Posts Tagged: vita nuova

Giovani di spirito, giovanilismo e invecchiamento

E’ appassionato il dibattito sulla nostra pagina facebook e su questo blog intorno a questi tre concetti !

“Fanno pena le persone della mia età che si atteggiano e si vestono da ragazzine. Ma è così vergognoso invecchiare?” si chiede un’amica.  “L’importante è sentirsi giovani dentro!” sostengono in molti. Ma anche questo non convince tutti: “E’ solo un modo forzato di essere ottimisti” incalza un’altra amica. “Io mi sento in piena forma e mi sto divertendo con la mia fidanzata più giovane” dice uno, allora “c’è qualcosa che stride” è l’immediato commento. “Ho 63 anni e non mi sento per niente vecchia, anzi ancora giovane e voglio assaporare tutte le gioie della vita” dice una frequentatrice del blog. “No, per fortuna tutti invecchiamo!” è la replica.

Insomma, le idee sull’argomento sembrano essere piuttosto diverse, quanto meno a prima vista.   E allora non resisto a dire anche la mia.

La mia idea di fondo è che finiamo tutti nel trabocchetto dell’alternativa giovane – vecchio perché né il linguaggio, né le costruzioni concettuali, né l’esperienza sociale diffusa ci offrono ancora gli strumenti per raccontare la novità di questa nostra fase di vita, che fino a pochi anni fa non esisteva e che oggi invece stiamo sperimentando in tanti, ma senza poterci rifare ancora a modelli da copiare e dovendocela giocare invece in un ruolo da apripista. E allora ricorriamo, per descrivere il bello e il brutto di questa nostra stagione della vita, a concetti e a parole in cui alla fine si contrappongono il giovane e il vecchio.

Se facciamo la tara a questo problema, la mia anima conciliante mi fa poi propendere a considerare non antitetici i concetti espressi.  Penso che se “giovane di spirito” significa avere ancora un atteggiamento aperto e curioso verso il nuovo, il mondo e il futuro, allora questa è probabilmente proprio la caratteristica che ci permetterà di vivere con gioia l’opportunità di questa fase di vita nuova prima di raggiungere la  vecchiaia. Ma questo atteggiamento non è affatto in contrapposizione con l’essere consapevoli che si sta invecchiando, che gli anni passano e che mente cuore e gambe cambiano con l’età. Faccio mie le parole di Cesa-Bianchi e di Albanese che associano i due termini “crescere e invecchiare”, cioè – dicono –  l’invecchiamento è anch’esso uno sviluppo. Negare questa evoluzione è cieco, scimmiottare i giovani (il “giovanilismo”) per sfuggirla è perdente, adattarvisi ridefinendo in continuo la propria identità senza smarrire un atteggiamento aperto e curioso è probabilmente la vera sfida.

Read more

Conta lo spirito

Da parte di Ettore:  Ciao Enrico, ciao tutti. Sono appena tornato da un viaggio in caicco in Turchia molto bello, con altri amici della stessa età, all’incirca tutti intorno ai 60 anni, chi più chi meno. Nessun atleta, ma ci siamo trovati benissimo anche se c’era qualche disagio.

Vivo il presente e penso che l’età sia una nostra invenzione, conta lo spirito che abbiamo. Con la mia ex moglie ci siamo lasciati un po’ di anni fa, adesso ho una nuova fidanzata di qualche anno più giovane di me e facciamo tante cose divertenti insieme. Ho tanti interessi, qualche dovere (quelli non mancano mai) e mi dedico soprattutto alle cose che mi interessano veramente. Per questo mi ritengo fortunato. Qualche amico mi dice che non è come una volta, non ci sono più le stesse passioni, è come passare dall’acqua frizzante all’acqua sgassata, però invece secondo me se sei furbo te ne fai una ragione, ti accontenti e riesci a godertela ancora.

Read more

Separazioni tra i baby boomers. E poi?

“Finalmente posso rifarmi una vita ! Da tanto lo aspettavo”.   Sarà proprio così ? Oppure dopo la separazione in età avanzata si scopre che non è per niente facile trovare un equilibrio di vita soddisfacente? Quel che per il momento è sicuro è che il fenomeno delle rotture dei matrimoni è in continua ascesa.

Ce lo ricorda l’Istat, che ha diffuso settimana scorsa i dati sulle separazioni e i divorzi in Italia, riferiti al 2010. Con riferimento a tutte le classi di età, le prime sono state 88.191 e i secondi 54.160.

Il fenomeno più impressionante è la crescita nel tempo dei tassi di separazione e di divorzio: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 si arriva a 307 separazioni e 182 divorzi.

