Posts Tagged: tempo libero

Passioni senza età

Suonare e cantare in una band

Fare fotografie

Aggiustare gli utensili rotti

Lavorare la terracotta

Scrivere poesie

Andare in barca

Tenere in forma il motore di una macchina

Dipingere un quadro

Andare in motocicletta

Curare il giardino

Preparare manicaretti

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E le tue passioni quali sono ?

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Viaggi e dintorni

La cartolina d’altri tempi del sessantenne prevedeva una persona che preferiva la sedentarietà al viaggio, la rassicurazione che viene dai luoghi conosciuti rispetto alla scoperta di mondi nuovi, l’immobilità allo spostamento.

Sono, queste, preferenze tuttora manifestate in modo evidente dalle persone che hanno raggiunto la vecchiaia, ma che non si attagliano per niente alla maggior parte dei senior 55-70enni di oggi. E in alcuni casi neppure ad ottantenni ancora vitali e in salute. Una mia amica cinquantenne cha vorrebbe ogni tanto lasciare la figlia piccola alla mamma ottantaduenne non riesce mai nell’intento dato che la “nonnina” ogni volta è in viaggio nei posti più lontani del mondo. Insomma, la vita nuova dei senior è sempre più spesso all’insegna della mobilità.         Che tipo di mobilità ?  Ce n’è di tutti i tipi.

Partiamo dalla più semplice: il movimento fisico. Camminate, escursioni, biciclettate da soli o in compagnia. A volte è soltanto la mezz’ora per evitare l’arrugginirsi di ossa e giunzioni, altre volte è passione che occhieggia al professionismo (avete presente i gruppi di cinquanta-sessantenni che scorazzano in bicicletta sulle strade statali e provinciali attrezzati di tutto punto, o i baldi settantenni che un passo dopo l’altro macinano i più impervi sentieri di montagna?)

Oltre al movimento fisico, lo spostamento è anche trasferimento da un’abitazione ad un’altra.  L’80% degli italiani abita in casa di proprietà e in aggiunta non sono pochi quelli che hanno la possibilità di frequentare anche altre abitazioni: i più benestanti (che sono in proporzione più numerosi tra gli over 55 che nel resto della popolazione) possiedono anche una seconda casa,  molti hanno qualche parente (con annessa abitazione) che in qualche momento dell’anno li ospita al paesello d’origine, altri hanno amici che li invitano, qualcuno non rinuncia a qualche giorno in albergo Che sia un avanti e indietro per il weekend o che sia uno spostamento una tantum di qualche giorno o settimana, fatto sta che chi può non disdegna per niente nemmeno questo tipo di spostamento, senza particolari remore per i disagi connessi.

E poi c’è il viaggio vero e proprio. Il low cost prenotato in largo anticipo evitando l’alta stagione, qualcuno con la formula tutto compreso e qualcun altro con il “fai da te”, nella capitale europea o verso qualche meta lontana o provando la crociera, i senior viaggiano. Visto l’aria di crisi che tira, viaggiano con meno soldi a disposizione e con più attenzione a quante volte si tira fuori di tasca il portafogli, ma nell’insieme la voglia di viaggiare resiste.

Zainetto e scarpe comode, il senior, anche quello che apprezza la tranquillità e si crogiola nell’impigrirsi, non pensa che sia ancora arrivato il momento di limitarsi a guardare il panorama dalla poltrona di casa sua.

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Tempo libero o tempo vuoto ?

L’uso che facciamo del tempo è uno dei più potenti indicatori delle nostre scelte di vita.   E un diverso modo di usare il tempo è di solito per i senior uno dei segnali dell’inizio di una nuova fase di vita.  Le storie di Patrizia e di Domenico ce lo raccontano.

Patrizia, che oggi ha 58 anni, da più di trenta ha un’organizzazione della propria vita dettata dagli impegni familiari e lavorativi: da sempre le giornate seguono i ritmi e gli orari dell’ufficio dove lavora e per tantissimi anni  la sua vita è stata calibrata sui calendari scolastici e sull’accompagnamento dei figli ai loro diversi appuntamenti.

Domenico, 61 anni e un bel negozio da portare avanti, da quando aveva poco più di vent’anni per sei giorni su sette si presenta al posto di combattimento all’ora di apertura e la sera, dopo aver salutato l’ultimo commesso, chiude bottega e puntuale si incammina verso casa per cena.

