano da soli e, pur non essendo ricco, le sostanze che ha messo da parte negli anni della sua attività professionale, lo lasciano abbastanza tranquillo per i prossimi anni. Quindi Luca in questo  momento è in fase di elaborazione di idee su cosa vuole fare del suo futuro. Sta valutando se rimanere a vivere nella stessa città, se regalarsi un lungo periodo di vacanza, se proseguire nella sua attività professionale da solo o con altri più giovani, se riprendere la sua vecchia passione di lavorare con i motori. E soprattutto sta all’erta: perché le idee ti vengono se sei capace di ascoltare le occasioni.

I senior che si trovano ad una svolta della propria vita hanno la possibilità di vedere e di cogliere le opportunità che il futuro può loro offrire. Non c’è dubbio che le opportunità cambiano da persona a persona a seconda di una serie di risorse personali (capacità, relazioni, salute, risorse economiche, ecc,) e di condizioni esterne (dove si vive, contesto familiare e altro), ma nell’insieme prevale la possibilità di sentirsi liberi di scegliere, di non vivere il resto della propria esistenza come un destino ineluttabile e di immaginarsi dei futuri compatibili con le proprie esigenze.

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Davvero hai 60 anni ?

Da parte di Nicole48: Hai sessanta anni…veramente??? Così mi rispondono le persone a cui dico la mia età.  Sì, ho superato anche io i sessanta! Ma che bella età ! Sono finalmente serena, non ho più nulla da dimostrare, sono quello che sono! Ho imparato a fatica a volermi bene, a vivere con tranquillità anche la solitudine, anzi sto molto bene anche da sola.

Un matrimonio, purtroppo finito, una figlia e un lavoro di insegnante che ancora porto avanti con passione e di cui sto raccogliendo i risultati e le soddisfazioni.  Alunni ormai adulti mi ringraziano e mi ritengono un riferimento importante della loro vita. E poi…. il tango! scoperto da pochi anni e amato subito.  I viaggi,le letture, il cinema…Che dire ancora…finalmente mi sembra di cominciare a vivere.

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Amo i progetti…

Io: Amo i progetti, mi danno una prospettiva interessante sul futuro. E sposo una visione di società aperta e delle opportunità, dove la responsabilità individuale e le libere scelte rispetto alla propria vita sono una componente fondamentale. Penso quindi che si possano immaginare (sognare?) varie opzioni riguardo a come vivere la fase di vita nuova, quella da senior, quella in cui non si è più nel pieno della maturità ma non si è ancora anziani “veri”.  Non mi piace quando – e capita anche a me – si fanno prevalere i vincoli sulle opportunità e ci si blocca di fronte a qualche avversità. Non sono cieco di fronte ai vincoli. Li vedo: quelli economici, quelli di salute, quelli pensionistici, quelli culturali, eccetera, ma sono convinto che all’interno di questi vincoli ci sia la possibilità per tutti, chi più chi meno, di scegliere tra diverse opzioni.

L’altro: Ti avrei dato ragione qualche anno fa, ma oggi come puoi sostenere ancora questo ? Non vedi che la crisi economica sta chiudendo tutte le strade ? Il pensionato di 58 o 60 anni, con un po’ di soldi da parte e con la possibilità di godersela, è una razza in via di estinzione. La pensione ce la stanno portando a 70 anni: altro che opzioni, devi continuare a lavorare altri dieci anni per portare a casa lo stipendio. E quelli che rimangono senza lavoro e senza stipendio non riescono a trovarne un altro. La via è obbligata: se sei fortunato, continui a lavorare come hai fatto fino ad oggi, se invece sei sfortunato fai la fame.

Io: La solita esagerazione, e la consueta mistificazione di come è fatta la società oggi: lo sai che tra i 55 e i 64 anni, più della metà non lavora, non perché espulso ma per scelta ? Sì, l’età della pensione si sta allungando ma non penserai davvero che fino a poco tempo fa tutti avessero in mente di smettere di lavorare a 60 anni ? Forse dimentichi che tantissimi artigiani, commercianti, professionisti, manager, professori e anche impiegati, hanno voglia di continuare a lavorare. E tra gli uomini, da un pezzo si sapeva che non si andava più in pensione a 60 anni.  Comunque è un errore pensare che le opzioni di vita dei cinquanta- sessantenni siano legate solo al lavoro e alla pensione. A quell’età non devi fare più il genitore a tempo pieno, puoi guardare alla carriera con più distacco, puoi regolare di più i tuoi tempi. Pensa a quante possibilità hai di dedicarti ad altre attività o a passioni non lavorative che ti hanno sempre preso. Non si tratta di passare tutto il giorno a giocare a carte o a tennis (che comunque non ci sarebbe niente di male), ma di dare un senso diverso alla propria vita.