Anche se l’età media della separazione è di 45 anni per i mariti e di 42 anni per le mogli, è tra gli over 55 che si registra uno dei cambiamenti sociali più significativi: infatti, solo nel 2000 erano circa 8.000 i maschi over 55 che si separavano, mentre dieci anni dopo sono stati quasi 15.000. E tra le donne, le circa 5.000 separate all’anno sono diventate oltre 10.000.

Anche nel Paese con il più alto tasso di divorzi al mondo, gli Stati Uniti, a rivolgersi sempre più ad avvocati matrimonialisti e tribunali sono i baby boomers  Come mai? Secondo uno studio della Bowling Green State University, gli attuali sessantenni hanno vissuto una stagione in cui vi è stata un’accelerazione delle convivenze prematrimoniali e questo ha a che fare con alti tassi di divorzio. Più convincente mi sembra la spiegazione per cui a 55-60-65 si ritiene che gli effetti sui figli ormai grandi non siano più traumatici e quindi ci si può accostare ad una separazione con animo relativamente più leggero. Inoltre, a quell’età si ha da vivere almeno altri 20 o 25 anni. E allora ci si chiede se davvero si vuole trascorrere il resto dei propri giorni con la stessa persona, se lo spicchio di felicità a cui ancora si aspira è raggiungibile con una vita diversa.
Guarda sull’argomento questo video del Sole XXIV ore / TM News http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2012/20120624_video_17461847/00004216-negli-usa-sempre-pi-coppie-di-baby-boomers-divorziano.php

Read more

i miei primi 63 anni

Come è già stato testimoniato negli scorsi mesi da altri frequentatori del blog, anche per Rita, che ci racconta brevemente di seguito la sua storia, l’attività di volontariato è diventata una parte importante della propria vita.  Ricordo altre testimonianze e altri commenti sullo stesso argomento in cui emergevano però delle perplessità su come funzionano le organizzazioni di volontariato. Credo che dovremo dare spazio in futuro su questo blog a quali sono le attività di volontariato più utili e soddisfacenti, così come a qual è il modo migliore di utilizzo dei senior da parte delle organizzazioni di volontariato.

 Scrive Rita: Sono andata in pensione 11 anni fa, e in questi anni non mi sono mai fermata, ho dedicato e dedico tutt’ora le mie ore libere al volontariato. Sono soddisfatta e contenta di poter dare sollievo alle persone che soffrono, una carezza una parola un sorriso non costano veramente nulla. Chi può lo faccia, aiutare gli altri aiuta se stesso. Quando torni a casa ti senti un’altra persona.Grazie per avermi dato questa possibilità.
Rita, anni 63.

Read more

Mi ha salvato la terra

Scrive Livio: Ho 57 anni, sei mesi fa sono stato mandato via, improvvisamente e senza un valido motivo, dall’azienda dove ero un dirigente fino a quel momento apprezzato. Rabbia, sconforto e preoccupazione per il futuro sono stati i sentimenti delle prime settimane dopo il licenziamento. Sono rimasti la rabbia per quel che mi hanno fatto (sono ancora in causa) e un po’ di preoccupazione, ma lo sconforto penso di averlo superato. Mi sto guardando intorno alla ricerca di un nuovo lavoro e naturalmente alla mia età nessuno mi prende in considerazione per assumermi, però io sono disponibile per qualunque tipo di rapporto in cui venga utilizzata la mia competenza. Non sono mai stato bravo nel tenere le pubbliche relazioni e quindi adesso ce la sto mettendo tutta per prendere contatti utili. Però lo sconforto mi è passato grazie al pezzo di terra che quasi non ricordavo più di avere e che mi sono messo a coltivare. Sì, faccio il contadino (un contadino inesperto che ha bisogno dei consigli dei contadini veri dei terreni vicini al mio), ma è un’attività che mi riempie la giornata, mi stanca fisicamente (è un bene) e mi dà soddisfazione. Non ci campo con la terra, ma mi ha permesso di superare il momento difficile e di vedere le cose nella giusta prospettiva.

Read more

Vivere nella speranza.

