Posts Tagged: passioni

Armonia e passioni

Da parte di Vinicio: Facevo l’autista di mezzi meccanici pesanti, il mio era un lavoro molto faticoso, quindi la pensione, che ho dovuto rincorrere per un po’, è stata molto agognata, ma una volta raggiunta ho potuto godermi di più la famiglia e dedicarmi alle mie passioni (la caccia, cercare funghi e lumache, riposarmi), che svolgevo saltuariamente.
Questo in teoria, perché invece i parenti (mamma, moglie, cognati, sorelle) mi hanno tempestato di richieste: chi doveva rifare il bagno, chi aveva una porta da aggiustare, l’orto da fare… sembrava che per anni avessero accumulato i lavori solo per quando sarei andato in pensione!
Avendo iniziato a lavorare presto, sono sempre stato abituato ad accontentarmi di quello che ho. Sono sempre per la vita semplice e decorosa. Anche adesso che sono in pensione non ho grandi aspettative, perché non mi interessa avere uno stile di vita diverso da quello che ho condotto finora. Mi basta solo vivere in armonia e potermi dedicare alla mia famiglia e alle mie passioni, tra cui la caccia, che mi impegna tre giorni alla settimana: il giovedì vado a caccia piccola, il sabato vado in montagna a preparare le postazioni da dare ai cacciatori per il giorno successivo, e la domenica vado a caccia grossa. L’impegno, essendo da anni capo caccia, tra le altre cose, consiste anche nel dover preparare e programmare il pranzo di fine battuta per tutti i cacciatori.
Un altro compito molto importante per i cacciatori è portare in montagna i cani e addestrarli, io sono molto orgoglioso dei miei cani da cinghiale, e guai a toccarli, quando si perdono sto giorni in montagna a cercarli. Da pensionato chiaramente ho più tempo da dedicarmi a loro.
Un’altra cosa che mi impegna molto è il mio orto, a cui dedico gran parte del mio tempo, così da avere sempre frutta e verdura fresca. Inoltre mi dedico alla raccolta dell’uva e delle olive per la produzione di vino e di olio.

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Ritorno alle origini

La storia di Arduino raccontata in un’intervista: Sono andato in pensione a 59 anni dopo 40 anni passati nell’Esercito in cui ero entrato volontario a 20 anni come soldato semplice. Con impegno costante e forza di volontà ho fatto una carriera completa concludendola col grado di Generale di Brigata. Mi sono sposato a 40 anni e nell’arco di sette anni sono nati tutti i miei cinque figli. Nonostante i molteplici impegni di lavoro ho sempre cercato di essere un padre presente ed affettuoso anche se rigido. Una volta andato in pensione ho riscoperto l’amore per la terra, legato alle mie origini contadine. Provengo infatti da una famiglia della Ciociaria e, fino alla partenza per il militare, ho sempre aiutato mio padre nel lavoro dei campi. La possibilità di dedicarmi alla campagna, sia al paese che vicino casa, ha fatto sì che trovassi un nuovo modo di sentirmi utile. Oltre ai lavori che periodicamente vado a fare al mio Paese, ho un piccolo orto vicino casa dove, quasi quotidianamente, passo alcune ore a coltivare le verdure di stagione. Quest’attività, oltre a farmi bene fisicamente, mi rasserena nella contemplazione della natura che sempre si rinnova in ogni stagione. Ho varie malattie, ipertensione, diabete, miastenia, ma le tengo sotto controllo con i farmaci in modo abbastanza soddisfacente. Sono molto attaccato alla mia famiglia, mia moglie, i miei figli, i miei cinque nipotini e spero di essere riuscito a trasmettere loro quegli stessi principi di appartenenza e di solidarietà familiare ereditati dai miei genitori. In foto: due uomini nei campi.

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Vita mia

Scrive Gioia: A 54 anni sono rimasta vedova e, nel giorno del funerale di mio marito, a mia madre e’ stata diagnosticata una grave forma di leucemia. Dopo due anni e’ morta. I figli (2) non ancora indipendenti e con un mutuo da pagare. Credevo che per me fosse finita.
Ho lavorato tanto, mutuo pagato e figli sposati.Comunque ero sola. Una sera, da sola, sono andata a teatro per assistere ad un concerto di musica popolare. Sono rimasta folgorata….un piacere immenso. Da li e’ nata la mia nuova vita. Faccio parte di un grande coro popolare che si esibisce anche all’Auditorium di Roma!!!  Ora ho 70 anni e mi sembra un sogno….sul palcoscenico con i piu’ grandi cantanti italiani!!!!!!