L’altro: Benissimo, vuoi parlare di cose diverse dal lavoro ? Ecco: ti faccio l’esempio di un mio amico, che a 59 anni ha avuto una malattia che lo costringe a camminare con fatica, altro che viaggi ! O di un altro amico di 64 anni la cui principale preoccupazione è di arrivare a fine mese con i 600 euro di pensione che riceve. O di un altro ancora che ha perso la serenità per via del figlio ormai trentenne che non riesce a trovare uno straccio di lavoro e con cui convive con difficoltà. Questa è la realtà !

Io: Sono d’accordo che “anche” questa è la realtà. Tu mi porti sempre degli esempi sfortunati. Ma anche in questi casi gli spazi per vedere il bicchiere mezzo pieno ci sono. Le malattie ci sono sempre state, però è innegabile che oggi si vive di più e che i tanto bistrattati medici ci rimettono in sesto più di quel che succedeva una volta. E il tuo amico con la pensione bassa, nessuno nega che dovrà fare i salti mortali per la spesa quotidiana, ma magari può trovare ora il tempo per avere soddisfazioni nei rapporti familiari o in qualche giro di amici o in una passione che fino ad oggi non aveva potuto coltivare come avrebbe voluto. Sulla preoccupazione per i figli ti capisco molto, anch’io sono preoccupato per il futuro, come credo che oggi lo siano tutti i genitori di figli grandi, d’altra parte la nostra generazione è stata tra le più fortunate della storia dell’umanità, più che lamentarci dovremmo interrogarci su cosa abbiamo sbagliato per consegnare un futuro così incerto alle generazioni più giovani.

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Se non mi appassiono non mi diverto

Scrive Cecilia: Io la pensione non la prenderò mai ma di sicuro non mi faccio fermare da questo, ho tutta l’intenzione di godermi comunque la mia prossima vita da sessantenne. Chi l’ha detto che non posso godermi i vantaggi dei sessant’anni anche continuando a lavorare ?
A 60 anni, se guardo indietro vedo una ragazza un po’ scapestrata che ha cambiato tre attività professionali, due mariti e che poi finalmente verso i quarant’anni ha trovato l’uomo giusto, è diventata mamma ed è riuscita a consolidare una professione nel mondo dell’arredamento.
Tutti anni belli e intensi, io non riesco a vivere se non mi appassiono a quello che faccio.
E ho l’intenzione di fare cose appassionanti anche in futuro.
Ora il ragazzo si è fatto grande e ha deciso di andare a tentar fortuna all’estero seguendo le orme di suo padre. Da quando è partito ho cominciato a frequentare di più le amiche riscoprendo rapporti che avevo trascurato e persino uscendo di più la sera o per qualche aperitivo. Le mie amiche sono delle grandi: ogni volta che le vedo mi propongono qualche spettacolo o qualche viaggio, non è che posso fare tutto, ma è bello avere qualcuno che ti stimola ! Il lavoro che faccio mi prende ancora tanto, è un lavoro in cui ogni giorno metto alla prova la mia creatività e fatico ad immaginare un’attività che mi darebbe più soddisfazione. Oltretutto quelli con cui lavoro mi riconoscono l’esperienza e mi chiedono sempre consiglio su cosa è meglio fare, e questo è un vantaggio dell’età. In passato non mi sono stati pagati i contributi previdenziali, per questo la pensione non la prenderò mai, ma che devo fare ? recriminare su un’ingiustizia passata ? no, meglio darci dentro, gustarsi tutte le soddisfazioni che si trovano e guardare avanti.

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Generazioni

  “Generazioni” è il titolo del volumetto curato da Stefano Palumbo e edito da Guerini,  in cui sono presentate le conclusioni di un’un’indagine previsionale sul rapporto tra giovani e anziani al 2020.

Frutto di opinioni di nove esperti (sociologi, demografi, economisti, consulenti d’impresa ed esperti di comunicazione) elaborate con il metodo Delphi,  il volume è stato utilizzato come base di discussione per il Festival delle generazioni dello scorso ottobre.

Le previsioni spaziano da “l’evoluzione dei consumi”, al “mercato del lavoro”, al “rapporto con la tecnologia”, fino ai cambiamenti nella famiglia ed altro.

