Posts Tagged: vita affettiva

Senza fine

Scrive Maresole : Cosa dire della mia vita sino ad oggi, a 56 anni si dovrebbe avere almeno qualche certezza. Mentre io sono ancora piena di dubbi, incertezze, solitudine e tristezza e tanto altro ancora.
Ogni volta e’ sempre la stessa cosa, credo in qualcuno, do anima e corpo, e poi mi sento dire ……lasciamo perdere.
Non ho piu’ fiducia nella gente, le persone sono cosi’ piene di falsita’ e cattiveria gratuita, che ho preso una bella e grossa decisione: LA SOLITUDINE.
Mi sono buttata a capofitto nel lavoro, e poi ne ho trovati altri due per potermi riempire tutte le ore della giornata. Ho una vita senza senso, senza interessi e senza mordente. Aspetto che arrivi il mio momento e finalmente potro’ riposare la mia mente. Un caro saluto a chi leggera’ queste mie parole .

Credo, cara Maresole, che il tuo sia un accorato appello ad essere aiutata ad uscire dalla solitudine, che dici aver scelto come soluzione, ma che contemporaneamente  non ti piace. Non so se qualche parola da un blog ti può essere di aiuto. Certo è che la visione degli altri che esprimi (pieni di falsità e di cattiveria gratuita), anche se ti viene da delusioni e vicende sfortunate, non ti aiuta di sicuro a superare le tristezze e a sentirti meno sola. Temo che, anche da cinquantenne, non ci siano molte altre strade per recuperare fiducia in sè che darne un po’ pure agli altri, magari con qualche prudenza che certo l’esperienza ti avrà insegnato.  Lavori tutto il giorno, e questo di per sè non è né bene né male, ma ti piace quello che fai ?

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Una vita parallela

Da parte di Andrea: Ho 55 anni, in mobilita’ per scelta da 5 anni, 2 figlie adolescenti. Sono passato senza soluzione di continuita’ dalle responsabilita’ aziendali ad occuparmi dell’azienda della famiglia di mia moglie (esperienza conclusa e fallimentare). Da 8 mesi mi sono creato una vita parellela: sperimento nuove attivita’, frequento persone mai viste prima, sviluppo interessi e…ho molto tempo per pensare e riflettere sull’altra vita. Ti accorgi di come hai vissuto e delle cose che non sei stato capace di vedere o che vedevi ma non volevi affrontare. Ed all’improvviso in questa nuova vita compare un nuovo amore. E allora la vita parallela prende ancora piu’ corpo sostituendosi all’altra, che poco alla volta non ti appartiene piu’.

Caro Andrea, sei la dimostrazione vivente che nel corso dei cinquanta si può intraprendere un percorso di esplorazione di una nuova vita. Tu lo stai facendo, se capisco bene, su vari fronti: quello delle attività e del lavoro, quello delle relazioni con le altre persone e quello sentimentale. Ed è proprio nel corso dell’esplorazione che, secondo me, ci si accorge non solo delle nuove possibilità, ma anche di come si sono trasformate nel tempo le nostre preferenze e quali sono gli aspetti del nostro passato non ci convincono più del tutto. Certo, come tutte le fasi di transizione, i rischi e i possibili abbagli sono numerosi.

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La vita a volte è un romanzo

Maurizio scrive: Non amo fare banali bilanci di vita ma la soglia dei miei primi sessant’anni mi porta a farne uno importante.     Ricordo un giovane studente che si innamora della sua compagna di classe e la porta sull’altare a coronare il loro amore, poi due figli splendidi e poi la fine tragica di questo amore che mi lascia solo a crescere due figli.
Ma forse è questo che nella vita ti porta a essere una persona migliore perchè ti carichi di responsabilità che al momento ti sembrano insormontabili ma che poi ti fanno sentire un pò eroe.  Il percoso che mi ha portato fin qui è stato sì tortuoso ma mi ha permesso un arricchimento interiore e una capacità affettiva che è cresciuta in modo esponenziale.  Oggi mi sento una persona ricca di energie da condividere con le persone che mi sono vicine e fiero di aver trasmesso ai miei figli valori purtropoo oggi dimenticati.
Se per arrivare a tutto ciò il cammino è sofferenza allora un appello a chi vive la vita in modo superficiale e materiale di provare un pò a soffrire per raggiungere quella dimensione che nelle religione greca si chiamava catarsi.   Oggi vivo affetti profondi e amicizie sincere ma libero da formalismi e proiettato ad una armonia sia fisica che spirituale per proiettarsi nella futura vecchiaia che speriamo sia il coronamento di una vita in ogni caso felice.

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