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Marcia trionfale dei film sui senior

I mostri sacri del cinema invecchiano, ma invece di mettersi a riposo come succedeva una volta stanno macinando nuovi film di successo. La loro età avanzata, invece di essere un limite da nascondere, diventa la ragion d’essere delle pellicole che dirigono da registi o che interpretano da attori.  Sì, perché se c’è un fenomeno nuovo nell’offerta cinematografica degli ultimissimi anni è il mostrare le meraviglie e le sorprese della nuova vita dei senior di oggi.

Fino a un paio di anni fa si faceva una certa fatica a trovare film che si soffermassero sull’argomento, adesso Hollywood e compagni devono aver fatto i conti (demografici e di botteghino) e assistiamo a una marcia trionfale di titoli che celebrano l’avanzare dell’età.

Per stare a quelli che sono in programmazione nelle sale cinematografiche in questi giorni, si va da Love is all you need, che ti immagini una commediola d’amori giovanili e dove invece l’unico che si innamora è l’ex James Bond, il 59enne Pierce Brosnan. A La regola del silenzio, in cui il 76enne Robert Redford corre a perdifiato nei boschi (se io a 20 anni avessi corso allo stesso modo sarei stramazzato subito al suolo) e intreccia una storia sentimentale con un’incredibilmente ancora fascinosa Julie Christie (71 anni). E quando il mostro sacro diventa regista, come è il caso di Dustin Hoffman (75 anni) con la sua fiaba Quartet, naturalmente rappresenta i suoi coetanei, che nel suo film sono ex cantanti lirici in pensione.

Tornando indietro di qualche mese, ci possiamo ricordare di Maryl Streep (63) e di Tommy Lee Jones (66) che cercano di riscoprire il sesso coniugale in Hope Springs, oppure di Marygold Hotel, che racconta di viaggiatori in terra straniera tutti ricompresi tra i 78 anni di Judy Dench e i 60 di Celia Imre.    Antesignano del genere (parliamo del 2010) è Another year, in cui il 63enne Jim Broadbent e la 56enne Lesley Manville trascorrono in coppia la routine delle stagioni. E’ poi del 2011 il nostrano Gianni e le donne, con il protagonista Gianni Di Gregorio allora 61enne che cercava di districarsi tra le sorprese della nuova età.   Ma siamo solo all’inizio. C’è da scommettere che il filone avrà un grande seguito e scruterà tutti gli angoli della vita dei senior.  In foto: Pierce Brosnan

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Sto bene anche se la salute non assiste

Da parte di Maurizio: Avrei potuto andare in pensione a 58 anni (adesso ne ho 64), ma sfruttando la legge del governo precedente, sono rimasto in servizio per un altro anno con lo stipendio aumentato del 50%. L’anno seguente ho accettato, con vivo entusiasmo, la lauta offerta dell’azienda per interrompere l’attività. Ho potuto così gestire al meglio la ricompensa ristrutturando la vecchia abitazione. Ero felicissimo di essere arrivato alla pensione, ma come spesso capita, coincide con l‘età degli acciacchi. Il glaucoma mi ha tarpato le ali perché non sono più in grado di guidare come vorrei, e mi piaceva molto!
Ora però posso dedicare più tempo alle ragazze del softball che alleno e sono a disposizione del figlio per qualsiasi esigenza. Sono anche impegnato ad insegnare il mio sport preferito ai bambini e alle femminucce delle elementari. Sono sempre stato molto sportivo ed ora trovo soddisfazione nell’insegnare il softball che mi assorbe gran parte della giornata. Stare in mezzo alla gioventù aiuta a rimanere giovani di spirito e ad affrontare le cose con più disinvoltura. L’unico rammarico è non poter frequentare più spesso gli amici, ma palestra, diamante e scuola contribuiscono a farmi giungere a sera stanchissimo.
Devo gestire la quotidianità, compreso cucinare, e le risorse a disposizione. Visto quel che mi costano gli interventi agli occhi, non posso permettermi grandi viaggi, ma solo qualche breve vacanza. Il mese prediletto è luglio perché trascorrere agosto in città (abito a Bologna) è piacevolissimo in quando semi deserta. D’altra parte mi godo la mia “nuova” casa con compiacimento. Non soffro di solitudine e sto bene con me stesso. Mi piacciono le letture tecniche e i programmi scientifici, discutere di politica e sport. Vivo alla giornata, penso poco al domani e cerco di affrontare al meglio i problemi mano a mano che si presentano. Purtroppo la salute non mi sta assistendo, ma cerco di affrontare il problema nel miglior modo possibile.  In foto: il coach della nazionale di baseball under 15

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Da senior ho trovato l’anima gemella