Sia Patrizia sia Domenico hanno avuto anche altre occupazioni e ad entrambi non sono mancati hobbies, sport, vacanze e amici, ma di fondo la loro vita è girata intorno agli impegni lavorativi e familiari, che hanno cadenzato anni e mesi e hanno regolato le singole giornate.

Quando Patrizia si accorge che i figli, ormai cresciuti, non richiedono più l’assistenza di una volta e i loro orari sono ormai completamente diversi dai suoi, ha davanti a sé l’evidenza che un po’ di tempo si è liberato e che questo le consente una maggiore libertà di manovra. Quando poi sul lavoro le propongono, per gli anni a venire prima della pensione, di trasformare il suo contratto da full time a part time, entra in crisi e non riesce a prendere una decisione veloce, non tanto per ragioni economiche, ma perché è combattuta tra due sentimenti: da una parte il desiderio forte di avere del tempo finalmente “liberato” dagli obblighi quotidiani, dall’altra parte il timore di non essere pronta a dare un senso a questa improvvisa possibile libertà.

Dal canto suo, Domenico negli ultimi anni si è accorto che suo figlio, quello che ha deciso di proseguire nell’attività commerciale del padre, ormai ce la potrebbe fare da solo nel condurre il negozio e questo gli ha dato agio di prendersi qualche vacanza che un tempo non si sarebbe concesso: una settimana con la moglie in crociera e poi qualche giorno con amici a caccia che è la sua passione. Il figlio ad un certo punto gli ha fatto capire che non gli dispiacerebbe diventare il dominus del negozio e da quel momento Domenico si interroga, per la prima volta dopo tanti anni, su come potrebbe impiegare il tempo che finora era incanalato su binari straconosciuti.

Per i nostri, si stanno verificando degli eventi che segnalano il possibile avvio di una fase di vita nuova. Il tempo, da accuratamente organizzato secondo orari e tabelle di marcia routinari, potrebbe improvvisamente rivelarsi come una prateria da conquistare.  E questo porta con sé tante opportunità, ma anche tante insicurezze.

Va bene passare dal tempo etero-diretto al tempo autogestito, dalle scadenze e dagli orari obbligati allo scegliere io cosa fare della mia giornata, ma a volte un “contenitore” che obbliga ad impegni ed orari è meno faticoso di uno spazio che devo riempire io in modo soddisfacente.

Il “poter avere più tempo per me”, desiderio tante volte espresso, da méta agognata può trasformarsi in incognita preoccupante. Un conto è il “tempo liberato”, che tutti amiamo conquistare, un altro conto è il “tempo vuoto”, cui non riusciamo a dare un senso, da cui scappiamo quasi tutti a gambe levate.

Ecco così che i nostri Patrizia e Domenico sperimentano un modo diverso di concepire e usare il tempo e, insieme a questo, sperimentano anche l’ingresso nella fase di vita nuova dei senior, con tutte le gioie e le preoccupazioni che porta con sè.

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La fase migliore della mia vita ?

Scrive Piero: In questo periodo sono tutti arrabbiati con la Fornero e con le sue nuove regole sulle pensioni. Io mi ritengo fortunato perché ho 63 anni e sono già in pensione da qualche anno. Incontro un sacco di persone che mi chiedono se non mi annoio e se non mi sento inutile in questa condizione. A tutti rispondo che no, non mi annoio per niente. Faccio molte attività e soprattutto mi sento libero di realizzare quelle cose che ho sempre sognato di poter fare con più tempo libero a disposizione. Qualcuna è utile, ad esempio mi piace armeggiare con il legno e sono diventato il falegname di fiducia di tutti gli amici e i parenti, qualcun’altra utile non lo è (lo confesso, mi piacciono i tornei di biliardo). Non vorrei esagerare, ma mi sembra che sto vivendo la fase migliore della mia vita.

Caro Piero, la tua soddisfazione è la conferma di quanto vanno raccontando negli ultimi anni ricercatori di tutto il mondo: che la felicità va a picco durante la seconda fase di vita, quella della maturità, e riprende a salire dai cinquanta in poi, fino a quando la salute regge.  Da questa età cresce il bisogno di leggerezza, che però rimane associato al rimanere attivi: molti continuano a lavorare (per scelta o per obbligo) e il lavoro rimane l’attività prevalente, altri trovano spazio per vecchie e nuove passioni, altri ancora si dedicano a cose utili (ad esempio l’aiuto in famiglia o in associazioni di volontariato).

 

 

 

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