Ecco un assaggio all’interno del capitolo sulle tendenze dei consumi:

“Nel 2020 gli anziani avranno una forza fisica maggiore di oggi, godranno di buona salute grazie alla loro capacità di autoregolamentarsi, a uno stile di vita più attento all’alimentazione, a una maggiore attenzione alla coltivazione del proprio benessere fisico. Ciò, unito all’aumento dei <giovani anziani> (sessantenni e dintorni) dotati di titoli di studio medio-alti, favorirà un aumento dei consumi culturali e dei viaggi internazionali.

Aumenterà quindi l’interesse degli anziani per i prodotti (medici, ma anche alimentari) e i servizi (ginnastica specifica, terapie, ma anche viaggi) dedicati a garantire un relativo benessere…”

Buone notizie !!!

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Vuoi stare bene? Ringrazia!

Da parte di malu48:  64 anni di vita piena di esperienze….lavori vari, amicizie, incontri, gioie e dolori, una bellissima famiglia problematica come tutte, un rapporto d’amore vero con mio marito che ancora dura dopo quasi 40 anni, una vita di insegnamento e di scambi di energia con i miei alunni dai quali apprendevo tanto oltre che dare il meglio di me. Da un anno in pensione, canto in un coro, con grande gioia, ballo la Zumba, faccio fitness open air tre volte alla settimana, seguo un corso di teatro e uno di pittura all’università del tempo libero e faccio volontariato….Non credo di avere altro da dire se non che mi voglio un gran bene e mi concedo due massaggi alla settimana! Grazie buon Dio per ogni giorno di vita!   In foto: Città della gioia, dipinto di Chiara Stevanelli

 

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Accettare il corpo che cambia

Anche un ultrasessantenne ha bisogno di attenzioni amorose e di rapporti intimi, così come può sentire ancora vivo il bisogno di essere soggetto ed oggetto di attenzioni erotiche.  In uno degli studi degli ultimi anni fatti dal Censis per conto di Salute Repubblica si è affermato che emozioni amorose, intimità e sessualità sono dimensioni che rimangono ben vive nei senior.

Secondo quell’indagine, più della metà degli over 60 si dichiara innamorato, con un valore ben differenziato tra uomini e donne: sale al 65,4% per gli uomini e scende (ahinoi cari maschi!) al 45,2% per le donne.

Anche la sfera sessuale e dell’intimità fisica continua a rappresentare, e a lungo – almeno fino agli 80 anni – un elemento rilevante della vita (lo è per circa due maschi su tre, per poco meno della metà delle donne), anche se il 46,8% gli attribuisce meno importanza di prima, più per ragioni valoriali o di opportunità che strettamente fisiologiche.  D’altra parte, l’uso di farmaci per migliorare le prestazioni sessuali è valutato positivamente dal 23% dei senior, con un consenso maggiore tra i sessantenni e i settantenni.

Sessuologi, psicologi e medici sono d’accordo:  a patto che ci sia un decente stato fisico generale, sesso, intimità e amore non hanno età, il segreto è adattare le aspettative e  accettare il corpo che cambia, sia il proprio sia quello del partner.

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Comincia l’inverno

Ecco una riflessione inviata da Maria Rita qualche giorno fa: Proprio oggi con il cambio dell’ora, da legale a solare, e la prima neve che ha imbiancato i cocuzzoli delle nostre montagne vicine, mi sembra che sia arrivato l’inverno.
La pioggia persistente rende tutto piu’ scuro e triste e la voglia di stare a casa al caldo con le persone amate investe tutti gli animi.
L’autunno e’ la stagione migliore della nostra vita; tutto e’ concluso e raccogliamo i frutti che serviranno per l’inverno. E’ una simbiosi con le stagioni dell’anno la vita dell’uomo.
Purtroppo a molte persone questo periodo dell’anno piace poco, perche’ nella loro mente amano la primavera cioe’ la gioventu’ e vedono l’autunno e l’inverno che segue come un decadimento fisico e morale.
In questa stagione della vita si ha piu’ liberta’, si possono realizzare sogni che in gioventu’ o in eta’ adulta non si sono potuti realizzare, anche imparare a fare cose nuove o sperare di vedere coronato un sogno dei nostri cari, perche’ credetemi senza uno scopo, degli affetti, un’aspirazione, l’inverno arriva subito.

In foto: “Nella pioggia” di Marek Langowski

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