Scrive Teresa: Sono in pensione da molti anni. Il mio lavoro di medico ospedaliero mi ha costretta per 34 anni a dei turni molto pesanti, in situazioni molto stressanti, perciò sentivo di aver concluso una fase della vita, che pure mi ha dato molta soddisfazione e che rifarei. Ho continuato a svolgere la mia professione di medico privatamente, ma il mio desiderio di tempo libero mi ha pian piano allontanato dal lavoro e mi sono pian piano riappropriata della mia vita assecondando i miei desideri e i miei gusti.
Durante la mia vita da senior ho incontrato la mia anima gemella. Ci ha unito la condivisione di interessi, viaggi, mostre, concerti e la presenza di quest’uomo ha vivificato la mia vita, come era mio desiderio. Ci siamo sposati dopo qualche anno di frequentazione, ma abbiamo continuato a mantenere le nostre case individuali, anche dopo il matrimonio, per rispettare le nostre abitudini e i nostri spazi. Ora abbiamo scelto di abitare vicini, ma sempre in case separate. Questo non vuol dire che non condividiamo felicemente, anche nelle cose pratiche, la maggior parte del tempo. Ci piace molto seguire le stagioni concertistiche, andare al mare d’inverno, visitare mostre d’Arte in varie città e frequentare amici.
Inoltre, tengo molto ai rapporti famigliari: offro aiuto concreto per i piccoli di casa, che sono la mia gioia e il” dessert della mia vecchiaia”. Ho anche dato per molti anni la mia disponibilità a prestare la mia opera professionale di volontariato in una struttura di accoglienza di bambini e di madri in difficoltà e attualmente vengo chiamata per consulenze.  In foto: medico donna con paziente

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Condividere interessi e passioni

Da parte di Angela: Il mio lavoro di insegnante alle Superiori era per me molto gratificante e paventavo l’idea della pensione. Mi sono allora creata un passaggio indolore alla vita da senior che è avvenuto con il part – time nella scuola e con la creazione di relativi spazi di tempo. La mia vita da senior è dunque iniziata così, ma anche con l’acquisto di una nuova casa in campagna, contenitore di un futuro col mio nuovo compagno. Mi sono improvvisata architetto per la ristrutturazione della casa e l’ho vissuta come occasione per rivisitare la nostra vita, utilizzando mobili e oggetti delle nostre famiglie d’origine e del nostro “vissuto” insieme, ricollocandoli in modo contemporaneo. Quest’attività, senza volerlo, è stata per me un vero e proprio percorso spirituale di accettazione delle mie molteplici e in apparenza contrastanti anime che ora convivono in pace tra di loro.
La nostra creatura è questa magione interpretata come Ateneo del vino e della gastronomia. Infatti con il mio compagno, esperto enologo, condivido interessi e passioni: coltivare viti, fare vino, divulgare. In itinere è stato possibile aprirvi un Agriturismo, e incanalarvi tutte le potenzialità, tutte le idee accumulate in almeno quarant’anni, i talenti artistici , gli strumenti metodologici acquisiti nella mia esperienza lavorativa e la voglia di rendere partecipi gli altri delle nostre emozioni. Il convivio è sempre stato l’obiettivo che abbiamo perseguito: infatti qui si incontra una grande varietà di persone, accomunate dal gusto per l’enogastronomia, per la natura, per l’Arte e per la cultura.
Qui c’è il fulcro della mia vita: amo confondermi con la bellezza e l’originalità del paesaggio che mi inducono a passeggiate ed escursioni tra le vigne e sulle montagne circostanti. Le molteplici attività che organizzo per i nostri ospiti, l’invenzione di nuovi canali per la promozione di eventi e la divulgazione della nostra attività contribuiscono a tenermi in forma la mente, e mi sono scoperta un’ intelligenza pratica che prima non sospettavo di avere.
Spero che questa mia realizzazione di vita sia un esempio per i giovani, in questo momento di difficoltà, affinché coltivino la speranza e capiscano che non ci sono limiti né di tempo né di età per esprimere e realizzare se stessi e che è possibile ritrovare la propria identità anche attraverso percorsi alternativi, non necessariamente il lettino dello psicanalista.  In foto, l’agriturismo di Angela, Antica meridiana, a Vicoforte (CN)

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Ansie da prestazione

Mia moglie è una patita del ballo. Da anni una sera alla settimana frequenta un maestro e un gruppo di aspiranti ballerini, cimentandosi nelle danze più varie. Di fronte ai suoi inviti ad accompagnarla ho sempre fatto resistenza, finché un paio di mesi fa ho capitolato e mi sono presentato in pista cercando di ricordare i movimenti di quando da ragazzo andavo in balera. Era il momento del boogie-woogie. Faticosissimo ! oltre che difficile. Vale come dieci sessioni di palestra ! Comunque mi sono divertito e così sono ritornato. Settimana scorsa il maestro ha fatto le coppie della serata e io, 58enne, mi sono ritrovato con una ragazza di poco più di vent’anni che avevo già notato perché scatenata. Che dire ? Ce l’ho messa tutta, giravo vorticosamente, le gambe saltellavano, ero concentratissimo, e dopo dieci minuti così, mentre ormai ero in un lago di sudore e senza fiato, la fanciulla mi fa: “perché andiamo così al rallentatore?”. E allora io, punto sul vivo, ho provato ad accelerare ancora di più, ma dovevo avere un’espressione sofferente perché la sciagurata a quel punto mi ha detto: “forse è meglio se ci fermiamo”. E poi dicono le ansie da prestazione…