Scrive Angela: Ho appena compiuto 54 anni. Ho iniziato a lavorare a 11 come commessa e cameriera, poi conseguito il diploma di maestra d’arte, ho lavorato come artigiana autonoma per 15 anni. Con l’arrivo dei miei 2 figli adottivi e provenienti dall’India, tanto attesi, ho scelto di lasciare il lavoro per dedicarmi totalmente a loro e anche per assistere i miei genitori anziani e malati, che ho curato in casa e accompagnato fino alla fine del loro percorso terreno.
Nonostante i sacrifici e la fatica quotidiana, sono riuscita a coltivare le mie passioni e tanti interessi come il canto, la musica, il volontariato sociale e lo continuo a fare tutt’oggi. Da due anni sono separata e gli unici beni che possiedo sono una casa e un’ automobile. Ho dovuto imparare ad occuparmi di molti aspetti pratici e organizzativi della gestione della famiglia e la necessità di tornare a lavorare è diventata una priorità. Mi è stato detto che a questa età sono fuori dal mercato del lavoro, l’esperienza maturata e la mia professionalità non vale più nulla e con la crisi in atto si preferisce offire opportunità ai giovani. Lo trovo giusto. Soppravvivere e reinventarsi non è facile. Dopo tanti anni di lavoro, di impegno e cuore nel donarmi agli altri sembra che ora nessuno riconosca quello che ho fatto. Non mi abbatto sono serena e in pace con me stessa. Guardo al futuro con fiducia, godo delle piccole cose di ogni giorno e non mi spaventano le rinunce e il vivere in sobrietà e semplicità: non so nemmeno se un giorno potrò contare su una pensione…I figli è naturale facciano la loro vita e seguano la loro strada io non posso fermarli. La solitudine non mi spaventa perchè ho riscoperto il piacere di dedicarmi alla lettura, alla scrittura e all’ approfondimento di molti argomenti riguardanti la cultura e l’arte.
Non sto in casa a rimuginare sugli sbagli o sui fallimenti del passato ma esco e incontro persone positive e stimolanti con cui mi piace confrontarmi e discutere nello spirito di condivisione e arricchimento reciproco, umano e culturale.
Credo che la felicità non debba dipendere da altri, è già dentro di noi, vivere in pienezza emozioni e sentimenti è possibile, spesso accadono fatti e circostanze inaspettate che allietano la nostra esistenza. E’ la speranza che illumina il mio cammino.

Read more

Reinventarsi

Succede a quasi tutti che tra i cinquanta e i settant’anni ci si ritrovi nelle condizioni di reinventarsi la quotidianità. A volte per necessità, a volte per desiderio di cambiare, l’assetto di vita che ci ha fatto compagnia per tanti anni è sostituito da un modo nuovo di vivere. Dove ci porterà la corrente non lo sappiamo esattamente, ma siamo ormai tutti consapevoli che l’allungamento della vita, di solito in discrete condizioni di salute, ci permette di guardare avanti per capire come godere al meglio di una nuova stagione della vita.  Sono anni durante i quali qualcosa sicuramente succede sul fronte del lavoro, oppure della famiglia, oppure della salute, e improvvisamente ci ritroviamo a domandarci: e adesso ?

E’ a quel punto che bisogna mettere in campo una capacità importante, quella di reinventarsi (nelle proprie attività, nel proprio modo di utilizzare il tempo, nella propria identità), capacità che a sua volta richiede di riallargare lo sguardo evitando di riproporre solo le risposte del passato.

Molte delle storie e dei commenti che ricevo al blog e alla pagina facebook “I ragazzi di sessant’anni” sono testimoni efficaci di questa spinta al proprio rinnovamento.

Elio ad esempio dice: “Anch’io ho raggiunto i 60 anni! E sto cercando di intraprendere una nuova fase di vita”.  E pure Roberta è consapevole che nuove frontiere si stanno aprendo: “Adesso devo reinventarmi tutta dopo 41 anni di lavoro”.

Facile ? No, abbastanza impegnativo, ma possibile e avvincente se siamo sostenuti dallo spirito giusto. Chi, come Maria Rita e Iolanda, dichiara di avere ancora tanti progetti da realizzare e tante passioni che accendono l’animo, è sicuramente facilitato.  Tanti che escono da vicende lavorative difficili riescono comunque a proiettarsi in un futuro ancora lavorativo ma diverso da quello di sempre: Paolo ad esempio, che è in disoccupazione, sa che non è facile ma sta cercando un’occupazione meno faticosa di quello nell’edilizia dove ha sempre lavorato.

E’ fondamentale, come dicono Fortunata e Graziella, essere ragazzi nello spirito e nella voglia di mettersi ancora in gioco. Lontani da un giovanilismo ridicolo, la chiave è un atteggiamento che trova gusto nell’esplorare, nell’aprirsi a nuove esperienze e nel prendersi qualche controllato rischio.  Se invece, come ci testimonia un’altra lettrice, adesso “è come se qualcuno avesse spento un interruttore che io non ho voglia di riaccendere”, allora sì che reinventarsi diventa un’impresa titanica.

