Posts Tagged: vita nuova

Non è più l’età di sognare la luna

Forse qualcuno ci è arrivato più presto di me a vivere con serenità. Io ci sono arrivato negli ultimi anni, a cavallo proprio dei sessant’anni. Sono sempre stato un tipo irrequieto, dinamico, con tante idee e iniziative in cui ho sempre messo anima e corpo. Non mi bastava la casa che avevo, anche se era abbastanza grande, così non ho avuto pace finché non sono riuscito ad averne una ancora più grande. Ma quando l’ho avuta non mi diceva più niente. Sul lavoro mi chiedevano tantissimo e io davo tantissimo, però poi mi stancavo subito e andavo alla ricerca di qualcosa di meglio. Nella mia cittadina dove abitavo fino a pochi anni fa mi sono dato da fare per la squadra di calcio locale, fino a diventare il presidente. Quando lo sono diventato a quel punto era diventato solo un impegno che non mi metteva più nessun entusiasmo.  Tutto così. Anche con mia moglie, a cui avevo fatto un filo spietato per anni prima che si decidesse a mettersi con me, dopo ho sempre portato rispetto ma la davo per scontata.
Poi negli ultimi anni c’è stata la svolta…forse davvero l’età aiuta. Ho cominciato a essere contento di quello che avevo, di quello che ero, e a smettere di sognare la luna, perché la luna poi non la raggiungi e se la raggiungi non è bella come l’immaginavi. Continuo ad essere dinamico, non sto mai con le mani in mano, ma non sono più ossessionato dall’idea di raggiungere qualcosa di più. Oramai quel che potevo raggiungere l’ho raggiunto, se mi guardo indietro direi che ho di che essere contento e se guardo all’oggi mi sento appagato. Probabilmente è questa la felicità che si può raggiungere a sessant’anni.

Read more

I ragazzi di sessant’anni fanno notizia

Nelle ultime due settimane sono state numerose le occasioni nelle quali mi è capitato di parlare in pubblico dei ragazzi di sessant’anni, segno di un interesse crescente verso il tema dell’ageing della società e della sorpresa diffusa nel trovarsi a che fare con milioni di cinquantenni, sessantenni e settantenni che, lungi dal considerarsi ai margini della vita attiva, occupano la scena con le loro iniziative, i loro problemi e le loro presenze.

  Il libro “I ragazzi di sessant’anni” è stato l’occasione, ad esempio, per parlare a Rai1Mattina di casi di genitori senior che mantengono loro figli ormai grandi, o per rispondere, durante la trasmissione Benfatto di Radio1, alla domanda su come il rinnovarsi a quest’età può aiutare il cervello a tenersi in forma.  Delle problematiche dei senior si è parlato durante l’affollata presentazione del libro a Roma, ad esempio cercando di mettere a fuoco le differenze tra esperienze maschili e femminili a quest’età. O ancora, focalizzandoci sui temi del lavoro,  di cinquantenni e sessantenni ne abbiamo discusso su La7, nella trasmissione L’aria che tira, insieme al Presidente dell’Inps, al prof Ichino e a un nutrito gruppo di esodati e di senior in cerca di lavoro.

Ancora, è di questi giorni una puntata dedicata a “I ragazzi di sessant’anni” della trasmissione radiofonica “Un libro per l’Europa”, di iniziativa della Commissione Europea, in cui la prospettiva con cui si guarda a queste generazioni è non solo psicologica, ma soprattutto di impatto sociale e politico (per ascoltare l’intera puntata il link è http://ec.europa.eu/italia/studio_europa/un_libro_it.htm#1 , oppure http://ec.europa.eu/italia/audio/libropereuropa20120928.mp3).

Insomma, l’interesse per l’argomento è vivo e crescente. Tutti si stanno rendendo conto della novità di una fase di “vita nuova”, per la quale mancano ancora modelli di riferimento e soluzioni consolidate, ma che pure è ricca di opportunità.

Read more

Presentazione del libro a Roma

 

Cari amici di Roma e dintorni,  lunedì prossimo alle 18.00 alla Libreria Feltrinelli di via V.E. Orlando 78 presenterò il libro “I ragazzi di sessant’anni”.

Insieme a me interverranno i giornalisti Federico Fazzuoli e Arturo Zampaglione.

Vi aspetto.

Read more

Reinventarsi la quotidianità

Di sovente la vita ci sorprende. In positivo talvolta, ma ahimè spesso anche in negativo. Anche se conosciamo in anticipo cosa può succedere andando avanti con gli anni, quando capita a noi ne rimaniamo sorpresi. Talvolta poi i cambiamenti sono così radicali e ravvicinati nel tempo da lasciarci senza fiato.

Così ad esempio è successo a Piera, che – per lo meno tra le persone di cui conosco la storia – colleziona il numero più alto di cambiamenti traumatici in un breve lasso di tempo.

A 57 anni Piera era una lavoratrice complessivamente soddisfatta del suo impiego in un grande negozio e, da madre e moglie, perno di una famigliola apparentemente felice. Godendo di buona salute, si faceva delle belle biciclettate e riusciva ad organizzarsi dei viaggi di piacere.