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Vivere finché c’è vita

Scrive Maddy: Sono in pensione da qualche anno, quella fase tanto agognata da tanti, ma che io avrei volentieri barattato con altri venti anni di vita movimentata, delusioni e fallimenti compresi!   Sono una moglie e una mamma di tre figlie le quali, senza cadere nel banale, mi sembrano degli ottimi prodotti!!

Ma nella mia vita ho dovuto spesso giungere a compromessi con me stessa per riuscire a sentirmi “viva” e allo stesso tempo coltivare la famiglia. E ciò continua tuttora ! Perche’ VOGLIO lavorare ancora, voglio sentirmi viva ancora ! A causa del mio carattere bizzarro , da emigrante negli USA con la mia famiglia, convinsi tutti a tornare in Italia quando avevo vent’anni, per trovare il mio PRINCIPE AZZURRO. Ma ho vissuto una vita “macinando” cose dentro di me, vivendo in una provincia cosiddetta turistica ma cosi’ banalmente antiquata , ho nutrito sentimenti e desideri non soddisfatti, di andare all’Opera, di espatriare ancora, di prendere lezioni di piano, tutto il mondo per me e’ vibrante! In mancanza di cio’, dopo essere tornata per tre volte presso una azienda che mi dava passione, ho trascinato il mio incauto PRINCIPE in tutta una serie di iniziative, gestione negozi, un piccolo campeggio, un bar, tutto per un solo scopo: VIVERE.            Ma l’amara verita’ e’ che non sono i sessant’anni,  è la terra in cui viviamo che ci taglia le gambe, che ci fa morire dentro. Qualcuno faccia qualcosa.

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E’ meglio vivere ora o tra dieci anni?

Scrive Maurizio: Buona giornata a tutti i coetanei che navigano su questo sito. Mi chiamo Maurizio, ho 57 anni, sono un giornalista e fotografo (mi piace viaggiare e fotografare le nuvole www.cielienuvole.it), lavoro come dipendente nell’ufficio stampa del Comune di Milano.
Non pensavo che, quasi in vista della pensione (che, ringraziando la Fornero, arriverà però solo tra dieci anni), sarei dovuto ripartire di nuovo da zero. Vendere la casa? Cambiare o inventarmi una nuova occupazione? Espatriare per ritornare in Italia a 67 anni, perché grande è la delusione che attualmente sto vivendo nell’ambiente del lavoro ?
Per fortuna non sono sposato e quindi sono più indipendente per attuare una eventuale scelta, anche radicale, gli affetti parentali tipici e qualche amicizia seria, con la salute che al momento è ancora salda. Il mio vuole essere uno sfogo, per mettere in rete la mia esperienza e, perché no, chiedere ai lettori eventuali consigli, per evitare errori e per inviarmi proposte: una sorta di blog tematico su come cambiare la vita e per trovare nuovi stimoli.
Primo dubbio. Io andrò in pensione con quella di vecchiaia: se continuo a lavorare per altri dieci anni, prenderò 1.050 euro al mese, oltre a una pensione integrativa dell’associazione e dell’assicurazione. Invece, se i prossimi dieci anni li vivrò come voglio io, tra dieci anni prenderò 800 euro al mese.
Secondo dubbio. Per mantenermi potrei vendere la casa (130 mila euro) oppure comperare un camper o andarmene all’estero.
Terzo dubbio. Nonostante le leggi e che io sia un dipendente comunale, mentre l’amministrazione di destra della Moratti mi ha permesso di fare il praticantato e di diventare giornalista professionista (inutilmente) l’amministrazione di sinistra di Pisapia, nonostante abbia dichiarato che vuole valorizzare il personale, non riconosce l’attività giornalistica svolta, anzi, con la conseguente mia delusione e voglia di cambiare lavoro.
Che fare? Qualcuno di voi ha già vissuto qualcosa di simile? Si è inventato qualcosa per evitare spiacevoli illusioni? Reputa che il mio sia uno sfogo futile, con tutti i problemi più seri che ci sono in giro ? Lascio il mio contatto: m.battello@tiscali.it. Grazie.           In foto: Discesa su Stoccolma, da www.cielienuvole.it

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