Read more

Forse un po’ folle

Scrive Loredana: Quando ero giovincella ridevo sentendo i miei genitori che usavano il termine “ragazzi” per parlare dei loro amici, piu’ o meno loro coetanei. Oggi sorrido sentendo me stessa pronunciare lo stesso termine quando parlo dei miei amici. Forse non mi sono resa conto del tempo che scorre? A volte me lo chiedo e concludo che, pur essendo consapevole dei miei 53 anni, mi sento altrettanto ragazza di quando ero ventenne, se non piu’ di allora. Il processo ha avuto inizio quando ho cominciato a lasciare andare i condizionamenti e le idee preconcette che mi arrivavano dalla societa’ e dall’educazione ricevuta. Ho cominciato a chiedermi cosa mi piaceva e cosa volevo fare veramente della mia vita e mi sono resa conto che della carriera lavorativa non mi interessava assolutamente niente: quello che volevo e che mi faceva star bene era svolgere il mio lavoro, che mi piaceva, e quel lavoro svolgerlo al meglio. Per una soddisfazione mia, non per avere un riscontro dagli altri. E da quel momento il processo e’ proseguito: all’alba dei 45 anni ho ricominciato a studiare, ho cambiato totalmente lavoro e ogni giorno mi chiedo cosa voglio fare e lo faccio. A volte i problemi e i “doveri” sembrano impedirmelo, ma se mi riservo almeno dieci minuti, anche nei giorni piu’ difficoltosi, per dare ascolto a cio’ che voglio, riesco a vivere intensamente e con entusiasmo giovanile, nonostante gli acciacchi fisici dell’eta’ e della storia della mia vita. Sembra follia quello che ho scritto? Puo’ darsi che lo sia e, nel caso…ben venga la follia!

Read more

Finalmente in pensione….

La storia di Elda: Un anno fa ho lasciato il lavoro per raggiunta età pensionabile. Ho due figli, il grande gravemente disabile vive in una comunità a 6 km da casa, l’altro è ancora all’università…Appena rimasta a casa, ad una riunione delle famiglie dei disabili frequentanti il centro dove risiede mio figlio emerge la necessità di creare un’associazione Onlus per reperire i fondi per finanziare i progetti degli operatori: ho dato la mia piena disponibilità, ho girato gli uffici finanziari, telefonato a destra e a manca, fatto quel che c’era da fare , ed ora, dal 17 aprile, siamo un’associazione di volontariato Onlus con tutti i crismi.
Fra una cosa e l’altra da anni mi diletto di informatica (manutenzione hardware e software di pc) e con un passaparola di amiche e vicine di casa che si appoggiano a me quando qualcosa dei loro pc non funziona, ho sempre qualche pc da resuscitare. Morale della favola: non ho neppure il tempo di dedicarmi alla casa… però faccio cose che mi piace fare!!!!

Uno dei disagi che scoprono tantissimi sessantenni poco tempo dopo essere andati in pensione è il tempo improvvisamente vuoto che non sanno come impiegare. Problema del passato, mi direte. No, vi assicuro che sono davvero tanti coloro che si interrogano su come dare un senso al tempo che si è liberato.  Ecco: la tua storia, cara Elda, è un bellissimo esempio di come interessi, volontà, motivazione, utilizzo di competenze che già possedevi (l’informatica) possono consentire di reinventarsi una nuova vita in cui il tempo è ricco di attività e progetti intelligenti e che piacciono.

Read more

I senior all’altare

L’Istat ha diffuso poche settimane fa le conclusioni del suo studio sulla situazione dei matrimoni in Italia che, i dati si riferiscono al 2010, sono stati in totale 217.700.

I senior, come si deduce da questa breve analisi che vi propongo, fanno la loro parte.

Le donne sopra i 50 anni che si sono sposate, con rito religioso o civile, sono state 8.797 e di queste, ben 2118 avevano più di 60 anni.      Gli uomini over 50 che hanno fatto il grande passo sono stati ben più numerosi: 16.460, dei quali 6.427 avevano più di 60 anni.

Si sono sposati celibi e nubili, vedovi e vedove, divorziati e divorziate.     Sia tra gli uomini sia tra le donne fanno la parte del leone i matrimoni fra divorziati: 2.311 donne divorziate oltre i 50 anni che hanno sposato divorziati e 3.946 uomini della stessa fascia di età che si sono sposati con divorziate.

Tanti anche quelli che a questa età (over 50) si impegnano per la prima volta in un vincolo matrimoniale: 5.967 celibi che sposano nubili, vedove e divorziate e 3.540 nubili che sposano celibi, vedovi e divorziati. Meno inclini ad un nuovo matrimonio sono soprattutto le vedove: solo 900 vedove oltre i 50 anni si sono risposate, a fronte di 2.171 vedovi che hanno fatto altrettanto.

Alla prossima puntata il confronto con le separazioni dei senior.

Read more