A 58 anni Piera è rimasta senza lavoro dato che il negozio dove lavorava ha chiuso, la figlia è andata ad abitare in un’altra città con il nuovo fidanzato, il marito le ha comunicato che aveva una relazione con un’altra donna e la gioviale Piera si è ritrovata a combattere una brutta depressione.

  In un caso come questo reinventarsi è una necessità se non si vuole soccombere. Ma senza arrivare alla situazione davvero limite di Piera, nessuno sfugge, direi tra i 55 e i 65, a qualche evento che segna il passaggio ad una fase nuova in cui reinventarsi la quotidianità è sicuramente la dote-chiave. Ad esempio, i figli crescono: che se ne vadano da casa o che rimangano seppur raggiunta la maggiore età, la vita quotidiana familiare va ripensata con diversi equilibri affettivi e con un’organizzazione degli spazi e dei tempi differente. Oppure, per fare un altro esempio, quando si interrompe il lavoro che ci  ha accompagnato per tanti anni, trovare delle attività e dei progetti che interessino e che diano senso alle giornate è un cambiamento che impone di revisionare il modo quotidiano di vivere.

Reinventarsi la quotidianità può essere piacevole. Sogni, progetti, fantasie, passioni irrompono nella nostra mente e ci consentono di allargare lo sguardo per scoprire prospettive che avevamo dimenticato esistessero. Ripiegarsi sul passato invece certamente non aiuta.

Read more

Sfruttati dai giovani???

Capita a tutti una prima volta in uno studio televisivo. A me è capitato oggi partecipando al programma “Storie vere” di Rai1Mattina. Esperienza molto interessante ma non sto qui ad annoiarvi sulle mie sensazioni da neofita della tv.  Vorrei invece riflettere sulle storie che sono state raccontate e sui temi del dibattito: a cominciare dal titolo che all’ultimo momento la redazione ha scelto, e cioè “I giovani sfruttano gli anziani?”   Caspita, no di sicuro ! è stata la mia reazione quando ho letto l’interrogativo del titolo. Non credo che sia vero neppure il contrario, e cioè che gli anziani sfruttano i giovani, ma insomma anche solo ipotizzare che in Italia l’alta disoccupazione giovanile sia spiegabile con il poco impegno dei giovani a trovar lavoro e con la “fannullaggine” consentita da genitori e nonni babbei che poveretti continuano a faticare, mi sembra davvero una forzatura della realtà ! E se esistono situazioni vere, come sono state raccontate nella trasmissione di oggi, di settantenni e sessantenni che lavorano per mantenere ancora la famiglia o per dare una mano ai figli nell’avvio di un’attività, non per questo si può certo parlare di sfruttamento di questi ultimi verso i genitori.  Ogni caso fa a sé. C’è chi continua a lavorare anche in là con gli anni per necessità economica (propria o dei figli), chi lo fa perché non smette di essere gratificato dall’attività lavorativa e chi (ricordiamoci che è la larga maggioranza) tra i 55 e i 65 anni ha smesso di lavorare e fa altro.

Per vedere la puntata del 18 settembre di “Storie Vere”, clicca qui.

 

Read more

Guardare in faccia il futuro

Silvia segue da tempo il blog. Oggi partecipa con questi suoi pensieri che, più che una “storia”, sono riflessioni intorno ai temi proposti ne “I ragazzi di sessant’anni”.  Mi fa piacere pubblicarli. Enrico

Scrive Sivia: Ho 68 anni, in pensione da 2 senza averla mai sognata. Alle spalle una carriera scolastica di insegnamento che mi ha dato grandi stimoli intellettuali e la cura preziosa delle relazioni con i giovani e gli adulti che ruotano attorno al mondo della Scuola.

Oggi mi guardo intorno e vedo anziani che, seppur coetanei, vivono a due velocità : quelli che chiameremo “con lo stile di una volta”, spesso abbigliati severamente (ad es. con le calze grigie già ora, a settembre..) con l’aria dimessa, spesso soli o accompagnati ….., e quelli “ di ora” , magari della stessa età, come dicevamo, che vivono con più apertura e coraggio. Lo so, può dipendere dalle condizioni di salute, dalle tristezza che la vita ci impone, ma resta il fatto che queste differenze esistono.

Tuttavia è bene qui sottolineare che esistono anche dei “pregiudizi” verso la persona anziana, spesso difficili da vincere, che vorrebbero che la vita del “ caro vecchietto” si svolgesse sotto una campana di vetro, per non interferire con la vita dei giovani adulti. Tutti noi che, come ci chiama l’autore siamo young old, sappiamo che la gente ci guarda non sempre con occhio libero dal condizionamento che la nostra età anagrafica impone. La differenza, anche per noi, sta proprio in questo: non lasciarci dominare dai pregiudizi e dalle paure dell’età, ma guardare in faccia la Vita e decidere ciò che ci è possibile fare.

Le storie che ci offre questo blog ci svelano un mondo di anziani privilegiati ( di aver vissuto senza guerre, di avere una pensione, alimentazione varia, medicine, ricerca medica…vita longeva…..ecc) che osano ancora VIVERE, PROGETTARE e SOGNARE, e non sopravvivere…

Io mi auguro che questi anziani siano sempre più numerosi rispetto a quelli che limitano i propri spazi esistenziali. Infatti gli studiosi ci dicono che, come in passato si sono sviluppati geni che hanno permesso all’Umanità di sopravvivere nelle più disparate condizioni ambientali, così potremmo ipotizzare lo sviluppo di geni che arricchiscono la possibilità di vivere in modo più attivo anche in tarda età. Tutto questo senza pensare di arrivare a 120 anni, ma di vivere gli anni che ci sono concessi dalla Provvidenza, arricchiti di significato e di valore per noi e per gli altri.

Silvia Ghidinelli

Read more

Un libro tira l’altro

E’ andata in onda su Radio 24, nel programma “Un libro tira l’altro”, l’intervista di Salvatore Carrubba a Enrico Oggioni sul libro “I ragazzi di sessant’anni”. Come si conciliano le nuove opportunità che si prospettano ai sessantenni con le nuove sfide che oggi questa generazione si trova ad affrontare ? Quanto è grande la divaricazione fra come affrontano la fase di “vita nuova” i senior in condizioni economiche privilegiate e gli altri ? Verso le generazioni dei figli e dei giovani prevale o no un sentimento di “restituzione” e di generosità ? Questi e altri i temi dibattutti nel corso dell’intervista.

Read more

C’è qualcosa che non mi soddisfa

Ciao a tutti. Sono Renza ed ho 56 anni. Caratterialmente sono molto positiva, gli anni non mi pesano, anzi, mi sento più forte nell’affrontare la vita. Qualche cambiamento c’è sia fisico che mentale ma, ripeto, non mi crea problemi. Sono ancora molto energica e non mi voglio fermare. Tuttavia qualcosa che non mi soddisfa c’è, faccio la casalinga e non mi piace più. C’è un piccolo problema non ho lauree di studio e credo proprio che questo dica tutto. Anche con tutta la mia energia credo che sia difficile che possa risolvere questa mia insoddisfazione. Comunque non mi dispero perchè ho sempre tante idee e se mi manterrà la salute sono sicura che troverò qualcosa che mi si addica e al contempo mi soddisfi. Saluti a tutti!

Cara Renza, la tua energia e il tuo ottimismo ti permetteranno sicuramente di trovare qualcosa che ti rilanci e ti soddisfi. Ma credimi, il titolo di studio alla nostra età non è né di aiuto né di ostacolo.

Read more

Un nuovo equilibrio

Elena racconta così la sua situazione attuale: I miei figli, uno di 28 anni e uno di 24, nel giro di pochi mesi se ne sono andati di casa. Cioè, uno è andato a vivere per conto suo (o insieme alla sua fidanzata ? mah non si capisce bene) e il secondo ha vinto una borsa di studio ed è andato in Olanda per un anno. La mia vita è improvvisamente cambiata. Da giovane lavoravo ma poi avevo smesso, anche per occuparmi meglio della famiglia. Qualche lavoretto ogni tanto, ma niente che mi prenda veramente. Mio marito è in pensione da un paio d’anni, ma fa ancora delle collaborazioni e ha i suoi interessi che lo tengono impegnato tutto il giorno.    Così mi ritrovo adesso con una situazione nuova e mi rendo conto che devo trovare un nuovo equilibrio. Non solo per me, ma anche per tutte le cose che si fanno in casa, mi fa impressione quando la sera a cena ci ritroviamo soli io e mio marito. Tutte le amiche mi dicono che dovrei essere contenta che i figli hanno trovato la loro strada, un po’ lo sono perché mi sembrano realizzati, ma io sono lo stesso un po’ triste e mi spiace non averli vicino a me. Certi giorni mi vergogno perché mi ritrovo a chiamarli più volte al giorno per avere loro notizie, so che è sbagliato però è dura cambiare così alla mia età.

Read more

Dolce stil nuovo

Scrive Didi:   …..la mia storia è da scrivere, se ora parlassi del passato vorrebbe dire che veramente è finita, invece no mi piace pensare a un progetto, una cascina da riadattare insieme a coetanei e in cui dispensare quella serenità che magari da soli non si riesce a raggiungere, un posto ideale in cui anche chi non conosce nessuno può sentirsi accolto, può sentirsi dire : Ti stavamo aspettando, vuoi mangiare una fetta di torta e aiutarci giù nell’orto? Vuoi fermarti a dormire qui? Vieni, scendiamo in giardino e parliamo, siamo sicuri che hai tante cose da raccontarci…..un posto un po’ ristorante, un po’ albergo, un po studio psicologico, un po’ centro culturale, un po’ agenzia matrimoniale……un po’ famiglia, che si riinventa nella assistenza e nell’ascolto dei propri ospiti, un posto dove stare davvero bene….una comunità? Anche, ma con tanti spunti e tanti stimoli, in cui ospitare dei corsi residenziali e conoscere altre persone della stessa età…sì mi piacerebbe.

Read more